Il Movimento di Grillo ricandida a sindaco Massimo Bugani, braccio destro dell'ex comico ed epuratore di dissidenti lungo la via Emilia. Ma la nomina è arrivata dall'alto, senza alcuna procedura di selezione democratica... Fatti e curiosità

A Milano hanno fatto le primarie, peraltro le prime “fisiche” della loro storia, non disputate sul web. Non gli è andata molto bene, dato che l’affluenza si è limitata a meno di 500 persone. Così a Torino è stata trovata una soluzione più semplice anche se meno aperta: un’assemblea di circa 250 grandi elettori, selezionati in precedenza, ha indicato il nome dell’aspirante primo cittadino, non senza una coda polemica da parte degli esclusi. E a Bologna? A Bologna si è deciso di andare dritti al risultato, con l’indicazione del candidato sindaco arrivata dall’alto, cioè dal blog di Beppe Grillo; il tutto senza alcuna procedura partecipativa e con buona pace della democrazia diretta. D’altronde, c’era solo da confermare ciò che tutti già sapevano: la ricandidatura per Palazzo d’Accursio di Massimo Bugani.

UN FOTOGRAFO E BOLOGNESE DOC

Dopo due donne (Chiara Appendino a Torino e Patrizia Bedori a Milano), il Movimento 5 Stelle sotto le Due Torri si affida quindi a un uomo per sconfiggere il Pd nella sua roccaforte rossa. Ma non a uno qualunque, bensì a uno degli esponenti pentastellati considerato più vicino a Grillo. Trentasette anni, fotografo di professione (con suo fratello Fulvio è titolare dello studio Foto Image nel quartiere Corticella), Bugani è un bolognese doc figlio di un imbianchino e di una ex dipendente comunale con incarico all’ufficio stampa. Scrive fiabe, tanto da essere arrivato in finale al premio internazionale Hans Christian Andersen, ed ha all’attivo pure un romanzo. E’ un appassionato di calcio, avendolo praticato anche a livello semi-professionistico sia nel Carpi che nella squadra bolognese dell’Atletico Van Goof legata al programma Rai “Quelli che il calcio”.

IL FEDELISSIMO DI GRILLO

Ma Bugani è soprattutto un fedelissimo di Grillo. Uno dei consiglieri comunali a lui più fedele, molto conosciuto all’interno del Movimento nonostante la sua attività politica per ora si sia limitata ai banchi di Palazzo d’Accursio. Non è un caso infatti se sia stato proprio lui il presentatore – e mattatore – della recente kermesse Italia 5 Stelle a Imola, a pochi chilometri dalla sua Bologna, una manifestazione che ha organizzato in prima persona con il suo gruppo di attivisti. I grillini di tutta Italia però lo avevano iniziato a conoscere già dal 2013, quando insieme al dj Matteo Ponzano aveva lanciato sul blog beppegrillo.it/lacosa la “controrassegna stampa” con la quale smontava riga per riga ogni articolo di giornale, soprattutto quelli poco teneri nei confronti dei 5 Stelle.

BUGANI E LE EPURAZIONI EMILIANE

C’è però un altro aspetto che ha fatto di Bugani il più fidato collaboratore di Grillo lungo la via Emilia: le epurazioni pentastellate. Ogni volta che i vertici del Movimento hanno cacciato qualche attivista emiliano-romagnolo, c’è sempre stato il suo zampino. Dalla consigliera comunale felsinea Federica Salsi, che Bugani lasciò sola nel banco del consiglio comunale andandosi a sedere da un’altra parte dopo la sua partecipazione a Ballarò, agli ex consiglieri regionali Giovanni Favia (col quale si è scontrato più volte prima della defenestrazione) e Andrea Defranceschi, fino alla deputata imolese Mara Mucci poi confluita in Alternativa Libera e all’ex candidato sindaco M5S di Rimini Luigi Camporesi. Con tutti loro, ma se ne potrebbero citare pure altri, Bugani è entrato in rotta di collisione; lui rappresentava, e rappresenta, l’ortodossia grillina. Chi non stava – e non sta – dalla sua parte, prende la via dell’uscita.

LA PRIMA CANDIDATURA A SINDACO

Per Bugani la candidatura a sindaco di Bologna alle amministrative 2016 rappresenta un bis. Ci aveva già provato nel 2011, quando era ancora uno sconosciuto fotografo di periferia ma – complice il traino del Beppe nazionale – riuscì a conquistare il 9,50% piazzandosi terzo dietro il vincitore Virginio Merola del Pd e l’allora candidato leghista sostenuto anche dal Pdl Manes Bernardini, poi uscito dal Carroccio. Oltre a Bugani, entrarono in Comune colui che negli anni è diventato il suo braccio destro, ossia Marco Piazza, ora candidato alla poltrona di vicesindaco, e la Salsi, poi cacciata. Adesso l’aspirante primo cittadino pentastellato punta a divenire l’avversario numero uno di Merola, in corsa per il secondo mandato; l’obiettivo è quello di portarlo al ballottaggio. Il centrodestra deve ancora chiarirsi le idee su alleanze e candidato.

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