L'Osservatorio Orti dell'Istituto per la competitività lancia un appello per diffondere rapporti di collaborazione virtuosa tra aziende e amministrazioni. Mercoledì il debutto a Roma

Da un lato le amministrazioni locali, dall’altro le imprese. Nel mezzo un tessuto di relazioni che troppo spesso rischia di sfilacciarsi a detrimento dello sviluppo economico, sociale ed occupazionale del territorio. Ecco perché se si vuole davvero lavorare per il benessere di una comunità “non resta che collaborare”, non ci sono cioè alternative alla stretta sinergia tra istituzioni e imprese. Dalle parti di I-Com, l’Istituto per la Competitività con sede in piazza dei Santi Apostoli a Roma, ne sono talmente convinti che hanno redatto un appello dal titolo Manifesto delle buone relazioni tra territori e imprese; si tratta di un documento programmatico pensato per favorire scambi proficui a vantaggio del territorio e pronto a essere proposto a tutto il mondo istituzionale, politico e imprenditoriale, con un portale web che ne veicolerà il messaggio.

UN CONVEGNO PER GETTARE LE BASI

Forte del successo riscontrato con l’esordio di un anno fa, I-Com propone una seconda edizione dell’Osservatorio sulle relazioni territorio-impresa (Orti) a partire proprio dal manifesto fresco di realizzazione. L’appuntamento è per mercoledì 25 novembre, quando dalle 10.30 alle 13 si terrà il convegno pubblico dal titolo “Non resta che collaborare. Imprese ed enti territoriali alleati per lo sviluppo dell’Italia”. Teatro della manifestazione, la Sala Deluxe della Casa del Cinema di Roma (Largo Mastroianni, 1). A vestire i panni dei padroni di casa, il presidente di I-Com Stefano da Empoli (nella foto) e il direttore area istituzioni dell’Istituto Gianluca Sgueo, i quali per l’occasione presenteranno il Manifesto delle buone relazioni tra territori e imprese illustrando così i punti fondamentali per avviare rapporti virtuosi tra imprese e territori.

DIALOGO TRA MANAGER, IMPRENDITORI E AMMINISTRATORI

Per discutere di un tema così complesso, I-Com mette attorno al tavolo i rappresentanti dei due mondi coinvolti in questo progetto. Saranno infatti presenti al convegno di mercoledì uomini e donne di primo piano all’interno delle istituzioni pubbliche, a partire dal viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini. Con lui anche due esponenti di giunte regionali: Manuela Bora, assessore all’Industria nelle Marche, e Amedeo Lepore, assessore alle Attività produttive in Campania. A raccontare l’esperienza di un’amministrazione comunale ci penserà invece Giovanni Bettarini, assessore allo Sviluppo economico a Firenze. Nel dialogo con questi amministratori interverranno inoltre tre rappresentanti del mondo delle aziende: Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato Imprese, Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, e Carlo Tursi, general manager Uber Italia. Chiude il cerchio Veronica Nicotra, segretario generale dell’Anci, mentre l’intero dibattito sarà moderato dal giornalista Rai Gerardo Greco, conduttore di Agorà.

A PROPOSITO DEL MANIFESTO

Guai a sottovalutare quel che le amministrazioni pubbliche possono fare (o non fare) per favorire lo sviluppo delle imprese nel loro territorio. Il manifesto promosso da I-Com lo sottolinea con forza, spiegando come sia proprio l’intero sistema Italia a poter affrontare con ottimismo le sfide economiche del futuro solo contando su una moltiplicazione di punte di eccellenza di questa sinergia pubblico-privato. E dato che qualche case history positivo al riguardo lo si trova in giro per il Paese, tanto vale accenderci i riflettori sopra, raccontarne il funzionamento e la storia, così da replicare quel modello anche altrove. In fondo, l’obiettivo dell’Osservatorio Orti è proprio questo: promuovere esperienze virtuose di collaborazione istituzionale tra territori e imprese, sperando di contagiare il più possibile il resto d’Italia. Una volta definiti i punti cardinali di questa relazione proficua, non resta che lasciare da parte quell’insano antagonismo imprese-amministrazioni che troppo spesso ha finito per bruciare risorse, insieme a quell’estraneità e reciproca diffidenza che ancora caratterizzano certe situazioni.

SIAMO SOLO ALL’INIZIO

La presentazione a Roma del manifesto è soltanto l’inizio di un percorso destinato a durare almeno fino a luglio 2016. Innanzitutto, il documento suggerisce una riflessione comune dalla quale possono scaturire anche nuovi contributi; si tratta infatti di un’iniziativa aperta alla partecipazione dei vari stakeholders coinvolti. Dopo il debutto nella capitale, saranno organizzati altri tre eventi in giro per l’Italia: uno al nord, uno al centro e uno al sud. Per chiudere sempre a Roma in un convegno che farà il bilancio delle esperienze tracciate e porrà le basi per future iniziative.
Con il manifesto mercoledì sarà presentato anche un portale web dedicato all’Osservatorio Orti. Sarà il vero fulcro dell’iniziativa, la piattaforma web dove sviluppare e condividere contenuti, studi e analisi, racconto di best practice e case history da divulgare e imitare. Senza dimenticare gli esempi negativi, presenti pure loro nella narrazione del portale affinché si sappia quali sono le modalità di relazione (ma sarebbe meglio parlare di non-relazione) da rifuggire ed evitare di ripetere se non si vuole andare incontro a danni reciproci, per le imprese e per i territori.

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