Il punto di Emanuele Rossi

Il Muos verso la messa in operatività. Ieri, venerdì 6 maggio, il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) di Palermo ha dichiarato inammissibile il ricorso del comune di Niscemi e degli ambientalisti, che avevano denunciato l’impianto in quanto considerato nocivo per la salute. Il consiglio di giustizia ha dunque dato ragione al ministero della Difesa.

LA DECISIONE

I magistrati avevano richiesto un supplemento di indagine per completare la sentenza in parte espressa nella stessa direzione il 2 settembre scorso. A metà marzo i radar sono stati messi in funzione e gli esperti ambientali hanno potuto condurre gli opportuni sondaggi e verificare che, come già riportato negli studi redatti ai fini delle autorizzazioni ambientali (concesse nel 2008), il sistema non produce nocività.

TESI E ANTITESI

In uno studio indipendente prodotto su richiesta della Marina americana dalla John Hopkins si legge che una conversazione telefonica o un forno a microonde producono più radiazioni elettromagnetiche delle antenne dell’impianto. Tuttavia Rino Strano, consulente degli attivisti “No Muos”, ha commentato la sentenza del Cga sostenendo che le ultime verifiche sarebbero inesatte, perché “le parabole sono state messe in funzione singolarmente e non insieme”.

A COSA SERVE IL MUOS

Il Muos, acronimo di Mobile User Objective System, è un programma di comunicazione satellitare a banda stretta di nuova generazione studiato dal dipartimento della Difesa americana per sostenere le operazioni militari Usa e Nato in tutto il mondo. È considerato un’opera fondamentale per l’Alleanza Atlantica, e fa parte di una costellazione di quattro satelliti operativi, di cui due sono negli Stati Uniti e un altro in Australia.

LE COMUNICAZIONI STRATEGICHE

Queste tecnologie consentiranno di rivoluzionare le comunicazioni militari, coprendo l’intero pianeta. Quello italiano, incastrato in beghe giudiziarie, è l’unico ancora non operativo, rendendo di fatto monco il sistema di comunicazioni militari più sofisticato del mondo. Il Muos, costruito attorno ad un sistema satellitare, consentirà ai soldati di avere un telefono cellulare criptato che può inviare e-mail e ricevere dati esattamente come uno smartphone civile con connettività 3G in qualsiasi parte del mondo. Una comunicazione più semplice e più sicura, che dovrebbe servire anche ad evitare errori nella catena di passaggio ordini; errori che spesso in passato hanno provocato incidenti.

LO STATO DELL’ARTE

L’impianto è pronto e funzionante, sebbene ancora resta in piedi il parere emesso dalla procura di Caltagirone, che ne ha sigillato i cancelli perché costruito in zona di edificabilità assoluta (si trova nella riserva naturale della Sughereta, già sede di 46 antenne della US Naval Radio Trasmitter, costruita nel 1987). Adesso è possibile che dopo la sentenza del Consiglio di stato siciliano, venga disposto il dissequestro, anche se sui reati di inedificabilità il giudice amministrativo non entra nel merito, in quanto competenza della sede penale. Il 20 maggio partirà il processo sui sei italiani rinviati a giudizio, mentre per un funzionario americano verrà seguita la giurisprudenza esclusiva su richiesta di Washington.

I RAPPORTI USA-ITALIA

Il destino dell’infrastruttura strategica di Niscemi è da diverso tempo un tema costante del dialogo Usa-Italia. Oltreoceano si fatica a capire come mai un investimento così nevralgico per il sistema di comunicazione globale, costruito tra l’altro tra le lungaggini amministrative, sia incastrato in un groviglio giuridico gordiano. Per questo da Washington hanno più volte fatto pressione sul governo per trovare la soluzione. Il 4 maggio il sito Quartz ha pubblicato un reportage dalla Sicilia in cui scriveva che il sistema di comunicazione è bloccato in “un racconto kafkiano della giustizia italiana”.

 

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