La Nato è pronta a dare supporto in Libia e a “intensificare” la sua capacità di controllo sul terreno “con l’uso di droni di sorveglianza, che dall’anno prossimo avranno Sigonella come punto di riferimento“. Sono questi due degli annunci fatti ieri a Roma dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. In mattinata il leader dell’Alleanza atlantica era stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per poi espletare altri incontri istituzionali.

LA CRISI LIBICA  E IL TERRORISMO

C’è “forte preoccupazione” per la situazione in Libia e “per il grande afflusso di migranti che attraversano il Mediterraneo“, ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica, e come richiesto dal governo libico, la Nato è pronta a dare supporto per incentivare “le condizioni per la difesa del Paese“. Tuttavia, ha detto in Libia la Nato sostiene gli sforzi dell’Onu per una soluzione negoziale, mentre nessuna richiesta è arrivata per una sua presenza sul terreno. L’organizzazione, ha poi aggiunto, ringrazia l’Italia “per l’accoglienza” data ai migranti arrivati sulle sue coste.
Parlando, invece, del rischio terrorismo e della complicata situazione libica, Stoltenberg ha ricordato che “lo scenario di sicurezza intorno alla Nato sta cambiando. Affrontiamo le sfide a Est con una Russia sempre più aggressiva e a Sud, nel Nord Africa e nel Medio Oriente. L’Italia – ha concluso – ha un ruolo chiave per combattere le minacce che provengono dal fronte Sud“.
Per risolvere la vicenda della Libia, ha replicato Renzi, “crediamo si debba partire dall’esperienza del governo di Tobruk che ha avuto l’avallo popolo libico nel giugno 2014“; una vicenda “in cui l’Italia è protagonista“, da gestire “senza forzature ma anche affermando valori di pace, libertà e rispetto dei diritti umani“. Per il premier “gli sforzi dell’Onu vanno esattamente nella direzione di arrivare ad una pace sostenibile partendo dall’esperienza del governo di Tobruk“, e “quello che sta accadendo in varie parti del mondo, con i video che arrivano dai vari fronti dello Stato islamico, ci portano a dire che c’è grande bisogno di libertà e di rispetto dei diritti umani“.
Quanto alla Nato, ha rimarcato Renzi, “può dare un contributo in tutti i campi nel rispetto delle regole della nostra alleanza“.

LE TENSIONI IN UCRAINA

Stoltenberg si è poi soffermato sulla crisi di Kiev, spiegando che “l’accordo di Minsk è la base migliore per trovare una soluzione pacifica negoziata per l’Ucraina“. “E’ molto importante che tutte le parti” in causa “rispettino il cessate il fuoco e ci sia l’impegno al ritiro delle armi pesanti“, ha aggiunto il leader dell’Alleanza atlantica. “Ogni estensione del territorio controllato dai separatisti ucraini costituirebbe una chiara violazione di quegli accordi e sarebbe inaccettabile” ha affermato il segretario generale, chiedendo a Mosca di ritirare “oltre mille pezzi” di artiglieria pesante dalle zone orientali dell’Ucraina.
La Russia ha trasferito negli ultimi mesi oltre mille pezzi di artiglieria, carri armati e sistemi avanzati di difesa antiaerea: deve ritirare questi armamenti e cessare ogni sostegno ai separatisti” ha sottolineato Stoltenberg.

LA POSIZIONE DELL’ITALIA

Nell’incontro con Stoltenberg, ha spiegato Renzi ai cronisti, “abbiamo parlato della grande importanza che l’Italia attribuisce alla Nato e in particolare della necessità che, nel nuovo ordine mondiale che faticosamente si costruisce giorno dopo giorno, l’attenzione vada ai temi che sono sui giornali ma anche a quelli che non sono sui giornali, accanto alla priorità che per noi è la numero uno, ovvero quella del Mediterraneo e della Libia”.
Durante il colloquio, ha aggiunto Renzi, “abbiamo discusso delle prossime sfide che l’Alleanza dovrà affrontare anche in vista del vertice di Varsavia 2016: l’impegno operativo in Afghanistan, quello nei Balcani, e anche le questioni legate al ruolo dell’Italia che è uno dei principali interlocutori sia in termini economici che in termini di uomini e mezzi della Nato“.

LE SPESE MILITARI

Quanto alla prospettiva di rispettare l’impegno assunto dai membri dell’Alleanza di destinare nei prossimi anni il 2% del Pil in spese per la Difesa, il premier italiano ha ribadito la sua idea. “Al vertice Nato di Cardiff ho proposto ai colleghi degli altri Paesi europei di scomputare dal patto di stabilità le spese fino al 2% per le spese militari. Era un altro momento storico, non dimentichiamo che in 6 mesi l’Ue ha cambiato direzione economica: ma questa proposta resta sul tappeto per i prossimi anni, ne ho parlato anche oggi con Stoltenberg“.

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