Il Corriere della Sera sballottato da Maria Elena Boschi sull’Italicum

Il Corriere della Sera sballottato da Maria Elena Boschi sull’Italicum

Se da un lato quella in politica è un‘esperienza entusiasmante, dall’altro è una responsabilità enorme. Saremo chiamati a rispondere di quello che abbiamo fatto”. Il suo percorso in politica – dalla prima Leopolda del 2010 alle primarie del Pd del 2012 fino all’arrivo al Governo – ma soprattutto la questione calda della legge elettorale in discussione alla Camera e qualche cenno alla riforma costituzionale. Di tutto questo ha parlato Maria Elena Boschi nell’incontro di questa mattina con gli studenti dell’università LUISS. Una sorta di lezione in cui il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento – intervistato dal politologo ed editorialista del Sole 24 Ore Roberto D’Alimonte – ha rivendicato con forza quanto fatto finora, approfittandone pure per togliersi qualche sassolino. A cominciare dall’editoriale di Antonio Polito sul Corriere della Sera contro l’Italicum.

“FIERI DI QUESTA LEGGE ELETTORALE”

Non voglio polemizzare con Polito”, ha esordito il ministro, salvo poi entrare nel merito di alcune delle critiche mosse all’Italicum dall’editoriale di ieri del quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli. “Mi colpisce che abbia iniziato il suo articolo dicendo che c‘è poco da andare fieri di questa legge elettorale. Io dico, invece, che c’è molto da andarne fieri e per motivi di merito. Secondo Polito l’Italicum non ha eguali nel resto d’Europa. Tutte le leggi elettorali dei Paesi europei sono diverse dalle altre. Accade in Francia, in Portogallo, in Grecia… Siamo sufficientemente bravi per fare il nostro modello e non copiare quello di qualcun altro”, ha aggiunto Boschi.

ABBIAMO I NUMERI”

Il ministro non ha alcun dubbio sul fatto che il Pd abbia i numeri per arrivare al sì definitivo. “La maggioranza è solida, i numeri li abbiamo”, ha ripetuto più volte Boschi prima di commentare i mal di pancia della minoranza Pd. “Non credo che in un grande partito come il Pd, 420 parlamentari, tra deputati e senatori, la possano pensare allo stesso modo su un tema come la legge elettorale. Dopo il confronto però c’è un punto in cui la maggioranza decide. Lealtà vuole che chi è in minoranza rispetti le decisioni della maggioranza. A un certo punto i file vanno chiusi, non possiamo aprirne sempre di nuovi”.

“LA FIDUCIA E’ L’EXTREMA RATIO”

A questo punto non è da escludere che sull’Italicum alla Camera il governo decida di porre la questione di fiducia. “Tecnicamente è possibile ma in questo momento mi pare prematuro parlarne. Prima di arrivare in aula il 27 aprile, c’è un lavoro da fare in Commissione e nel gruppo. Una volta che il testo approderà in aula, valuteremo tutte le possibilità. La fiducia viene sempre considerata l’extrema ratio quando c’è un provvedimento che è fondamentale per l’agenda politica del Governo e del Paese. La legge elettorale lo è.  Ma ripeto che si tratta dell’extrema ratio”.

IL PD, LA LEGGE ELETTORALE E FORZA ITALIA

Quanto ai rapporti con Forza Italia dopo la rottura del patto del Nazareno, Boschi non si è sbilanciata sulle possibilità che alla fine alla Camera possa esserci una nuova convergenza sull’Italicum. Duro però il giudizio espresso nei confronti della fase che sta vivendo il partito avversario. “Mi pare che anche Berlusconi abbia qualche problema a capire le dinamiche del proprio partito perché c’è un certo subbuglio. Lo stesso testo del Senato alla Camera non lo votano. Facile da spiegare eh…una cosa che effettivamente ha la sua coerenza” ha commentato il ministro con ironia.

LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE

Boschi ha, inoltre, fatto il punto della situazione sulla riforma della Costituzione. Da questo punto di vista, si attende l’inizio del secondo passaggio al Senato dove deve ancora iniziare l’esame da parte Commissione Affari Costituzionali, impegnata sul disegno di legge sulla pubblica amministrazione. “Mi auguro che il percorso si chiuda in Parlamento entro la fine di quest’anno in modo poi da fare – come abbiamo detto – il referendum nel 2016. Alla Camera abbiamo apportato modifiche che sono positive” ha dichiarato, infine, il ministro.

ultima modifica: 2015-04-09T15:47:23+00:00 da Andrea Picardi

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  • Henri Schmit

    Perché le riforme Renzi-Boschi della legge elettorale e del Senato sono DEVASTANTI: 1. Tolgono (non ripristinano) il diritto di scelta individuale degli elettori; la soluzione è ovviamente incostituzionale, indipendentemente da quella che potranno dire i giudice dell’alta corte; nelle elezioni la libertà di scelta individuale è essenziale per la responsabilità, la libertà e la qualità degli eletti. 2. Non garantisce quello che promette: il voto di lista e il premio di maggioranza, poco importa che sia di partito o di coalizione, rinforzano il potere di ricatto delle correnti. Solo il rischio di essere scartato dalle prossime liste può dissuadere i singoli deputati una volta eletti a dissociarsi dal gruppo di appartenenza per farsi valere. Ma a che cosa servono allora i deputati? In fondo la riforma R-B abolisce la libertà e l’utilità dei singoli deputati. Sarebbe un dettaglio? 3. La soluzione è ancora più grave per i futuri senatori perché oltre che liberticida è pure incompatibile con la sovranità nazionale. Quale sovranità avremo domani? Quella del capo del principale partito. Non vi ricorda nulla? Immaginiamo adesso che invece di bravo ragazzo Matteo Renzi dopodomani vincerà una replica del diabolico Berlusca. Francamente penso che l’Italia sia democratica solo per finzione, come tutto in questo paese, la giustizia, il diritto, la fiscalità, è finta anche la democrazia. Pure la bellezza (la grande bellezza) è finta. Poveri noi!