Rousseau, ecco tutti i segreti della piattaforma a 5 stelle ideata da Casaleggio

Rousseau, ecco tutti i segreti della piattaforma a 5 stelle ideata da Casaleggio
L'approfondimento di Alma Pantaleo

Politica e informatica sono stati due elementi presenti e costantemente dialoganti nella vita di Gianroberto Casaleggio. Tanto da trasformarsi in un’eredità per il Movimento 5 Stelle. Il giorno dopo la morte del fondatore e ideologo del M5S è venuto alla luce Rousseau, lo strumento tanto promesso e voluto proprio da Casaleggio per concretizzare il suo sogno di democrazia diretta e partecipata attraverso la rete.

L’ASSOCIAZIONE ROUSSEAU E LA FONDAZIONE CASALEGGIO

La piattaforma Rousseau è gestita dall’omonima Associazione Rousseau creata nei mesi passati da Gianroberto Casaleggio e dal figlio per portare avanti il progetto. L’associazione, ha spiegato Davide Casaleggio in un post, è “la forma più rapida da creare che potesse operare senza scopo di lucro e quindi ricevere donazioni da parte di chi voleva sostenere il progetto”, ma “oggi sento la necessità di intestare a mio padre questa entità”, scrive Casaleggio junior, “per questo oggi annuncio l’utilizzo dell’Associazione Rousseau fondata con mio padre per i mesi necessari a creare e far riconoscere la Fondazione Gianroberto Casaleggio in cui farò confluire le attività dell’associazione”. La Fondazione, spiega Repubblica, “consulterà periodicamente la base degli attivisti, decidendo la linea politica e alcune proposte legislative. Chi possiede il controllo di questi strumenti della Rete – sempre Davide, dopo il padre – continuerà a influire in modo determinante su uno dei principali partiti d’Italia”.

COS’È “ROUSSEAU”

Ma di cosa si tratta, nello specifico? Rousseau è un sistema operativo ideato per convogliare in un’unica piattaforma il dibattito politico, la scelta dei candidati e le decisioni da prendere. Gli obiettivi di questo “cervellone digitale” – come si legge sulla pagina di presentazione della piattaforma – sono la gestione del Movimento 5 Stelle nelle sue varie componenti elettive (Parlamenti italiano e europeo, consigli regionali e comunali) e la partecipazione degli iscritti alla vita del M5S attraverso, ad esempio, la scrittura di leggi e il voto per la scelta delle liste elettorali o per dirimere posizioni all’interno del M5S.

Rousseau, quindi, è un vero e proprio coordinatore di tutte le attività di M5S, che permette diverse azioni, molte delle quali devono essere ancora attivate.

UNA PIATTAFORMA CHIUSA

La piattaforma non è open source, ma accessibile soltanto agli iscritti. In particolare, hanno diritto a entrare solo gli aderenti al Movimento «verificati» e iscritti al sito prima di gennaio 2015. Chi prova ad iscriversi, viene prima rimandato al blog di Beppe Grillo ma, anche dopo aver inserito i dati personali, rimane fuori dalla piattaforma. «Le funzioni sono disponibili solo dopo l’identificazione che, oltre all’ identità, prevede anche il profilo, ad esempio se eletto o meno, e città di residenza», si legge nella pagina introduttiva di Rousseau.

PERCHÉ “ROUSSEAU”

Perché dare a una piattaforma il nome “Rousseau”? Nella visione di Casaleggio, Jean-Jacques Rousseau è il padre della democrazia diretta. Ecco perché il fondatore del Movimento ha chiamato così il suo sistema operativo. Insoddisfatto delle piattaforme partecipative disponibili, ha scelto di creare qualcosa da zero.

LE SEZIONI ATTIVE

Le sezioni attive, al momento sono quelle sul voto per le liste elettorali o per pronunciarsi su un tema specifico. Quelle per partecipare alla scrittura delle leggi (Europa, Parlamento, Regione). Lo Scudo della Rete, dedicata alla raccolta fondi a tutela legale del M5S o di suoi iscritti ed eletti, corredata da una cartina del mondo con la lista degli studi legali che potrebbero proteggerli contro eventuali cause in rete e l’elenco aggiornato delle cause in corso. Il Fund Rasing per elezioni o eventi del M5S (ancora non implementato) per permettere al Movimento l’indipendenza da lobby.

rousseau

LE SEZIONI IN LAVORAZIONE

E poi ci sono le funzioni annunciate ma non ancora integrate: activism, elearning, lex iscritti, e meetup. In activism, sarà postato il materiale multimediale di supporto per le iniziative del Movimento 5 Stelle. In elearning, ci saranno lezioni sul funzionamento delle elezioni. In lex iscritti, le proposte di legge formulate dagli iscritti che poi andranno presentate dagli eletti nelle diverse sedi. Infine la sezione dedicata ai «gruppi di lavoro», che riprendono il concetto dei MeetUp, la prima forma online di auto-organizzazione territoriale voluta da Beppe Grillo, prima che il M5S nascesse.

«Dopo l’affermarsi di Facebook e dei social network, i MeetUp sono diventati meno efficaci. Erano diventati una specie di bar, difficili da gestire. Erano nate discussioni tra MeetUp concorrenti sullo stesso territorio e avevamo difficoltà a capire chi stava lavorando in buona fede e chi invece voleva approfittarsene», spiega al Corriere della Sera Massimo Bugani, candidato sindaco a Bologna per il Movimento 5 Stelle e uno dei primi a esser coinvolti nel progetto.

GEOLOCALIZZAZIONE E NOTIFICHE

Rousseau, inoltre, è geolocalizzato: ogni iscritto ha una sua homepage, che varia in base al territorio di residenza. Questo permetterà di votare il candidato per le elezioni comunali della propria città o di partecipare alla scrittura di una legge della regione in cui si risiede. La piattaforma ha anche un sistema di notifiche personalizzato. Quando sulla pagina del profilo si «accenderà» una stella, vorrà dire che sono in corso votazioni locali che interessano l’utente oppure che è attiva la discussione su una legge del territorio.

UN PROGETTO NATO NEL 2013

La versione “alpha” del sistema operativo Rousseau era online già da fine ottobre 2013 e permetteva di votare, discutere le proposte di legge e partecipare alle decisioni del Movimento 5 Stelle. Ma si trattava solo di una bozza del progetto vero e proprio. Una versione rilasciata molto probabilmente per accontentare gli attivisti e forse anche i media che volevano uno strumento che desse “concretezza” e “spessore” al M5S.

«Rousseau è stato messo online in onore di Gianroberto. Ci ha lavorato fino agli ultimi giorni», ha spiegato al Corsera Bugani aggiungendo che il sistema operativo non verrà abbandonato, ma continuerà a essere sviluppato attivamente dal team della Casaleggio Associati. «Senza Gianroberto è più difficile, ma ce la faremo», ha concluso.

ultima modifica: 2016-04-27T07:38:41+00:00 da Alma Pantaleo

 

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche:

  • In realtà il padre della democrazia diretta è stato Clistene un bel po’ prima ad Atene con la sua riforma, a parte questo, pur essendo un passo in avanti rispetto a prima, occorre vedere come e chi gestirà tutto il processo e se verrà attivata in permanenza la sezione lex iscritti che consente di fare davvero proposte dal basso, in caso contrario non si puo’ certo parlare di democrazia diretta ma solo di un tentativo di miglior coordinamento.
    http://progettodemocraziadiretta.blogspot.it/2016/03/la-democrazia-diretta-per-funzionare.html

  • peccato che
    su lex iscritti a non si capisce:

    -che fine facciano le proposte inserite ,

    -da chi e con quali criteri esse vengano o meno accettate come idonee

    – dove verranno votate e perché non sono visibili a tutti gli iscritti,

    In sintesi: perché non c’e’ trasparenza ne’ chiarimenti su questi punti fondamentali di gestione per una reale democrazia dal basso.

    • Ateniese

      Le proposte inserite vengono votate e le migliori uscenti vengono portate all’interno dell’iter parlamentare italiano dai portavoce del M5S, come? Presentandole presso le commissioni di competenza. Una volta presentate in commissione possono essere seguite sul sito della Camera. Le leggi vengono pensate e ideate da semplici singoli cittadini iscritti su Rousseau e da essi votate.

  • Giuseppe Spinelli

    Cara Alma Pantaleo, per un giornalista è grave confondere “open source” con “open access”… Comunque complimenti per andare a cercare in maniera indipendente la verità sul famoso/famigerato movimento 5stelle

  • ero io

    Bello Bravi!!
    forza M5S…avanti Lotta dura senza PAURA!!

  • Solaris

    Neanche una parola sulla dubbia legalità di questa piattaforma?

  • Luca Tiberi

    “La piattaforma non è open source, ma accessibile soltanto agli iscritti.”

    avete scritto una bella cavolata

  • Right away I am going to do my breakfast, after having my breakfast coming again to read other news.

  • Pino Vasarelli

    “Ma di cosa si tratta, nello specifico? Rousseau è un sistema operativo…”
    Ma siamo matti? Avete idea di cosa sia un “sistema operativo” in informatica?
    Il nome “sistema operativo” può essere usato nel caso di Windows, Mac OSX, Linux nelle sue varie distribuzioni, Solaris, BSD e, per il “mobile”, Android e iOS (e li cito in ordine di diffusione tralasciando qualche altro caso).
    Già definire Rousseau una “piattaforma” è uno sproposito informatico.
    Il termine giusto è “portale WEB”, che rispetto ad un semplice “sito WEB”, si appoggia su un database e utilizza degli script (di solito piccoli programmi) realizzati negli appositi linguaggi quali PHP, Perl, Java, ASP etc. A tali script il compito dell’acquisizione, memorizzazione e gestione di qualsivoglia tipo di dati e/o immagini usufruendo dei protocolli ti trasmissione del WEB e quindi della rete Internet.
    Detto questo in maniera abbastanza semplicistica, posso assicurare che un semplice programmatore può realizzare un portale WEB da solo e con sforzo relativo, mentre per un sistema operativo occorono anni di progettazione, versionamenti e aggiornamenti funzionali e di sicurezza che proprio per questo richiedono ingenti investimenti economici (o, in alternativa, il lavoro di comunità di “appassionati” come nel caso degli “open source”.
    Vi prego quindi, signori giornalisti, un po’ di professionalità in più nella terminologia!