Due giorni di incontri a Berlino e un’agenda fitta di appuntamenti per raccontare cosa sta facendo il governo Renzi sul versante delle riforme ed incassare anche un sostegno convinto ad alcuni dei progetti più importanti. Maria Elena Boschi è rientrata in Italia dopo la visita istituzionale nella capitale tedesca.

L’APPUNTAMENTO CLOU

Il principale appuntamento berlinese del ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento si è svolto alla Fondazione Konrad Adenauer Siftung. Un’istituzione altamente simbolica per l’Europa e per i rapporti italo-tedeschi, particolarmente vicina ad Angela Merkel e al suo partito la Cdu. Qui Boschi – come ha raccontato da Berlino il blogger di Formiche.net, Federico Quadrelli – ha spiegato i dettagli della riforma costituzionale che vede il governo impegnato nella partita del referendum confermativo del prossimo ottobre.

LA RIFORMA COSTITUZIONALE AL CENTRO

Sfida decisiva alla cui vittoria il presidente del Consiglio ha condizionato la permanenza in carica del governo e, addirittura, il proseguo del suo personale impegno in politica. “Un’eccesso di personalizzazione non è l’ideale”, sembra aver pensato il ministro che si è augurato una discussione critica ma costruttiva nella quale siano in primo piano i contenuti della riforma. Nell’ipotesi che gli italiani dicano no, Boschi si è più che altro soffermata sulle conseguenze a livello europeo di un esito del genere, quasi a spingere i tedeschi a schierarsi con la riforma. Secondo il ministro, infatti, il fallimento del referendum aumenterebbe il rischio di instabilità del Paese e rafforzerebbe le forze più populiste. “La visita del ministro Boschi in Germania è stata per noi un’esperienza molto positiva“, spiega a Formiche.net la direttrice della Fondazione Konrad Adenauer in Italia Caroline Kanter: “Sosteniamo le riforme fatte dal governo italiano“.

L’EUROPA SECONDO  BOSCHI

Visto il luogo – la fondazione Adenauer – e visto il Paese – la Germania – Boschi non poteva non intervenire anche sul tema Europa e sulle tante difficoltà che ne stanno minando il percorso di integrazione. Il braccio destro di Renzi ha lanciato un appello a tutti i partner europei per trovare velocemente una risposta comune alle questioni più gravi al momento sul tavolo dell’Unione. “Dobbiamo fare di tutto per togliere la retromarcia e salvare l’Europa“, ha commentato.

I MURI E L’EMERGENZA MIGRANTI

Crisi europea che si sta palesando soprattutto nel modo in cui l’Unione non riesce a gestire l’emergenza dei flussi migratori provenienti da Africa e Medio Oriente in particolare. Nel Mediterraneo si continua a morire mentre sulla rotta balcanica la politica dei muri sta prendendo sempre più il sopravvento. Una degenerazione fortemente stigmatizzata da Boschi: “Non dobbiamo consentire che il 2016 diventi il contrario del 1989 e che le mura e le frontiere vengano di nuovo costruite. Ora possiamo decidere fra individualismo e egoismo da un lato e l’Europa dall’altro“. La proposta italiana ormai è pronta: si chiama “migration compact” e prevede in sostanza che Bruxelles investa ingenti risorse nei Paesi di origine e di transito dei migranti, in modo da favorirne lo sviluppo e da ridurre così i flussi migratori. Idea che piace alla Germania da cui arriva però un secco no alle modalità di finanziamento dell’iniziativa avanzate dall’Italia. Renzi, in questo senso, propone gli eurobond mentre Merkel vuole fare esclusivamente leva sul bilancio dell’Unione e, quindi, sul contributo economico diretto degli Stati membri. Differenza di soluzioni che non hanno impedito alla Fondazione Konrad Adenauer di “esprimere il suo grande riconoscimento per quanto sta facendo l’Italia sulla crisi dei profughi“.

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