La bozza del disegno di legge che sarà discusso il 20 febbraio in consiglio dei ministri, le parole di Renzi, le norme in ballo, i settori interessati, le discussioni tra ministri e le reazioni di alcune associazioni imprenditoriali

Il progetto di liberalizzazioni del governo arriverà venerdì 20 febbraio in consiglio dei ministri. Ad illustrarne i contenuti sarà il premier Matteo Renzi, convinto di approvare “un ddl sulla concorrenza che sia un ulteriore passo verso una maggiore liberalizzazione di alcune realtà ma non sia percepita come un attacco alle certezze di cui ha bisogno il nostro sistema”, come ha detto il 17 febbraio nel corso della direzione del Pd, aggiungendo: “Se andiamo dal notaio meno volte non è un problema”.

IL DISEGNO DI LEGGE

Il Ddl Concorrenza (ecco una delle prime bozze), contiene al momento norme su fondi pensione, operatori di telefonia, disposizioni in materia di RC auto, banda larga, prodotti editoriali, esercizi commerciali e ordini professionali, ma anche modifiche che riguardano la vendita di alcune tipologie di farmaci e la regolamentazione dei servizi pubblici locali.

FARMACI E FARMACIE

La bozza del disegno di legge, tra l’altro, prevede misure per incrementare la libertà di accesso dei privati all’esercizio di attività sanitarie non convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale, e norme per far lievitare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica. Il numero massimo di farmacie potrebbe essere trasformato nel numero minimo: si passa da “una farmacia” ad “almeno una”, oppure secondo una seconda ipotesi, potrebbe abbassarsi la soglia di popolazione richiesta per l’apertura delle farmacie che da 3.300 cala a 1.500 abitanti. Il disegno di legge aggiunge che gli esercizi commerciali e le parafarmacie possono effettuare attività di vendita al pubblico di farmaci appartenenti alla cosiddetta fascia “c”.

TAXI
Il documento del ddl Concorrenza che ha visionato Formiche.net prevede l’eliminazione delle distorsioni concorrenziali anche per taxi e noleggio con conducente, secondo quanto dicono nel governo. La sede del conducente del mezzo e la rimessa non dovranno cioè più essere situate esclusivamente nel territorio del comune che ne aveva rilasciato l’autorizzazione e i comuni non potranno più regolamentare l’accesso nel loro territorio da parte dei titolari di autorizzazioni rilasciate da altri comuni.
Abrogato inoltre l’obbligo per le auto Ncc di ricevere prenotazioni solo presso l’autorimessa.

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Oltre alla razionalizzazione delle società pubbliche e dei servizi a loro affidati e agli obblighi di compensazione di eventuali squilibri economici dei contratti di servizio pubblico di trasporto ferroviario, il ddl prevederebber il possibile ingresso dei privati nel trasporto pubblico locale.

RC AUTO

Tra le norme contenute nella bozza di disegno di legge allo studio del governo un intero capitolo riguarda le assicurazioni automobilistiche. Tra le novità contenute nella bozza c’è la previsione di una serie di sconti obbligatori, che le imprese di assicurazione sono tenute a praticare in determinati casi: per chi acconsente di montare la scatola nera, ma anche per chi ripara i mezzi dai carrozzieri indicati dalla compagnia assicuratrice.

LE DISCUSSIONI TRA MINISTRI

La bozza di disegno di legge sulla Concorrenza, della quale circolano da giorni molte indiscrezioni, ha creato non poco scompiglio tra addetti ai lavori, ministri e associazioni.
“Il ddl concorrenza però rischia di inasprire il clima politico (Ncd in fibrillazione) e di risvegliare tutte le lobby pronte a dare battaglia in Parlamento”, si legge oggi su Repubblica.
A dividere sono soprattutto le misure relative ai farmaci, mal digerite dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha definito le ipotesi sulla liberalizzazione delle farmacie “insostenibili” poiché metterebbero a rischio la sicurezza dei pazienti.
Lo scontro con la titolare dello Sviluppo economico, Federica Guidi, è avvenuto soprattutto sulla ipotizzata vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie e nella grande distribuzione.
Ma il Mise esclude il rinvio delle misure previste e promette di presentare, venerdì prossimo, il disegno di legge tutto intero. Insomma “una lenzuolata di liberalizzazioni come non se ne vedeva dai tempi di Bersani e Monti, scrive ancora Repubblica.
Contro il progetto di liberalizzazioni proposto dal Governo si sono schierati Federico Gelli, componente della commissione Affari Sociali della Camera e responsabile per la Sanità del Pd, e le Regioni.

LA REAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI

D’accordo con il ministro Lorenzin è Il consigliere di Federfarma Roma, Francesco Armato: “Il ministro Lorenzin ha evidenziato che uno smodato aumento dei punti distributivi renderebbe impossibili i controlli e la vigilanza con gravi rischi di aumento di truffe e falsificazioni”, che ha aggiunto: “Non si capisce per quale motivo della tutela della salute e delle farmacie se ne debba occupare il ministero del Tesoro e non quello di competenza, ossia quello della Salute”.
Confesercenti prende di mira la norma per aumentare le pompe di benzina e quelle per vendere i giornali anche in bar, supermercati, benzinai e librerie e parla già di “accanimento sui piccoli commercianti, dopo 8 deregulation in 5 anni, con interventi flop che non hanno rilanciato i consumi”, si legge su Repubblica.

LE RICHIESTE DEI PARAFARMACISTI

Dura la reazione dei parafarmacisti: “Se ci sei, batti un colpo. Se nulla cambia, prenderemo atto che al Governo manca il coraggio di scalfire un monopolio”. Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Federazione Nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta, che provocatoriamente ha dichiarato: “Quello che sfugge è sapere la reale posizione in proposito di questo Governo: del premier Matteo Renzi in primis, e del titolare del dicastero, il ministro Federica Guidi che, fino a prova contraria, ha nelle sue mani il coordinamento dell’intero disegno di legge sulla concorrenza”.

COSA SI ATTENDONO NOTAI E AVVOCATI

Nel mirino del ddl concorrenza anche i notai citati da Renzi nel corso della direzione del Pd: “Si sapeva che il ddl puntava ad allargare le maglie e il numero di accesso alla professione. Non anche di ridurre gli atti notarili, escludendoli ad esempio nelle compravendite di piccoli immobili o proprietà, come i garage, nella costituzione di alcune società (srl, ad esempio) e nella messa a punto di atti straordinari (come le fusioni societarie)”, scrive Repubblica.
Per capire se il governo tirerà dritto con l’abrogazione dei parametri per il compenso, l’obbligo di preventivo anche se non richiesto, la liberalizzazione della consulenza stragiudiziale, aspettano il testo del governo anche gli avvocati.

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