È possibile lavorare divertendosi? Il lavoro nelle organizzazioni, improntato tradizionalmente al rigore calvinista, sembra lasciar spazio negli ultimi tempi a nuove tendenze che rivalutano la componente del divertimento. Almeno due sono le motivazioni che spingono in questa direzione: l’esigenza di creare un clima di rapporti positivo tra le persone, come opposto alla competizione interna, e creare ambienti di lavoro che rispondano sempre più ai bisogni del lavoratore.  E poter passare del tempo di buon umore nel posto di lavoro è senz’altro uno di questi.

L’ingresso ormai consolidato nel mondo del lavoro dei cosiddetti “millenials” o “nativi digitali”, vale a dire, coloro i quali sono nati con il computer in mano, richiede ai datori di lavoro un’attitudine sempre più spinta a ripensare il luogo di lavoro anche in funzione delle esigenze individuali: le nuove generazioni, come risulta da diversi studi, diversamente dalle precedenti, pongono il lavoro, come priorità, sullo stesso piano della qualità della vita.

L’osservatorio di Great Place To Work mostra diverse pratiche attraverso cui le aziende favoriscono una dimensione ludica, come le feste per le famiglie, con l’animazione per i bambini, che molte aziende organizzano in diverse ricorrenze, come l’arrivo della bella stagione o il Natale. Ma molto più interessante è quando il divertimento diventa qualcosa di strettamente legato all’attività lavorativa. È il caso per esempio, di una multinazionale europea, ubicata anche in Italia, che opera nella produzione e commercializzazione di prodotti nel campo delle costruzioni. L’azienda coinvolge i propri collaboratori in un’attività di outdoor come punto di partenza del suo “Culture Journey”, un processo attraverso il quale i dipendenti della società sviluppano la cultura organizzativa, vale a dire i modi attraverso cui le persone possono fare la differenza per rendere l’azienda competitiva. Un risultato tangibile di queste giornate di formazione è un video realizzato dai partecipanti che unisce contenuti inerenti l’attività aziendale a momenti ludico-ricreativi dell’outdoor. Un secondo risultato è il “Piano dei 100 giorni”. Ogni team identifica azioni, legate alle priorità del reparto da realizzare nei 100 giorni successivi e che possono portare a “piccoli” successi di gruppo.

Una società assicurativa, branch italiano di un gruppo europeo, fa del lavorare divertendosi un elemento fondamentale della propria cultura. MOF è l’acronimo di “Ministry of Fun” (Ministero del divertimento): ogni mese a rotazione un reparto diverso è in carica del MOF e ha a disposizione un budget per organizzare buffet, giochi, eventi, gare, premiazioni, ecc.. Ce n’è per tutti i gusti, dai giochi sulla sensibilizzazione ambientale, con gare di ricircolo di carta e plastica, alla Egg Roulette, un’istituzione,  a detta degli stessi dipendenti: lo scopo del gioco è rompersi delle uova in testa, perde chi rompe l’uovo fresco. Il risultato di tutto questo è rafforzare una cultura egalitaria in cui si stabilisce tra manager e collaboratori un rapporto di apertura e trasparenza. E questo motiva le persone all’efficienza e alla qualità del servizio al cliente.

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