Il corsivo del direttore di Formiche.net, Michele Arnese

Ore 16, titolo di apertura del sito Repubblica.itL’emergenza smog diventa un caso politico, Grillo: “68mila morti in più, governo spocchioso”

Ore 16, titolo di apertura del sito Corriere.itL’Italia nella morsa dello smog. E Grillo attacca: “68mila morti in più”.

E così la gran parte dei giornali on line.

Perbacco, dunque il fondatore del Movimento 5 stelle dice che per colpa dell’inquinamento atmosferico ci sono stati quasi 70 mila morti in più in Italia? Perdinci, una strage.

Cerchiamo di capirne di più. Andiamo sul blog di Grillo, organo semi ufficiale di M5s.

Ecco cosa si legge: “Il 2015 si chiuderà secondo l’ISTAT con 68.000 morti in più rispetto al 2014: 666mila contro 598mila, l’11% in più. Come ai tempi delle grandi guerre. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’assedio di nemici silenziosi. Lo smog sta rendendo le città italiane sempre più simili a Pechino“. (qui il post completo)

Dunque, il blog di Grillo mette davvero in relazione i decessi in più comunicati dall’Istat con lo smog. E chi sostiene questa relazione causa-effetto?

Il blog sintetizza l’analisi del professor Giancarlo Blangiardo, docente di demografia presso l’Università di Milano Bicocca, uno degli autori di Neodemos, un “foro indipendente di analisi” che ha un “gruppo di orientamento”, come si legge sul sito, composto tra gli altri da Luca PaolazziRomano Prodi, Elsa Fornero e Fabrizio Saccomanni. Scrive il demografo Blangiardo: “Come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni? E’ solo la naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana o è (anche) un segnale di allarme? Il sistema socio-sanitario, che finora ha permesso un continuo allungamento della vita anche alle età anziane, inizia forse a subire gli effetti di una congiuntura economica meno favorevole? In altre parole ci chiediamo se i tagli alla sanità pubblica, dovuti alla crisi, abbiano accresciuto nel corrente anno il rischio di mortalità nei gruppi tipicamente più fragili: i vecchi”.

Blangiardo si pone domande, ma in nessun caso – leggendo anche la versione integrale dell’analisi – mette in relazione i morti in più con lo smog. Certo, lo studioso ha qualche retropensiero, visto che arriva a scrivere questo, in riferimento ai dati Istat sull’incremento dei decessi: “E’ un evento “straordinario” che richiama alla memoria l’aumento della mortalità nei Paesi dell’Est Europa nel passaggio dal comunismo all’economia di mercato: un “déjà vu” che non vorremmo certo rivivere”. Insomma, aridatece l’Unione sovietica… (gulp gulp).

Ricapitolando: nelle ore in cui si discute in città come Roma e Milano di blocco del traffico per non far aumentare lo smog (ammesso e non concesso che le misure abbiano gli effetti sperati), il fondatore del Movimento 5 stelle compie un capolavoro di manipolazione informativa: mette in relazione alcuni recenti dati Istat sull’aumento dei morti con lo smog basandosi sulla ricerca di un demografo che sull’incremento dei decessi mai cita l’inquinamento atmosferico.

Benvenuti nel fantastico mondo a 5 stelle.

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