Cyber security, ecco cosa farà davvero Marco Carrai a Palazzo Chigi

Cyber security, ecco cosa farà davvero Marco Carrai a Palazzo Chigi
Tutti i dettagli svelati dall'agenzia stampa Cyber Affairs diretta da Michele Pierri

Nessuno sconfinamento nelle competenze dei Servizi segreti. Nuovo decreto per il settore aggiornando quello del 2013 approvato dal governo Monti. Volontà e mire di maggiore coordinamento. Sono le tre direzioni di marcia che sta seguendo il governo Renzi per nominare il manager e imprenditore Marco Carrai consulente di Palazzo Chigi per la sicurezza cibernetica e i big data, come ribadito anche ieri dal premier Matteo Renzi a Porta a Porta. I dettagli e le ultime novità sono stati svelati oggi dall’agenzia stampa Cyber Affairs diretta da Michele Pierri.

“È questione di pochi giorni o settimane al massimo per la definizione della nuova struttura di cyber security che si insedierà a Palazzo Chigi”, ha scritto la neonata agenzia stampa specializzata nella sicurezza cibernetica. “I tempi di attesa nella realizzazione del progetto sono stati determinati non dalla volontà del premier, ma dai tempi necessari alla redazione di nuovo Dpcm che aggiornerà quello del 24 gennaio 2013 emanato da Mario Monti”, aggiunge Cyber Affairs, che negli scorsi giorni ha rivelato la notizia che Carrai ha ricevuto la scorta per “pericoli legati al terrorismo”.

Il documento – svela l’agenzia diretta da Pierri – “istituirà una nuova struttura di missione che assumerà le prerogative del Nucleo per la sicurezza cibernetica (Nsc), che oggi dipende dall’Ufficio del consigliere militare della Palazzo Chigi”.

Tra le missioni dell’Nsc, spiega il Quadro strategico nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico, ci sono: il coordinamento dei diversi attori che compongono l’architettura istituzionale, nel rispetto delle rispettive competenze; la prevenzione e preparazione ad eventuali situazioni di crisi ed all’attivazione delle procedure di allertamento; promuovere la programmazione e la pianificazione operativa della risposta a situazioni di crisi cibernetica da parte dei soggetti pubblici e degli operatori privati interessati, e l’elaborazione delle procedure di coordinamento interministeriale per la gestione delle crisi. Inoltre il Nucleo garantirà che le attività di reazione e stabilizzazione di competenza delle diverse Amministrazioni ed enti siano espletate in maniera coordinata, avvalendosi del Computer Emergency Response Team (Cert) nazionale, istituito presso il ministero dello Sviluppo Economico ora guidato da Carlo Calenda (qui le prime nomine al vertice del ministero).

“Il Nucleo – ricorda Cyber Affairs – costituisce poi il punto di riferimento nazionale per i rapporti con l’Onu, la Nato, la Ue, altre organizzazioni internazionali ed altri Stati”. Le priorità del nuovo organismo – spiega l’agenzia stampa – saranno quindi il rafforzamento degli apparati informatici della Pubblica amministrazione (laddove non ci sono ancora scelte condivise), dei vari Cert e della partnership tra settore pubblico e privato”.

La nuova struttura di missione avrà soprattutto un ruolo di coordinamento. Quindi non toglierà a ministeri o enti funzioni e competenze. E “non avrà impatti o sovrapposizioni – rimarca Cyber Affairs – con le attività del Comparto intelligence, che continuerà ad essere l’unico deputato a gestire segreti di Stato anche sul versante elettronico”.

Questi paletti – secondo la ricostruzione di Cyber Affairs – “sarebbero stati confermati pochi giorni fa dal sottosegretario Marco Minniti, l’autorità delegata ai Servizi della Presidenza del Consiglio, che al Copasir avrebbe confermato il non sconfinamento di un possibile incarico nel settore della cyber security nel campo dell’Intelligence, dicendosi inoltre pronto a riferire al Comitato una volta che la nomina fosse stata perfezionata”.

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ultima modifica: 2016-05-13T17:03:37+00:00 da Michele Arnese

 

 

 

 

 

 

 

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