Ieri a Strasburgo l’Europa ha definitivamente incoronato la Cancelliera Angela Merkel come guida e traino dell’Europa. Invitata dal presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, per discutere delle sfide future dell’Europa. Prima di recarsi nella riunione plenaria la Cancelliera si è riunita con la sua famiglia politica di appartenenza, il PPE, dove il presidente del gruppo Manfred Weber (anche lui tedesco) l’ha ringraziata ribadendo che “l’Europa ha bisogno di una guida e la guida c’è”.

Una Merkel brillante, che in apertura di incontro si è concessa una battuta, ha sottolineato come la presenza di molti Vice Presidenti donne all’interno del Gruppo PPE migliora il lavoro. La Cancelliera è sembrata decisa a raccogliere e risolvere le sfide dell’Europa, sottolineando come l’asse con la Francia sia determinante in questo senso. Ha ammesso l’errore compiuto all’inizio dai Leader europei, ovvero di pensare che l’immigrazione fosse un “fenomeno passeggero”, salvo poi realizzare, a partire dalla scorsa primavera, che il flusso fosse massiccio e non riguardasse più soltanto l’Italia.

Nel corso della riunione a porte chiuse, la Merkel ha ribadito che “il mondo sta cambiando e bisogna rivedere le politiche di sviluppo”, la pressione migratoria è forte e dobbiamo cercare vere e proprie soluzioni per contrastare le cause dell’immigrazione. Ha parlato di solidarietà, ma ha chiarito anche che “chi viene in Europa solo per ragioni economiche (migranti economici) dovrà tornare a casa”, e ha sottolineato che “nessuno rispetta le regole di Dublino”, perché se Dublino venisse rispettato la Germania non dovrebbe accogliere nessuno (secondo il regolamento di Dublino i profughi devono chiedere il diritto di asilo nel primo Paese europeo dove arrivano).

Passando alla crisi siriana, la Cancelliera è cosciente dell’importanza del dialogo con la Turchia e con tutti gli attori internazionali per trovare una soluzione e combattere il terrorismo; ha lasciato inoltre intendere che nonostante le sanzioni e l’aria tesa con la Russia è necessario un loro coinvolgimento. Parlando di Russia si è soffermata sulla questione rifornimento gas e costruzione dei gasdotti: un chiaro no alla costruzione di Nabucco, per quanto riguarda North Stream (di cui si sta verificando la fattibilità) e South Stream (progetto fortemente sostenuto dall’ex premier Silvio Berlusconi) ha sottolineato che non è fondamentale da dove arrivi il gas, se dal nord Europa o dal Sud Europa, ma il dato importante è che il fornitore è la Russia e quindi in prospettiva bisognerebbe diminuire la dipendenza da Mosca.

La Merkel ha concluso il suo intervento a porte chiuse facendo riferimento al fatto che “i profughi non si fanno fermare dai muri”, e ha ricordato agli eurodeputati che lei stessa “ha vissuto per molti anni dietro un muro, che poi è crollato”.

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