Mentre il governo si appresta a presentare un provvedimento contenente la strategia per la banda ultralarga che permetterà al nostro Paese di raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa, dal report pubblicato sul sito dell’Agenzia per l’Italia digitale in seguito alla consultazione pubblica sul documento “Strategia italiana per la banda ultralarga”, emergono richieste e auspici delle due principali aziende del settore candidate a vario titolo a veicolo dello sviluppo delle reti di tlc, Metroweb e Rai Way (qui un articolo di indiscrezioni su quello che pensano i dirigenti Rai sulla Opas di Ei Towers su Rai Way).

QUALE RUOLO PER METROWEB E RAI WAY

La strategicità della società della fibra milanese che si candida a esportare in altre città il modello meneghino per colmare il gap digitale, è emersa nei mesi scorsi. Sul dossier Metroweb si sono concentrati il governo, la Cassa depositi e prestiti di Franco Bassanini e due delle principali aziende di telecomunicazioni, Telecom e Vodafone, interessate ad acquisire la quota di maggioranza detenuta dal Fondo F2i.

E non è solo per l’offerta pubblica di acquisto e scambio da parte di Ei Tower, che possiede le antenne delle televisioni di Cologno Monzese, che recentemente si è tornato a parlare di Rai Way, la società che gestisce le reti di trasmissione e diffusione radiotelevisiva per la Rai.
“Rai Way – si legge nell’analisi di Guido Salerno Aletta pubblicata su Formiche.net – rappresenta una rete tendenzialmente alternativa a quella di Telecom, basata già sulla capacità trasmissiva a larghissima banda wireless, sempre più integrabile con le reti degli operatori mobili che sono i veri motori della innovazione digitale”.

LA CONSULTAZIONE

La consultazione sul documento Strategia italiana per la banda ultralarga, con cui l’Agid ha raccolto le idee, gli spunti e i suggerimenti di cittadini, imprese, associazioni di categoria coinvolti a vario titolo dall’implementazione della strategia per la banda ultralarga, ha avuto una durata di 30 giorni, dal 20 novembre al 20 dicembre 2014.
Nella consultazione realizzata con la collaborazione di FormezPA, gli utenti hanno espresso i propri suggerimenti commentando i singoli capoversi del piano.

Ecco come Rai Way e Metroweb hanno commentato i punti più delicati della strategia del governo.

RAI WAY SI CANDIDA A PROTAGONISTA 

La decisione di puntare sulla realizzazione di infrastrutture in grado di offrire i 100 Mbps al maggior numero della popolazione sta inducendo il governo a promuovere soluzioni di accesso in fibra più profonda, che raggiunga la base degli edifici, secondo il modello Fiber to the building. Tale processo – si legge in uno dei capoversi sottoposti a consultazione – “è fondamentale in funzione dei servizi a banda larga e ultralarga anche per il potenziamento delle componenti di rilegamento delle stazioni radio delle reti ad accesso wireless, sia di tipo fisso o Fixed Wired Access (FWA), che WiFi evoluta e cellulari radiomobili (con tecnologie 4G e 5G)”.

La strategia del governo trova d’accordo l’azienda controllata dalla Rai ora sotto Opas da parte di Ei Towers: “Rai Way condivide l’obiettivo strategico fissato dal Governo nel Piano e l’approccio multitecnologico che da esso emerge (wired, wireless fisso e mobile). In questo contesto, si ritiene che Rai Way possa giocare un ruolo da protagonista a supporto della Strategia del Governo divenendo l’operatore abilitante alla realizzazione delle reti wireless a servizio della banda ultra larga”.

Come? “Grazie al suo patrimonio di asset infrastrutturali imponente per numerosità (oltre 2.300 siti, di cui il maggior numero di proprietà e con torri trasmissive di altissima qualità infrastrutturale e in grado di ospitare qualsiasi sistema wireless, spesso già allestiti di ponti radio e, in alcune aree metropolitane, di fibra) ed ampiezza di distribuzione sul territorio (in particolare nelle aree suburbane e rurali) Rai Way è, di fatto, il principale e più capillare gestore di torri e tralicci broadcast italiano”.

LE POTENZIALITA’ DELLE TORRI DI RAI WAY

Dopo aver descritto le risorse in suo possesso, la società delle torri elenca le sue potenzialità:
“Rai Way è in grado di raggiungere potenzialmente il 99% della popolazione dalle proprie postazioni, costruite negli anni in posizioni strategiche e pregiate dal punto di vista radioelettrico. Rai Way è, quindi, in grado di favorire il rapido e pervasivo sviluppo di reti wireless (LTE e FWA) capaci di offrire, non solo una copertura primaria di servizio (30/100Mbps) complementare a quella delle reti FTTB/H, ma anche la possibilità (i) di dispiegare rapidamente reti di backhauling ad alta capacità indispensabili visto i trend di crescita del traffico dati (soprattutto nei comuni dei cluster C e D) (ii) di costituire una leva procompetitiva”.

I PROGETTI DELLA CONTROLLATA RAI

“Inoltre, Rai Way – si legge nelle osservazioni inviate dalla società Rai nel corso della consultazione – è impegnata in un progetto di realizzazione di una rete CDN proprietaria, in grado di interconnettere nel prossimo futuro tutti i capoluoghi di Regione per la distribuzione primaria di contenuti televisivi in Alta Definizione, che potrebbe essere utilmente integrata in un sistema di backhauling a livello nazionale”.

BANDA LARGA E FINANZIAMENTO PUBBLICO

La società delle torri della Rai è intervenuta anche sull’impiego di risorse statali di provenienza comunitaria, sia nazionali sia regionali (FESR, FEASR e FSC), nella strategia per la banda ultralarga, evidenziando tre elementi  e suggerendo l’inclusione delle torri Rai Way tra i punti di accesso abilitanti delle reti in fibra ottica introducendo il concetto di “Fiber to the tower”.

“L’ampliamento di tutte le misure di “semplificazione” nella realizzazione delle infrastrutture delle reti di accesso e di incentivazione delle stesse (fiscale e procedurale) nonché la loro estensione alle infrastrutture abilitanti una rapida introduzione dei servizi wireless”.

“Si tratta – spiega la società –  quindi di rendere chiaro che le misure di incentivo e di semplificazione autorizzativa debbano estendersi a tutti i possibili utilizzi wireless (ivi inclusi quelli FWA) e non solo limitatamente alle nuove infrastrutture, ma anche con riferimento (es.) all’allestimento/adeguamento di tralicci già esistenti”.

Secondo elemento: “Una politica di indirizzo e promozione di coordinamento delle iniziative territoriali che includa gli insediamenti produttivi e le torri Rai Way tra i punti di accesso abilitanti delle reti in fibra ottica, con la creazione di rilegamenti tra le dorsali già esistenti o in fase di sviluppo e i siti principali di Rai Way, introducendo il concetto di Fiber-to- the-Tower”.

Terzo: “La realizzazione di un’importante misura di efficientamento dello spettro radio utile ai fini dei servizi FWA, ovvero la rapida messa a disposizione di un pacchetto importante di frequenze (200-300 MHz) nelle bande che il Piano Nazionale delle Frequenze destina ad un utilizzo per servizi di tipo wireless fissi. (Rai Way – 19 Dec 2014 16:10)

STIMOLARE LA DOMANDA

Il varo del Piano nazionale per la banda ultralarga da parte del Consiglio dei ministri darà il via libera agli operatori di telecomunicazioni di prenotare entro il 31 marzo le aree di investimento per le quali richiedere le agevolazioni. Ci sarà poi tempo fino al 31 maggio per presentare i piani che andranno approvati, o meno, entro il 15 giugno. Ma, si legge sul documento della presidenza del Consiglio dei ministri, “lo sviluppo di infrastrutture di rete idonee a erogare almeno 100 Mbps risente ad oggi di una condizione di traino del mercato piuttosto flebile per gli operatori privati e certamente molto concentrata nelle poche aree del territorio ad altissimo potenziale”.

MIGLIORARE L’INFRASTRUTTURA: I CONSIGLI DI METROWEB

Intervenendo su questa caratteristica del mercato, tale da non giustificare investimenti per realizzare reti a 100 Mbps, Metroweb ha osservato: “Riteniamo opportuno evidenziare che al fine di sostenere il tasso di sviluppo previsto per il traffico dati in Europa nei prossimi 5 anni (si presume oltre il 20% all’anno trainato dai servizi video in streaming, dalla domanda di contenuti video, dalle applicazioni di cloud computing, dall’evoluzione delle comunicazioni machine-to-machine e dall’utilizzo di sistemi di video-presence) è necessario prevedere fin da ora significativi e immediati miglioramenti della infrastrutture a banda ultra-larga del Paese”.

E ATTRARRE GLI INVESTITORI

“Poiché il successo del Piano dipenderà fortemente dalla sua capacità di attrarre e convincere gli operatori di tlc privati ad investire circa 6 mld (oltre ai 2 già previsti nei piani industriali dichiarati), – aggiunge Metroweb –  è fondamentale prevedere strumenti concreti e appetibili, che consentano di raggiungere pienamente gli obiettivi del Piano nei tempi previsti”.

Condividi tramite