Da una parte c’è chi vuole il cambiamento, dall’altra chi vuole mantenere tutto così com’è“. Non poteva che cominciare parlando di riforme costituzionali l’incontro di Debora Serracchiani con i professionisti dell’associazione La Scossa, il think thank fondato da Francesco Delzio e presieduto da Michelangelo Suigo. Nel corso dell’incontro di martedì a Roma, la vicesegretaria del Pd e presidente del Friuli Venezia Giulia ha puntato il dito contro il fronte del No (“c’è chi guarda con sospetto chiunque voglia cambiare le cose”) e sottolineato quanto sia importante per il nostro Paese la riforma della Costituzione, su cui gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi nel referendum confermativo d’ottobre.

(DEBORA SERRACCHIANI OSPITE DELL’ASSOCIAZIONE LA SCOSSA. TUTTE LE FOTO)

IL FRONTE DEL NO SECONDO SERRACCHIANI

Faccio fatica a pensare che Maurizio Landini e Matteo Salvini o Silvio Berlusconi e Susanna Camusso stiano dalla stessa parte”, ha commentato Serracchiani, che poi ha aggiunto: “Stare insieme solo contro non può funzionare. Lo insegna anche la storia del centrosinistra”. La vicesegretaria del Pd ha poi indicato quello che – a suo parere – ha tradizionalmente rappresentato uno dei principali problemi del nostro Paese: il fatto che in Italia “troppe decisioni siano state prese guardando all’oggi senza una logica di medio-lungo periodo”. Una prospettiva che inevitabilmente deve contraddistinguere riforme profonde come quella della Costituzione.

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I PREGI DELLA RIFORMA SECONDO SERRACCHIANI

Serracchiani si è anche concentrata su quelli che – a suo modo di vedere – sono i pregi della legge di revisione costituzionale firmata da Maria Elena Boschi. Un aspetto di cui si è occupata soprattutto dal punto di vista del suo ruolo di presidente di Regione. In questo senso ha evidenziato, anzitutto, gli effetti positivi che saranno prodotti dalla riforma del titolo V della Regione, con l’eliminazione delle competenze concorrenti Stato – regioni e il sensibile aumento delle materie riassorbite a livello centrale. “Finalmente si chiariscono i rispettivi ruoli”, ha commentato. Serracchiani è intervenuta poi sull’altro principale elemento di novità previsto dalla riforma: la fine del bicameralismo perfetto e il varo del nuovo Senato delle autonomie. “I presidenti di regione si sono sempre lamentati della distanza con Roma, dell’assenza di un luogo fisco di confronto” ha spiegato, prima di aggiungere: “Quel luogo fisico oggi è costituito dal nuovo Senato”. Sempre sotto questo profilo, ha affrontato il tema province, che – con la riforma voluta dal governo – saranno eliminate anche costituzionalmente dopo la legge ordinaria firmata dall’allora ministro per gli Affari regionali dell’esecutivo di Enrico Letta Graziano Delrio. “E’ un’assoluta necessità. In Friuli abbiamo 1 milione e 200.000 abitanti e quattro province. Troppe e con solo funzioni delegate dalla stessa regione”, ha osservato.

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IL MERITO E LO SCONTRO POLITICO

Nel corso dell’intervista, il presidente de La Scossa Suigo le ha chiesto quale sia la strategia che il governo adotterà da qui al referendum d’ottobre per convincere i cittadini della bontà della revisione costituzionale. “Dobbiamo entrare nel merito delle cose, spiegare agli italiani cosa cambierà nella loro vita“, ha risposto Serracchiani. Secondo la vicesegretaria del Pd, la riforma consentirà di semplificare e di modernizzare il Paese e di aumentarne la competitività. Che il dibattito si trasformi in una discussione tra sostenitori e detrattori del governo, è ormai inevitabile, anche perché lo stesso Matteo Renzi ha dato all’appuntamento una forte connotazione politica personale. “E’ fondamentale rimanere sul merito“, ha insistito però Suigo, in modo che “i cittadini possano farsi l’idea più corretta possibile dei contenuti della riforma e votare poi in piena consapevolezza al referendum“.

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LE PRIORITA’ ECONOMICHE

Visto il pubblico di imprenditori e professionisti, Serracchiani ha parlato anche di temi economici, senza nascondere le difficoltà con cui Italia ed Europa si stanno ancora confrontando. Ha ricordato la serie storica negativa del Pil italiano negli ultimi anni, dai meno 2,5 punti percentuali del 2012 fino al ritorno della crescita nel 2015, con un +0,8%. “Stiamo cercando di rilanciare ancora nel rispetto dei parametri europei“, ha poi commentato. Il riferimento è al famoso rapporto del 3% tra deficit e prodotto interno lordo, che altri Paesi europei come Spagna e Francia – ha evidenziato Serracchiani – non sempre hanno rispettato negli ultimi anni. Per superare definitivamente le difficoltà, la soluzione indicata dalla vicesegretaria del Pd è fondamentalmente una: aumentare gli investimenti e tornare a crescere, anche per abbattere il debito pubblico.

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LE INFRASTRUTTURE

Da responsabile infrastrutture della segreteria Pd, Serracchiani non ha mancato, infine, di sottolineare i principali interventi da mettere in campo in questo settore. Fondamentale, ad esempio, l’alta velocità ferroviaria Napoli – Bari ma anche – ha rilevato – il potenziamento di infrastrutture immateriali come la banda ultralarga. “Come dice Renzo Piano, dobbiamo rammendare l’esistente“, ha commentato. In tal senso, la presidente del Friuli ha citato l’importanza di realizzare adeguati collegamenti stradali e ferroviari per porti e aeroporti: “L’Italia è una piattaforma logistica naturale. Possibile che i nostri porti siano tutti in perdita?“.

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