Molti siti di informazione hanno pubblicato la notizia dell’arrivo in Iran della prima tranche di missili terra-aria S-300, frutto di un accordo con la Russia (produttrice con Rostec), a cui si sono formalmente opposti Israle, Stati Uniti e Arabia Saudita, che temono possano servire in futuro per proteggere gli impianti nucleari.

Era stato annunciato dal portavoce del ministero degli Estei iraniano, poi smentito in parte, mentre dal Cremlino non hanno commentato.

Sui social network circolano diverse immagini che testimonierebbero l’arrivo in Iran di bilici che trasportano le varie componenti del sistema missilistico. In una di queste è ripreso anche uno dei pick up che hanno fatto da scorta al convoglio: dal tetto esce un militare molto probabilmente appartenente ai commandos della 65th brigata aviotrasportata. È riconoscibile dal basco verde, prerogativa dell’unità d’élite iraniana, che è la stessa inviata da Teheran a combattere in Siria pochi giorni.

L’invio del sistema missilistico, se confermato definitivamente, che ha le potenzialità per ridistribuire i pesi militari e geopolitici della regione, segue un contratto da 800 milioni di dollari che era stato più volte rinviato a causa di mancate intese tra Russia e Iran ed in precedenza dalle sanzioni internazionali, ora sbloccate. Ultimamente si era parlato di una Mosca irritata per il ritardo dei pagamenti, ma molto probabilmente pesavano sull’affare anche screzi legati alla guerra in Siria, dove l’Iran ha da tempo spostato il peso sullo scontro settario religioso, mentre la Russia ha una visione più ampia.

La rimodulazione al ribasso dell’intervento russo ha richiesto un nuovo impegno da parte dell’Iran e di Hezbollah, che Teheran ha sopperito con l’invio dei commandos (un operatore del nuovo contingente sarebbe già rimasto ucciso ieri) e i libanesi con un nuovo schieramento di miliziani. L’invio degli S300 potrebbe significare un contraccambio russo per la lealtà iraniana e una nuova intesa operativa in Siria, anche in vista della prossima ampia offensiva lealista su Aleppo.

Un altro importante accordo militare tra i due Paesi riguarda la fornitura all’Iran di alcuni caccia di ultima generazione Sukhoi Su30, su cui Thomas Shannon, vice del segretario di Stato americano, ha già annunciato battaglia in sede di Consiglio di sicurezza dell’Onu.

 

 

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