Numeri e notizie

Nuovi passi per il programma F35, il caccia di V generazione di Lockheed Martin che continua a macinare test e ore di volo, caratterizzati anche da note tricolore: oltre al coinvolgimento del gruppo Finmeccanica nella realizzazione dell’aereo, è italiano il primo velivolo di questo tipo che il 6 febbraio ha attraversato l’Atlantico, guidato dal maggiore Gianmarco Di Loreto.

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LA PRIMA ORA DI VOLO

La prima ora in cielo del caccia era stata effettuata l’1 giugno 2008. Il traguardo delle 25mila ore – si legge in una nota del gigante americano dell’aerospazio – è stato raggiunto nel dicembre 2014, sei anni e sei mesi dopo. Ma la vera sterzata nello sviluppo e nell’affidabilità è arrivata lo scorso anno: “più di un terzo delle ore di volo sono state effettuate nel corso del 2015”.

LE DIVERSE TIPOLOGIE

Non tutte le ore di volo, però, sono uguali. Vengono divise in due categorie principali: quelle “operative, effettuate da 155 velivoli consegnati a sei diverse nazioni”, e quelle “della fase di sviluppo e dimostrazione (la cosiddetta SDD – System Development and Demonstration) effettuate dai 18 velivoli assegnati alle Integrated Test Forces della Edwards Air Force Base e di Naval Air Station di Pax River”. Entrando nel dettaglio, le 50mila ore raggiunte sinora “comprendono 37.950 ore volate dagli operational jet e 12.050 volate dalla flotta del programma di sviluppo e dimostrazione”. Distinguendo tra i tre modelli, l’F35A (variante a decollo ed atterraggio convenzionale come quello pilotato dal maggiore Di Loreto) “ha volato 26.000 ore”; l’F35B (variante a decollo corto e atterraggio verticale) “18mila”; mantre l’F35C (variante per portaerei) è stato in aria per 6mila ore.

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LE BASI

Sono 8 le basi in cui sono operativi oggi gli F35: le Air Force Base di Edwards in California, Eglin in Florida, Hill AFB in Utah, Luke AFB in Arizona, le Air Station dei Marine Corps a Beaufort in South Carolina, Yuma in Arizona, la Naval Air Station di Patuxent River nel Maryland, e la Nellis AFB nel Nevada. I voli sono anche stati effettuati “presso due basi degli F35 alla Air Station dei Marine Corps di Cherry Point nel North Carolina e all’Ogden Air Logistics Complex della Air Force Base di Hill nello Utah. Altre ore di volo sono state effettuate presso gli impianti di produzione di Cameri in Italia e di Fort Worth in Texas”.

ALCUNI NUMERI

A oggi, prosegue l’azienda, “sono più di 250 i piloti e 2.400 gli addetti alla manutenzione formati in sei diverse nazioni. Nei due impianti di produzione sono attualmente in produzione più di 110 velivoli”.
Tre diversi modelli di F35, si spiega, “sostituiranno i velivoli A/OA-10 Thunderbolt II e F-16 Fighting Falcon dell’Aeronautica Militare Americana, i velivoli F/A-18 Hornet della Marine Corps Americani e i velivoli F/A-18 e AV-8B Harrier dei Marines, e una serie di caccia utilizzati in almeno dieci nazioni europee”. Dopo la dichiarazione della capacità operativa iniziale combat-ready per il corpo dei Marines”, l’Aviazione Militare Americana e la Marina Militare Americana “prevedono di raggiungere questo traguardo rispettivamente nel corso del 2016 e del 2018”.

LE PAROLE DI BOGDAN

Le prove di volo proseguiranno nei prossimi mesi e proseguiranno di pari passo con le nuove consegne, ha spiegato il generale Chris Bogdan, F35 Program Executive Officer. “Il programma F35 – ha detto – continua a crescere e sta prendendo slancio. Abbiamo completato altri test di volo e aumentato le consegne per gli Stati Uniti e i paesi partner”. In particolare, “le prossime 50mila ore saranno raggiunte in tempi molto più rapidi perché nei prossimi tre anni la flotta mondiale degli F35 raddoppierà”.

IL RUOLO DELL’ITALIA

Buone notizie per l’Italia che, oltre che come acquirente (qui tutti i dettagli sugli F35 ordinati da Roma), partecipa alla realizzazione del velivolo con Finmeccanica e la sua controllata Alenia Aermacchi. Presso lo stabilimento Faco di Cameri (gestito dal gruppo guidato da Mauro Moretti con il prime contractor Lockheed), oltre alla realizzazione dei cassoni alari e l’assemblaggio, verranno effettuati controlli di qualità su alcune lavorazioni svolte all’interno della linea di assemblaggio finale e verrà stabilito il centro europeo per le attività di manutenzione.

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