Fatti, nomi e indiscrezioni

Né per Natale e nemmeno nella calza della Befana. Il nome del candidato di centrodestra a Milano arriverà probabilmente per Carnevale. E’ questa l’ipotesi che circola all’ombra della Madonnina, dove l’attenzione ora è catalizzata dalle primarie del Pd del 7 febbraio con la sfida a tre tra l’ormai ex commissario di Expo Giuseppe Sala, la vicesindaca Francesca Balzani e l’assessore Pierfrancesco Majorino. Facile prevedere che fino a quando non ci sarà il verdetto di queste urne, né Silvio Berlusconi né Matteo Salvini si azzarderanno a ufficializzare il nome su cui puntare.

PARISI SCENDE, DEL DEBBIO RISALE

Il borsino di Palazzo Marino, sponda centrodestra, negli ultimi giorni vede in risalita le quotazioni di Paolo Del Debbio e in discesa quelle di Stefano Parisi. Il giornalista e volto noto della tv, vicino a Forza Italia ma molto apprezzato dalle truppe salviniane, ha già ripetuto di voler restare al suo posto a Rete4. Però, dicono i bene informati, Berlusconi sta tornando all’attacco, complice anche la predilezione di Salvini per il conduttore di Dalla vostra parte.
Scendono invece le probabilità di una discesa in campo dell’ex ad Fastweb e patron di Chili tv Stefano Parisi, già city manager con il sindaco di centrodestra Gabriele Albertini. Era stato l’ex Cav a pronunciare davanti ai giornalisti il suo nome la settimana scorsa. Il diretto interessato non si è espresso pubblicamente, pare preferisca continuare l’attività imprenditoriale e comunque non scalda i cuori leghisti. Un motivo in più per fare scartare questa opzione, che stando a quel che scrive Libero è già definitivamente tramontata. Resta in ballo Alessandro Sallusti, ma il direttore del Giornale non avrebbe i sondaggi dalla sua e ormai è stato bruciato.
In ogni caso, quelli di Parisi, Del Debbio e Sallusti sono i tre nomi confermati oggi dallo stesso Berlusconi in un’intervista al direttore di Qn Andrea Cangini, nella quale peraltro ha definito Sala “un uomo di centrodestra”.

LA BORGHESIA BRONTOLA

Ci ha pensato il Corriere di Milano ieri a mettere in fila il disappunto di alcuni rappresentanti della borghesia liberale milanese per la situazione del centrodestra. “Quando ci si polarizza su posizioni anti-Europa e anti-immigrazione, allora per la borghesia liberale diventa molto più difficile scendere in campo” dice Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda. Dal canto suo, il presidente della Triennale e dell’Ance, Claudio De Albertis, punta il dito contro “l’onda localistica della Lega e la deriva populista di Forza Italia”, mentre l’ex assessore albertiniano Sergio Scalpelli parla di un centrodestra “avvitato in una crisi politica legata anche all’esaurimento della leadership di Berlusconi e accompagnata dalla mancata formazione di una nuova generazione di personale politico”.

PASSERA C’E’, FDI SCALDA DE CORATO

Un candidato antirenziano e ascrivibile al campo del centrodestra in campo c’è. E’ Corrado Passera. Ma il leader di Italia Unica non convince l’asse Berlusconi-Salvini, mentre il ciellino e senatore Mario Mauro dei Popolari per l’Italia in un’intervista a Formiche.net lo aveva indicato come un nome spendibile e capace di aggregare. Nel frattempo Passera, grazie a dirigenti del partito, sta passando al setaccio il bilancio del Comune per fare le pulci (in prima fila nell’operazione l’economista Riccardo Puglisi e il manager e consulente Massimo Brambilla) e ha ricevuto apprezzamenti per la candidatura a Milano dal radicale Marco Cappato e dal socialista Roberto Biscardini.
Fratelli d’Italia intanto batte un colpo; Ignazio La Russa ha fatto sapere che se la situazione non si sblocca nel giro di qualche settimana, loro sono pronti a chiedere le primarie di coalizione (piuttosto improbabili data la nota avversione di Berlusconi) alle quali proporranno l’ex vicesindaco Riccardo De Corato.

IL RUOLO DI MARDEGAN E DEI POPOLARI ANTI PD

Chi lavora per avvicinare l’area civica e centrista ai due principali partiti di centrodestra (Forza Italia e Lega) è invece Nicolò Mardegan. L’ex coordinatore milanese di Ncd, uscito per il dissenso sulla linea alfaniana da lui ritenuta appiattita su Matteo Renzi, ha lanciato il gruppo NoixMilano cui hanno aderito diversi consiglieri di zona, imprenditori ed esponenti del mondo delle professioni; l’obiettivo è quello di farne una lista civica da collegare al candidato sindaco unitario. “Il centrodestra sta costruendo in silenzio il suo progetto per la città, che deve avere come interlocutore imprescindibile la Lega di Salvini – spiega Mardegan, fresco di un’uscita pubblica proprio col leader leghista -. Noi ci proponiamo come punto di raccordo tra i partiti e quel mondo produttivo, accademico, delle professioni e imprenditoriale di Milano deciso a rimettersi in gioco. Sono convinto che servano gli stati generali della coalizione per definire innanzitutto un programma con dieci condivisi, non dobbiamo perderci nel teatrino dei nomi come fa il Pd”.

Secondo il leader di NoixMilano, che ha di recente aderito al Patto di Orvieto di Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello, il modello da seguire è quello di Luigi Brugnaro a Venezia: candidato civico e partiti uniti in suo sostegno. “Chiunque va da solo – aggiunge – fa un regalo a Sala, e questo lo dico innanzitutto all’amico Passera”. E l’Ncd lombardo al governo col centrodestra in Regione e legato a Maurizio Lupi e Roberto Formigoni? Qualcuno ha ipotizzato la nascita di una lista ribattezzata Milano Popolare alleata al centrodestra, soprattutto dopo il no di Sala. “Mi auguro – chiosa Mardegan – che decidano presto, senza guardare ai benefici romani. Una cosa è certa: o stanno da una parte o dall’altra, è finito il tempo delle alleanze diverse tra Roma e Milano”.

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