Fatti, numeri e il commento del generale Tricarico

“Dopo l’assegnazione di una commessa così importante a un colosso come Lockheed Martin per il programma F-35, non è improbabile che per gli addestratori ci sia in pole position un altro gigante come Boeing. Ciò non significa che Finmeccanica parta sconfitta”. È il commento del generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, oggi presidente della Fondazione Icsa, all’annuncio dell’alleanza fra Finmeccanica e l’americana Raytheon per i nuovi addestratori dell’Usaf, l’aviazione militare americana.

LA NOTIZIA

La notizia, nell’aria da qualche mese e rilanciata la settimana scorsa da alcune indiscrezioni, alla fine è arrivata: sarà Raytheon, quarto colosso al mondo del settore difesa, il prime contractor al fianco di Finmeccanica nella maxi gara per il programma T-X.

L’ANNUNCIO

Con una nota congiunta, le due aziende hanno presentato ieri “la soluzione di ultima generazione completamente integrata e basata sul velivolo T-100 (derivato dall’Aermacchi M-346 di Piazza Montegrappa)”. Il team vede Raytheon (23 miliardi di dollari di ricavi nel 2015 e 61mila dipendenti) come prime contractor, “insieme a CAE USA, Honeywell Aerospace” e al gruppo guidato da Mauro Moretti “come principali partner”.

LE CARATTERISTICHE

Il nuovo sistema di addestramento completo di cui si doterà Washington sarà dedicato ad utilizzare al meglio le capacità dei velivoli di prima linea di quarta e quinta generazione, come il caccia F-35. I sistemi di addestramento progettati, sviluppati e resi operativi da Raytheon hanno formato nel tempo circa 45mila piloti ed equipaggi di volo; Honeywell Aerospace (che fornirà i due motori F124 per il T-100 attraverso la joint venture con International Turbine Engine Company) ha all’attivo oltre 800mila ore di volo per tutta la famiglia di motori turbofan F124/F125; mentre CAE USA progetta e sviluppa alcuni tra i più sofisticati sistemi di simulazione per velivoli di addestramento avanzato al mondo.

LE PAROLE DI BAGNATO

Per Filippo Bagnato, a capo della divisione velivoli di Finmeccanica, nata dalle “ceneri” di Alenia Aermacchi dopo la nascita della one company, “l’M-346, su cui si basa il T-100, è già operativo e utilizzato per l’addestramento dei piloti che volano sui più avanzati velivoli di prima linea in tutto il mondo”. L’ottimismo di Piazza Monte Grappa, rilevano alcuni esperti, non è del tutto ingiustificato: a differenza di molti concorrenti, il sistema proposto dal gruppo italiano con i suoi partner si basa su un prodotto già ampiamente testato sul campo.

I CONCORRENTI

La concorrenza tuttavia è agguerrita e, vista l’importanza della commessa (si parla di 350 velivoli iniziali e relativi addestratori, che potrebbero salire a mille, chiamati a prendere il posto degli attuali Northrop T-38 Talon, vicini al pensionamento dopo 40 anni di utilizzo), vede impegnati tutti i big del settore. C’è Boeing che parteciperà alla gara con la svedese Saab; Lockheed Martin, che nei giorni scorsi ha annunciato che proporrà all’Usaf il T-50A, sviluppato con KAI; e lo Scorpion di Textron AirLand.

IL COMMENTO DI TRICARICO

“Non sarà facile”, ammette a Formiche.net il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, oggi presidente della Fondazione Icsa. “Il mercato della difesa americano è estremamente competitivo e, durante l’amministrazione Obama, ha dimostrato di essere molto più protezionistico che in precedenza”. Certo, aggiunge, “la partecipazione di un gruppo come Raytheon rappresenta una buona notizia, perché scongiura l’ipotesi che Piazza Monte Grappa potesse ritirarsi da una gara così importante dopo l’abbandono del suo precedente partner”. Il riferimento è a General Dynamics, che a fine marzo scorso, raccontò Formiche.net, si era ritirata da prime contractor nella gara per il T-X statunitense nella quale si presentava assieme all’allora Alenia Aermacchi.

“Questa commessa è estremamente importante”, sottolinea ancora Tricarico. “Dopo l’assegnazione di un programma così importante come l’F-35 a un colosso come Lockheed Martin, non è improbabile che per gli addestratori ci sia in pole position un altro gigante come Boeing. Gare come queste – spiega – si intrecciano con valutazioni che tengono conto di diversi parametri”, anche politici: “Non dimentichiamo”, rileva, “che la decisione finale sul programma potrebbe arrivare tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017” (con i primi velivoli attesi in servizio nel 2023-2024, un anno dopo rispetto a quanto programmato, ndr). Quindi “tutto sarà deciso con un nuovo presidente”.  “Ciò”, conclude, “non significa che il prodotto di Finmeccanica parta sconfitto: se la giocherà al pari dei suoi concorrenti e solo il tempo ci dirà se quella di Piazza Monte Grappa sarà una scommessa vinta”.

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