Una parte dell’antico quartiere dell’Aventino verrà valorizzata dalla Fondazione Sorgente in accordo con il Comune di Roma e con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Capitale. Lo storico Giardino degli Aranci entrerà in un progetto pilota di adozione.

L’obiettivo è far tornare “in forma” un’antichissima zona di Roma, adorato dai turisti con i suoi panorami sull’urbe e le storiche chiese, ma caro anche ai romani: per questo saranno “adottati” dalla Fondazione Sorgente Group sia il Giardino degli Aranci che l’antica strada di Clivo di Rocca Savella, collegamento di via di Santa Sabina con Lungotevere Aventino.

La Fondazione del gruppo Sorgente si occuperà dell’apertura, della manutenzione ordinaria e della cura del verde del Parco Savello, meglio noto come Giardino degli Aranci. Si tratta di un progetto pilota: per la prima volta verrà adottata un’area verde sottoposta a tutela, grazie all’accordo con la Direzione Gestione territoriale ambiente e del verde del Comune di Roma. La convenzione, firmata da Valter Mainetti, presidente della Fondazione Sorgente Group, e da Antonello Mori della Direzione Gestione territoriale ambiente e del verde di Roma Capitale, pone le basi per un “disciplinare tecnico manutentivo” applicabile poi a tutte le aree verdi di pregio. Mori ha sottolineato che “l’iniziativa si inquadra in una strategia di miglioramento e di cura più puntuale delle aree verdi di pregio con il contributo e la collaborazione di soggetti privati in qualità di mecenati. Roma nel suo complesso ha un patrimonio vegetale vasto, prezioso e variegato, che tante altre città italiane e straniere ci invidiano, tale da poterla considerare una città giardino”.

Inoltre, è stata presentata la richiesta di nulla osta per la pulizia del verde, la rimozione dei rifiuti e il restauro del cancello nel percorso pedonale di Clivo di Rocca Savella nell’ambito del progetto del I Municipio “Roma sei mia”. L’iniziativa coinvolge la Fondazione Sorgente Group (la cui sede è in Clivo di Rocca Savella), la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma e il Municipio I Roma Centro. Il Clivo, antichissima via pedonale che ha mantenuto l’assetto viario originale con le sue alte mura del XII secolo, oggi è invaso da piante e rifiuti che ne oscurano la bellezza. “Partecipare alle operazioni di miglioramento ambientale della Capitale per un gruppo come il nostro non è solo una opportunità per rafforzare la nostra identity”, afferma Mainetti, “ma lo viviamo come un contributo doveroso alla cultura e alla storia della Capitale”. Sabrina Alfonsi, Presidente del Municipio Roma I Centro plaude all’iniziativa: “Siamo lieti che una Holding Internazionale come Sorgente Group abbia deciso di dedicare risorse alla nostra città. L’intervento economico di questi “moderni mecenati” a sostegno dell’amministrazione consente di realizzare iniziative rivolte alla riqualificazione e alla cura del territorio e del patrimonio culturale della nostra città che altrimenti, a causa della scarsità di risorse pubbliche, non potrebbero essere eseguiti”.

Coordinatrice del programma di riqualificazione è la Vicepresidente della Fondazione, Paola Mainetti: “Auspico un veloce e intenso lavoro di bonifica dell’area, perché la riqualificazione è stata ideata per restituire ai cittadini e ai residenti un’area verde fruibile”. Oltre ai progetti del Giardino degli Aranci e del Clivo di Rocca Savella, la Fondazione Sorgente Group sta studiando il rilancio di tutta l’area nord occidentale dell’Aventino, anche attraverso una pubblicazione scientifica con il coinvolgimento di uno studioso del calibro di Eugenio La Rocca, già sovrintendente capitolino. Per la prima volta vengono approfondite le varie fasi di insediamento e di trasformazione di quest’area del colle, la presenza fin dall’antichità di ville accanto alle mura serviane, di importanti dimore dell’Alto Medioevo appartenenti all’aristocrazia romana. Era qui la residenza degli imperatori del Sacro Romano Impero, tra cui l’imperatore Ottone III. Fu Ottone III a completare l’incastellamento dell’Aventino, di cui sono visibili ancora le mura, e il Palazzo fu acquisito successivamente dai Savelli. Papa Savelli, Onorio IV, vi abitò e vi morì, da qui si origina il nome del Clivo omonimo. La pubblicazione presenterà anche un rilievo archeologico delle emergenze murarie visibili, realizzato da archeologici, storici, ed esperti di urbanistica antica.

Condividi tramite