Finmeccanica va ai tempi supplementari nella partita per la cessione ai giapponesi di Hitachi del 40% di Ansaldo Sts e di gran parte della attività di Ansaldo Breda. La chiusura dell’accordo con il gruppo asiatico era attesa entro settembre, in modo che già l’assemblea degli azionisti di Ansaldo Sts fissata in prima convocazione per l’1 ottobre avrebbe potuto nominare il nuovo consiglio di amministrazione espressione del socio di riferimento in arrivo. Insomma, in base al tabellino di marcia, dal prossimo mese sarebbe dovuta partire la nuova era delle due Ansaldo targata Hitachi.

L’ANNUNCIO DELLO SLITTAMENTO

E invece l’operazione è slittata, secondo i più ottimisti di un mese soltanto. Ad annunciarlo, con una nota ufficiale del 18 settembre, è stata Finmeccanica, azionista di controllo uscente: “In relazione al closing (la chiusura dell’affare, ndr) della cessione del 40% di Ansaldo Sts, si comunica che le condizioni contrattuali, seppur in avanzato e positivo stato di completamento, non sono state integralmente definite entro la data odierna”. Da qui, lo slittamento dell’assemblea dal primo ottobre al 2 novembre (seconda convocazione già fissata) ed, eventualmente, al primo dicembre (terza convocazione).

COSA C’E’ DIETRO LA DECISIONE

A svelare i retroscena dello slittamento è stato Il Sole 24 Ore del 25 settembre. Secondo il giornalista Gianni Dragoni, infatti, i ritardi sarebbero legati non tanto ad Ansaldo Sts quanto piuttosto a Breda. In particolare, alcuni clienti di quest’ultima società – chiamati a dire la loro sul passaggio del controllo specie nel caso in cui ci siano in ballo importanti commesse – avrebbero chiesto chiarimenti ad Ansaldo Breda “sulla documentazione che l’azienda ha inviato, giudicandola incomprensibile perché scritta in un’altra lingua e per il contenuto”. Sembra che la documentazione ai clienti internazionali sia stata fornita in italiano.

IL “GIOIELLO” ANSALDO STS

Nessun problema, invece, per Ansaldo Sts. Ma Finmeccanica, ovviamente, vuole cedere le due società insieme, perché se chiudesse prima l’operazione con Sts poi con Breda rischierebbe di trovarsi con il cerino in mano, poiché quest’ultima da tempo è finanziariamente in affanno. La tattica di Finmeccanica, intenzionata a vendere insieme le due Ansaldo, in un certo senso rafforza la tesi di quei fondi azionisti di Sts che da un po’ di tempo a questa parte si stanno lamentando del prezzo dell’Offerta pubblica di acquisto (Opa) che dovrebbe essere lanciata dai giapponesi a 9,5 euro. Questi azionisti “riottosi” ritengono che questo valore sconti la situazione difficile di Breda, di cui dovrebbe farsi carico solo Finmeccanica e non anche i soci di minoranza di Ansaldo Sts, azienda con conti in ordine. E proprio in merito a quest’ultimo punto, Mf-Milano Finanza del 26 settembre scrive: “L’amministratore delegato di Ansaldo Sts, Stefano Siragusa, a metà ottobre presenterà una trimestrale con numeri sopra al budget”. Si vedrà, ma se così fosse la forbice tra Sts e Breda rischia di allargarsi sempre di più.

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