Tutti i dettagli sulla contro Offerta allestita dal finanziere Andrea Bonomi su Rcs con l'appoggio di soci forti di Rcs-Corriere della Sera come Mediobanca, Della Valle, Unipol e Pirelli. Fatti, numeri e ricostruzioni

Scontro al calor bianco per il controllo di Rizzoli-Corriere della Sera. Dopo l’Offerta pubblica di scambio lanciata dall’editore Urbano Cairo con il sostegno di Intesa Sanpaolo, arriva la controfferta dell’imprenditore e finanziere Andrea Bonomi che ha il supporto di altri soci forti della società che edita il Corriere della Sera come Mediobanca, Unipol, Pirelli e Diego Della Valle che lanciano un’Opa a 0,70 euro contro quella del patron di La 7. Dunque, in contanti rispetto a quella di “carta” proposta da Cairo e con un prezzo superiore all’Ops dell’editore e proprietario della squadra di calcio del Torino.

L’INTESA SU BONOMI

L’accordo tra Bonomi e gli attuali soci di Rcs prevede che l’acquisto, in sede di offerta, “del 18,49% delle azioni di Rcs, sia finanziato tramite aumento di capitale della NewCo interamente sottoscritto da International Acquisitions Holding”. L’acquisto delle ulteriori azioni (l’offerta riguarda il 77,4% del capitale di Rcs), “sarà finanziato tramite ulteriore aumento in più tranche di diverso importo” in modo da lasciare Bonomi al 45% post aumenti.

I DETTAGLI DEL PIANO

I soci Rcs si sono impegnati ad apportare le proprie azioni, rappresentanti complessivamente il 22,6% del capitale sociale della società, in una società di nuova costituzione, newco, che lancerà un’Offerta Pubblica di Acquisto (Opa) volontaria sul residuo 77,4% ad un prezzo di €0,70 per azione.

QUESTIONE DI PREZZO

Il prezzo, offerto per cassa, incorpora un premio del 68,4% rispetto al corso di Borsa del 7 aprile scorso, data antecedente l’annuncio dell’Ops promossa da Cairo Communication, e del 17% rispetto a quello di chiusura di venerdì 13 maggio 2016. La newco non avrà debiti finanziari e farà fronte all’esborso per l’Opa mediante mezzi propri messi a disposizione da Investindustrial e dai soci Rcs che a valle dell’operazione possiederanno rispettivamente il 45% e il 55%. Quest’ultima quota sarà detenuta paritariamente in misura del 13,75% dai soci Rcs.

LO SCENARIO E LO SCONTRO

Quella sul Corriere della Sera ed Rcs resta comunque più che altro una baruffa bancaria e non solo editoriale. Sono su fronti contrapposti infatti due dei maggiori soci di Rcs, oltre che creditori, ossia Intesa Sanpaolo e Mediobanca. La prima, attraverso Banca Imi è advisor dell’Ops di Cairo e con l’ad di Intesa, Carlo Messina, ha elogiato la mossa di Cairo. La seconda invece non ha appoggiato l’operazione dell’editore de La 7 e, anzi, ha contribuito ad allestire la contro offerta di Bonomi. D’altronde, l’affondo con l’Ops di Cairo non era stato concertato con alcun potere forte o salotto buono che dir si voglia. Inoltre le staffilate di Cairo negli scorsi giorni sui conti del gruppo Rcs suonavano come una bocciatura dell’operazione sia dell’attuale capo azienda Laura Cioli sia del precedente amministratore delegato, Pietro Scott Jovane. Entrambi nominati e appoggiati dai soci storici di Rcs che ora, con l’esclusione di Intesa Sanpaolo, cercano di fare muro all’assalto di Cairo.

Ma che cosa unisce davvero Della Valle, Mediobanca, Pirelli e Unipol? Alcune risposte si possono trovare nell’articolo di Gianni Gambarotta per Formiche.net.

Condividi tramite