Conversazione con Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Movimento nazionale genitori (Moige)

Unioni civili, ddl Cirinnà, tutela della famiglia tradizionale. Di questo e di altro parla con Formiche.net Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Movimento nazionale genitori (Moige).

Munizzi sottolinea in particolare le discriminazioni che vive la famiglia oggi in Italia. A partire da questioni tributarie: “La fiscalità in Italia per chi ha figli è una delle peggiori al mondo, sicuramente la peggiore in Europa. Peraltro anche la nostra corte costituzionale negli anni 70 ha dichiarato il sistema incostituzionale con ben due sentenze monito, pienamente inascoltate. La seconda riguarda la libertà di scelta educativa che in Italia con un sistema pubblico di scuole statali e non statali, se un genitore sceglie una scuola non statale, di fatto deve pagare due volte il sistema scolastico”.

Stiamo sul ddl Cirinnà, la vostra posizione si è evoluta? Varie volte siete stati molto aspri nel dibattito con il mondo omosessuale.

Offendere non è la nostra mission, come invece lo è ‘’sostenere e proteggere i minori”. Se ci sono stati alcuni nostri interventi diretti o indiretti, che sono stati recepiti come offensivi da persone con orientamento omosessuale, esprimiamo le nostre scuse. Desideriamo ribadire, che pur nei toni a volte aspri del dibattito, rispettiamo ed amiamo ogni persona, indipendentemente dalla sua cultura, religione, sesso, razza e dai suoi comportamenti e preferenze, incluso l’orientamento sessuale.

Come valuta il ddl Cirinnà?

Rispettiamo tutte le unioni e gli affetti del mondo, riguardanti ovviamente i maggiorenni. Prendiamo atto che la Costituzione italiana, come è stato ribadito dalla Corte Costituzionale, dalla Suprema Corte di Cassazione ed anche dal Consiglio di Stato, presuppone la differenza di sesso per la registrazione di un matrimonio. Condividiamo che questo dato giuridico non esclude che anche le unioni tra persone dello stesso sesso debbano trovare adeguato riconoscimento giuridico, in uno Stato laico, nel rispetto della Carta Costituzionale. Ma a nostro avviso il ddl Cirinnà rappresenta una soluzione al ribasso, in quanto non tutela tutti gli affetti.

Perché una soluzione al ribasso?

Innanzitutto perché tutela solo una minoranza e non tutte le minoranze, secondo, perché, una semplice legge, su questo tema non è costituzionalmente sostenibile. Serve, una modifica costituzionale che deve essere attuata secondo le procedure previste per le riforme costituzionali, come peraltro confermato in più sentenze dagli organismi giudiziari.

E a cosa serve una modifica costituzionale?

Per garantire una piena laicità dell’istituto matrimoniale aperto a tutte le minoranze e rispettoso del credo laico o religioso di ognuno. In caso di riforma costituzionale rispetto al dettato attuale, si potranno liberamente normare più tipi di unioni o matrimoni, accanto all’unico matrimonio oggi esistente: quello tra uomo e donna dissolubile a revoca unilaterale, che impedisce ogni scelta e forma diversa, pertanto discriminatorio.

In che senso?

La nuova normativa che auspichiamo, potrà istituire, ad esempio: modalità di unioni o matrimoni tra due o più persone dello stesso sesso, così come riconoscere e tutelare civilmente i matrimoni delle altre religioni, ebraica, islamica, cattolica, così come istituire anche il matrimonio civilmente indissolubile, l’unico che potrebbe essere anche concordatario (cioè celebrato nella Chiesa cattolica). Questa modifica costituzionale darà piena libertà di scelta in una società, quale quella italiana, sempre più multiculturale, dove convivono culture, etnie, valori sempre più differenti.

A quali altre tutele mirerebbe la revisione costituzionale?

In sede di riforma dell’art. 29 della Costituzione, si dovrà tenere conto, secondo noi, dell’esistenza di una significativa minoranza islamica in Italia, così come di una forte minoranza cattolica, di una minoranza omosessuale e si dovranno rispettare tutte queste minoranze ed altre non citate, trattandole alla stessa maniera, cosa che adesso con il ddl Cirinnà non avviene. Se lo Stato è veramente laico e non uno Stato etico, come noi auspichiamo, che impone l’ideologia della maggioranza, dovrà tutelare tutti i cittadini e tutte le minoranze esistenti: comunità di persone omosessuali, di cittadini cattolici, di cittadini islamici, di cittadini atei, e di altri credi, consentendo a ciascuno di essi di scegliere liberamente il proprio regime giuridico affettivo.

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