La notizia, a carattere locale, è degli ultimi minuti (e verrà confermata nelle prossime ore). Lega Nord e Partito Liberale Italiano (PLI) andranno insieme alle comunali di Villesse, una ridente cittadina nel goriziano con non più di 1.800 anime. Nascerà una lista denominata “Liberali e Lega per Villesse” (con all’interno i simboli dei due partiti), ma la novità è che il candidato sindaco lo proporranno i liberali di Maurizio Facchettin (coordinatore PLI FVG e Tri-Veneto), al posto dei leghisti dell’on. Massimiliano Fedriga (uomo di riferimento di Matteo Salvini – nella foto –  in Friuli Venezia Giulia).

Pur essendo un piccolo comune è un importante segnale di apertura della Lega a livello politico-territoriale. Non va da sola infatti a Villesse e sceglie il PLI come partner politico di questo esperimento elettorale, lasciando alla coppia Maurizio Facchettin-Manlio Sai (dirigenti territoriali del PLI), la possibilità di esprimere il candidato sindaco, che rischia di giocarsela fino all’ultimo per la poltrona più rappresentativa del territorio.

Ancora una volta il PLI assurge a soggetto politico con dignità (nel Nord-Est dell’Italia) grazie al turbo liberale Facchettin, impegnato anche in un’altra competizione a Cividale, il comune FVG più importante di queste prossime amministrative di maggio.

Sempre il politoco liberale triestino in questi ultimi mesi ha lavorato per creare sinergie (un po’ in tutta Italia con “Rivolta l’Italia”, il movimento nato da un’idea di Giuseppe Moles, membro di presidenza di Forza Italia a Roma) nell’area liberale. E’ sicuramente in questo momento, insieme a Daniele Toto (ex deputato FLI), il più attivo nel contenitore del PLI.

I territori, come in questo caso, stanno superando per attivismo la strategia politica nazionale del PLI, dove ancora non si capisce se già alla prossima Dir. Nazionale del 20 maggio ci saranno dei cambiamenti importanti. Toto dopo la revoca del ruolo di Coord. Nazionale Organizzativo ha continuato a lavorare per il PLI su diversi territori e punta alla segreteria del partito, soprattutto se si dovesse arrivare (è una delle ipotesi teoriche) ad un congresso straordinario.

Facchettin con questa operazione insieme alla LN si avvicina a posizioni liberali sempre più di “destra” e inizia a mettere in campo sinergie importanti con il movimento politico (la Lega Nord), che rischia alle prossime elezioni nazionali di essere il “faro” del centro destra italiano, Marina Berlusconi permettendo (e anche in questo caso – la figlia del Cavaliere, se dovesse scendere in campo, dovrà inevitabilmente andare a scovare sui diversi  territori chi ha lavorato meglio, al di là delle bandierine di appartenenza). Anche perché al di là dei capilista (oltre 100 sull’intero territorio), in caso di approvazione dell‘Italicum, serviranno anche quei politici locali che hanno le preferenze “vere” sui territori.

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