Chi c'era e che cosa si è detto alla cerimonia di avvicendamento nella carica di capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica tra il generale Pasquale Preziosa, uscente, e il generale Enzo Vecciarelli, nominato dal consiglio dei ministri. Parole, silenzi e curiosità nell'articolo di Stefano Vespa

Da oggi il generale Enzo Vecciarelli, che a maggio compirà 59 anni, è il nuovo capo di Stato maggiore dell’Aeronautica al posto del generale Pasquale Preziosa che, ha detto alla fine della cerimonia, ora si dedicherà all’insegnamento. Il cambio è avvenuto in un hangar dell’aeroporto militare di Ciampino davanti al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

Non è stata la solita cerimonia perché è parso chiaro che Preziosa, nell’ultimo giorno da militare dopo 45 anni, abbia voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Non è mai accaduto, infatti, che nel protocollare e un po’ retorico discorso che quasi sempre fanno i militari in certe occasioni non venissero mai nominati il ministro della Difesa e il capo di Stato maggiore della Difesa, che erano seduti lì a pochi metri. L’attacco del discorso è stato, non casualmente, rivolto all’Aeronautica e l’unico politico citato è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Quando sono andato a salutarlo – ha detto Preziosa – le sue parole mi hanno fatto particolarmente piacere» con riferimento all’attività dell’Arma azzurra e in particolare all’incontro avuto nella recente visita negli Usa da Mattarella con gli astronauti italiani, definiti «un vanto per l’Italia».

Non è un mistero che i rapporti tra Preziosa e il ministro Pinotti siano spigolosi da diversi anni, da prima che l’esponente del Pd diventasse sottosegretario. Finché al momento di scegliere il successore dell’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli venne interrotta la tradizionale rotazione tra le Forze armate e, invece di puntare su Preziosa (Aeronautica), il ministro scelse Graziano (Esercito), sulle cui qualità comunque non si discute. Ecco quindi che nel discorso d’addio il generale Preziosa, che ha guidato l’Aeronautica per tre anni, ha giustamente rivendicato la qualità espressa nelle tante missioni «e chissà quante altre ce ne saranno», così come il livello professionale riconosciuto internazionalmente: l’esercitazione Red Flag 16-2, per esempio, conclusasi l’11 marzo presso la base aerea di Nellis, nel Nevada, che ha visto per la prima volta la partecipazione di 8 velivoli Eurofighter dell’Aeronautica Militare (115 missioni aeree diurne e notturne per un totale di circa 180 ore di volo); oppure le scuole di volo, «punto di riferimento nel mondo – ha detto Preziosa – e prese come esempio dalla Nato» tanto che aumentano le richieste da varie nazioni. «I piloti – ha aggiunto – stanno diventando testimonial della nostra industria aeronautica». Uno dei meriti che tutti gli riconoscono è proprio il ruolo avuto a favore del «sistema Paese»: grazie agli ottimi contatti internazionali di Preziosa, infatti, l’industria aeronautica italiana ha stipulato importanti contratti.

Il ministro Pinotti gli ha reso l’onore delle armi, ricordandone «determinazione, impegno, energia», e sottolineando il lavoro poco noto svolto dal personale dell’Aeronautica in Kuwait per le operazioni in Iraq e l’ipotetica operazione «Cieli sicuri», cioè il lavoro quotidiano svolto a protezione dello spazio aereo, meno nota di «Strade sicure» e di «Mare sicuro». Allo stesso tempo, Pinotti ha lanciato un segnale parlando a Vecciarelli, che sa di dover affrontare anche lui periodi difficili ma che propone una «leadership inclusiva» e un «lavoro di squadra».

Vecciarelli, fino a ieri sottocapo di Stato maggiore della Difesa e dunque vice di Graziano, era certamente il candidato migliore per la successione. Alle inevitabili domande sull’impegno fuori area, dopo la cerimonia il nuovo capo dell’Aeronautica ha risposto così: «E’ bene che non si dia troppo risalto a queste attività. Quello che si può dire è che la nostra difesa è avanzata, laddove le minacce trovano origine. Oggi ci sono due archi di crisi che ci riguardano: i Balcani e il nord Africa, entrambi sono elementi di grande preoccupazione. C’è dunque un impegno verso la Siria, l’Iraq, l’Afghanistan e certamente verso la Libia, dalla quale traiamo le nostre risorse energetiche in maniera significativa. E’ un motivo di preoccupazione, ma condividiamo pienamente l’azione del governo di grande prudenza. Tenuto conto che in Libia non c’è un nemico, ma un popolo da aiutare». Preziosa aveva terminato il suo discorso dedicando all’amico Vecciarelli il primo verso della celebre poesia «If» di Rudyard Kipling: «Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te la perdono, e te ne fanno colpa…». Chissà a chi si riferiva.

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