Gli ultimi eventi in Siria preannunciano una svolta? Dopo che la Russia ha da poco deciso di intensificare il suo sostegno al dittatore amico Bashar al-Assad, oggi il presidente francese François Hollande ha annunciato voli di ricognizione sul Paese in vista di eventuali raid contro lo Stato islamico. E il premier inglese ha detto che la Gran Bretagna già da fine agosto ha sferrato un attacco anti Isis in Siria.

LE PAROLE DI CAMERON

Il primo ministro britannico David Cameron ha rivelato che le forze del Regno unito hanno lanciato già a fine agosto un primo attacco in Siria contro lo Stato islamico (Isis). Cameron ha spiegato di aver dato all’aeronautica Raf il via libera per uccidere tre militanti Isis, due dei quali di cittadinanza britannica. “In un’azione di autodifesa Reyaad Khan è stato ucciso in un attacco aereo di precisione realizzato il 21 agosto da un drone della Raf mentre viaggiava in un veicolo nell’area di Raqqah in Siria”, ha detto in Parlamento il capo del governo britannico.

LE MOSSE DI PUTIN

Venerdì scorso, in un discorso controverso, il presidente russo Vladimir Putin aveva manifestato l’intenzione di partecipare a una coalizione internazionale contro il terrorismo (già operante quella contro l’Isis a guida Usa), che avrebbe potuto vedere anche un intervento diretto della Russia nei territori occupati dallo Stato islamico.
Dichiarazioni tenute in un colloquio con la stampa a Vladivostok, di ritorno dalla sua visita in Cina, durante le quali il capo del Cremlino non ha però lesinato critiche a Usa e Ue rispettivamente per le loro azioni in Medio Oriente e nella gestione dei flussi migratori.

IL SOSTEGNO AD ASSAD

Finora, sottolinea Gwynne Dyer su Internazionale, Mosca “si è limitata a inviare in Siria una squadra militare di quelle che solitamente vengono dislocate per preparare l’arrivo di un contingente molto più grande. Ha anche mandato un centro di controllo del traffico aereo e alcune unità abitative per il proprio personale presso una base aerea siriana”.

Questo, rileva il cronista, “significa probabilmente che i russi si stanno preparando a intervenire per salvare” Assad. “Nei quattro anni di guerra civile in Siria, il Cremlino ha fornito ad Assad sostegno diplomatico, aiuti economici e armi, ma questo non è più sufficiente. Ci vorrà almeno una rapida consegna di armi pesanti, e forse anche l’intervento dell’aviazione russa in sostegno all’esausto esercito siriano”.

LA STRATEGIA DELLA FRANCIA

Per Parigi, invece, la decisione dell’Eliseo rappresenta senza dubbio un cambio di strategia. Finora, nell’ambito del contrasto all’Isis, la Francia era stata attiva prevalentemente in Iraq per non favorire il regime siriano (vicino all’Iran sciita e dunque poco amato dai Paesi sunniti del Golfo, a loro volta legati ai francesi da corposi contratti di armamenti). Ma, spiegano gli analisti, a far cambiare idea ci sono le preoccupazioni per la crescente influenza dei drappi neri nella regione. E, rileva qualcun altro, anche la voglia di non far indispettire troppo Teheran, ora che la Repubblica islamica potrebbe riaffacciarsi tra i mercati mondiali.

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