Estate di passione in casa Ncd tra fuoriuscite, rimpasto di governo e lo “spauracchio” del nuovo Nazareno che potrebbe marginalizzare la portata parlamentare del partito di Angelino Alfano. Per capire umori, scenari e prospettive della pattuglia di centrodestra che sostiene il governo “per le riforme” e che manifesta una crescente inquietudine Formiche.net ha parlato con Giuseppe Esposito, senatore alfaniano che al suo leader lancia un appello: «Riprenda in mano il partito».

Senatore, che aria si respira all’interno di Ncd?

Nei giorni scorsi, a poche ore l’uno dall’altro, abbiamo avuto due comunicati, uno dal coordinatore regionale della Lombardia e uno da quello della Campania in cui il primo diceva “andiamo a destra” e l’altro sosteneva “andiamo a sinistra”.

Che significa questo?

Siamo in una dicotomia schizofrenica. E allora dico: abbiamo di fronte alcune strade, ma dobbiamo prendere decisioni politiche, non personali. Lo dobbiamo fare come partito e decidere come andare avanti.

Quali sono i punti dirimenti?

Partiamo da tre considerazioni. Con questa legge elettorale questo partito non avrà vita. Sarà costretto ad allearsi con l’uno o con l’altro partito. In secondo luogo: può eventualmente fare un’aggregazione di centro, proiettata a un accordo post-elezioni con il vincitore, ossia con la politica del doppio forno. E, come terza ipotesi, andare direttamente nel Pd, che è l’orientamento di massima almeno di chi sta nel governo. È una situazione in prospettiva, per questo dico che prima di tutto c’è bisogno di un collante di carattere ideologico.

Non vede margini per il suo partito?

Come no: cambiare la legge elettorale. Questo dovrebbe essere il punto di non ritorno. Siamo degli alleati con il partito di Renzi al governo? Bene, poniamo sul tavolo in maniera ferma che questa va modificata, e in particolare per ciò che riguarda la coalizione invece della lista unica. Certo occorre evitare la “Prodi-maniera”, per cui andrebbe bene il limite con poche liste. Ma se questo non dovesse avvenire allora potremmo anche uscire dal governo. Io, però, non ho sentito dire queste cose.

C’è chi mette in dubbio la vostra collocazione politica.

In questo momento con un centrodestra salviniano, estremista, senza alcuna cultura della carità e della misericordia, non mi ci ritrovo. Ed è chiaro che abbiamo un patto con Renzi fino alle riforme. Portate a casa le riforme, ossia l’impegno che abbiamo preso, ognuno riporta in piedi i propri principi politici. Il nodo è che il nostro leader Angelino Alfano si trova in una posizione di grande delicatezza all’interno del governo, per questo il partito è stato gestito nei ritagli di tempo. Noi dobbiamo ritornare a un partito gestito a tempo pieno. Da Alfano o da un altro che deciderà Alfano.

Rischio scissione?

Non penso che una scissione ci possa essere a breve, né che ciò sia una buona cosa per il Paese e per Ncd. Va fatta una riunione politica per stabilire i nostri punti non negoziabili su cui dobbiamo fare la nostra battaglia. Fra questi, oltre la legge elettorale, aggiungo i temi etici.

Il ddl Cirinnà sarà dirimente per il futuro della collaborazione con Renzi?

Se non vengono salvaguardati alcuni punti per me sensibili, io voterò secondo coscienza essendo cattolico praticante. Penso che la mediazione fatta da Quagliariello sia stato un buon lavoro. In tal caso troveranno un’altra maggioranza con i 5 Stelle sull’argomento. Ma le unioni civili non fanno parte dell’accordo di governo.

Sono in molti a pensare che proprio Alfano alle prossime elezioni candiderà con o nel Pd.

Alfano può candidarsi ovunque. Ma spero che sia candidato con noi. È il capo del nostro partito.

Il cuore di Ncd-Ap in prospettiva batterà più per Renzi o per Salvini?

Per Salvini non se ne parla proprio. Io auspico la creazione di un centro liberale, moderno, alla Cameron, non sicuramente alla Salvini o alla Le Pen. Un centro forte che possa avere un propria identità e sfida con questo Renzi e la sua sinistra speriamo moderata. Penso che nel 2017 saremo liberi ma dobbiamo arrivare liberi alle elezioni avendo marcato il territorio con le nostre idee, con posizioni chiare.

Come mai allora appoggiate ancora il governo ben oltre l’emergenza?

Ripeto: abbiamo fatto un patto con Renzi sulle riforme. Come il Jobs Act, ad esempio. Chiuso il ciclo riformatore ciascuno sarà libero. Ma non sarà, a mio avviso, la politica del “doppio forno” quella che ci caratterizzerà. Per questo chiedo ad Alfano di riprendere il partito, in questo momento un po’ balcanizzato, in mano.

@rapisardant

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