Ieri mattina, il vaticanista dell‘Espresso Sandro Magister ha pubblicato sul suo blog il contenuto di una lettera riservata consegnata dal cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia, in apertura di Sinodo, il 5 ottobre scorso. Secondo il documento di cui ha dato conto Magister, tredici porporati avrebbero portato all’attenzione del Papa diverse “preoccupazioni” circa la nuova metodologia di lavoro studiata dalla segreteria generale.

LE PERPLESSITÀ SULLA COMMISSIONE NOMINATA DAL PAPA

Si esprimevano anche perplessità circa la composizione della commissione (di nomina pontificia) incaricata di stendere la Relatio finalis, il documento conclusivo dell’assise ordinaria. Una commissione i cui membri, scriverebbero i tredici, “sono stati nominati, non eletti, senza consultazione. Allo stesso modo – s’aggiungeva –  chiunque farà parte della redazione di qualsiasi testo a livello dei circoli minori dovrebbe essere eletto, non nominato”.

(CHI È MULLER, IL CARDINALE CHE SBUFFA SULLE PROCEDURE DEL SINODO. FOTO DI PIZZI)

LE PAROLE DEL CARDINALE DONALD WUERL

Sul primo punto, la commissione nominata e non eletta rispondeva ieri pomeriggio in un’intervista a Crux il cardinale Donald Wuerl, arcivescovo di Washington, ricordando che mai tale organismo era stato eletto in passato. Quanto all’elezione dei moderatori e dei relatori di circoli minori, i dubbi erano stati fugati già al secondo giorno di Sinodo, quando tali figure erano state regolarmente votate.

LE SMENTITE ALLA LETTERA

Nel giro di qualche ora, però, piovevano le smentite. Dei tredici indicati da Magister (Caffarra, Collins, Dolan, Eijk, Erdo, Müller, Napier, Pell, Piacenza, Sarah, Scola, Urosa Savino, Vingt-Trois), il primo a far sapere di non aver firmato nulla era Angelo Scola, che definiva l’indiscrezione “una balla”. A ruota seguiva l’arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois, che smentiva “fermamente”. Era poi la volta del Penitenziere maggiore, cardinale Mauro Piacenza, e del relatore generale del Sinodo, cardinale Péter Erdo.

(CHI È MULLER, IL CARDINALE CHE SBUFFA SULLE PROCEDURE DEL SINODO. FOTO DI PIZZI)

LE PRECISAZIONI DI PELL E NAPIER

A sera, due dei presunti firmatari confermavano di essere nell’elenco, seppur con diverse sfumature. Il cardinale Napier diceva di aver firmato “un’altra lettera”, mentre il cardinale Pell tramite un suo portavoce – dando credito a quanto riportato da Magister – aggiungeva che vi erano errori nei contenuti della missiva pubblicata così come nell’elenco dei firmatari.

LA “VERA” LISTA

A spazzare ogni dubbio ci ha pensato America Magazine, la rivista dei gesuiti statunitensi, che ha pubblicato la lista dei “veri” firmatari, che sono proprio tredici. Ai confermati Caffarra, Collins, Dolan, Eijk, Müller, Napier, Pell, Sarah e Urosa Savino si aggiungono i cardinali Daniel N. DiNardo (vicepresidente dei vescovi americani), John Njue (arcivescovo di Nairobi, Kenya), Norberto Rivera Carrera (arcivescovo di Città del Messico) ed Elio Sgreccia (presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita).

(CHI È MULLER, IL CARDINALE CHE SBUFFA SULLE PROCEDURE DEL SINODO. FOTO DI PIZZI)

MULLER: “E’ UNA NUOVA VATILEAKS”

In precedenza, intervistato dal Corriere della Sera, il cardinale Gerhard Ludwig Müller aveva usato toni durissimi circa la diffusione della lettera: “Lo scandalo è che si renda pubblica una missiva privata del Pontefice. Questo è un nuovo Vatileaks: gli atti privati del Papa sono proprietà privata del Papa e di nessun altro. Nessuno può pubblicarla, non so come sia potuto accadere. E’ chi lo ha fatto a doversi giustificare”. A giudizio del prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, “l’intenzione di chi ha voluto questa pubblicazione è seminare liti, creare tensioni. Mi pare chiaro“.

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