Il punto di Antonello Di Mario

Sindacati metalmeccanici ancora mobilitati per il rinnovo del contratto nazionale scaduto alla fine dello scorso anno.

QUATTRO ORE DI SCIOPERO

Proclamate altre quattro ore di sciopero, rispetto alle sedici già tenute finora, da realizzarsi a livello territoriale e deciso il blocco degli straordinari e delle flessibilità in tutte le aziende metalmeccaniche. Lo hanno deciso ieri le segreterie unitarie di Fim, Fiom, Uilm, riunite nella sede nazionale di corso Trieste a Roma, e lo hanno comunicato i tre segretari generali delle rispettive organizzazioni sindacali in un’apposita conferenza stampa iniziata oggi nella sala Airoldi del palazzo denominato un tempo “FLM”. Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella hanno reso noto che ci saranno anche ulteriori “iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione da svolgersi nei prossimi giorni”.

LA MOBILITAZIONE TERRITORIALE

I tre leader, anche facendo diffondere una nota sindacale, hanno fatto riferimento all’ invio di una lettera a tutte le forze politiche e alle istituzioni per illustrare le ragioni dei metalmeccanici; a incontri con tutte le forze politiche e con le istituzioni a livello nazionale e locale; a iniziative e incontri informativi rivolte alla stampa e ai media, anche a livello locale. Inoltre, sono previste riunioni delle segreterie unitarie Fim-Fiom-Uilm locali per la programmazione e la gestione delle iniziative a livello territoriale.

IL 29 GIUGNO SEGRETERIE SINDACALI UNITARIE

Quindi, le segreterie nazionali hanno deciso di continuare lo scontro con Federmeccanica ed Assistal sulla vertenza contrattuale valutando “positivamente l’alta adesione agli scioperi nelle aziende metalmeccaniche e la grande partecipazione alle manifestazioni realizzate in tutte le regioni”. Le stesse segreterie si riuniranno di nuovo a Roma nel giorno di San Pietro e Paolo, il 29 giugno, “per proseguire la discussione sullo stato e sulla prosecuzione della vertenza” che a loro giudizio dovrà raggiungere “la più ampia visibilità”.

CGIL, CISL UIL E CONFINDUSTRIA

E’ bene tener presente che molto probabilmente a fine mese s’incontreranno anche i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil con il presidente di Confindustria. Si tratta di un semplice incontro formale, più volte auspicato dai quattro, fin dal giorno dell’elezione di Vincenzo Boccia al vertice della confederazione degli imprenditori. Carmelo Barbagallo, Susanna Camusso e Annamaria Furlan sicuramente toccheranno nella conversazione in questione anche il tema della riforma contrattuale come questione da affrontare congiuntamente. Ed il tema dei contratti privati ancora da rinnovare, come quello dei metalmeccanici che, per numero di addetti, è il principale.

LE POSIZIONI DI BOCCIA E STORCHI

Pubblicamente quel che pensa Boccia al riguardo, sarà possibile ascoltarlo nel pomeriggio del primo luglio, a Brescia quando interverrà all’Assemblea generale di Federmeccanica. Prima di lui, svolgerà la relazione introduttiva Fabio Storchi, presidente degli imprenditori metalmeccanici, basata sul rinnovamento del settore. Storchi, fino ad oggi, ha più volte fatto sapere che è possibile trovare una soluzione mediana con la controparte, ma che occorre mantenere intatto l’impianto tracciato dalla piattaforma di Federmeccanica. Ma i sindacati rifiutano proprio quel modello contrattale a partire dal nodo della questione salariale.

BENTIVOGLI E IL TEMPO CHE PASSA

Anche nella conferenza stampa di oggi questo punto è emerso con vigore. “In questi giorni – ha detto il leader della Fim, Bentivogli – non abbiamo registrato aperture da parte del gruppo dirigente di Federmeccanica-Assistal. Ci aspettavamo una mossa che non è giunta e questa avvalora la percezione che la nostra controparte voglia mettere in ferie la questione contrattuale. Gli imprenditori puntano a far passare il tempo, ma è sbagliato investire sulle lungaggini. Siamo in presenza del negoziato più difficile della storia e per questo occorre negoziare”.

LANDINI E LA QUESTIONE NAZIONALE DEL CONTRATTO

“Crediamo molto all’iniziativa pubblica che deve caratterizzare la nostra vertenza – ha sottolineato il segretario generale della Fiom, Landini – perché istituzioni e parti della politica esterna devono essere coinvolte. Rinnovare il nostro contratto non è solo problema dei metalmeccanici, ma della qualità dell’intero mondo del lavoro in questo Paese. Purtroppo, Federmeccanica non ha cambiato posizione
E’ bene che lo faccia da qui al primo luglio, quando le imprese terranno la loro Assemblea nazionale. Siamo irremovibili sul fatto che il Ccnl debba continuare a tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Il modello basato su due livelli di contrattazione deve rimanere tale”.

PALOMBELLA E LA PIATTAFORMA SUPERATA DI FEDERMECCANICA

Diretta l’analisi di Palombella: “Federmeccanica con la sua piattaforma – ha ricordato il capo delle tute blu della Uil – voleva modificare sistema contrattuale in Italia, ma quel tipo di rinnovamento è impossibile da applicare ed il tentativo sta fallendo. Negli ultimi sette mesi di trattativa non abbiamo ridotto distanze tra le parti coinvolte, perchè il problema non si è mai concentrato sul merito, ma sul modello: una questiona tutta politica. Di fatto, il decentramento contrattuale non è in grado di dare più soldi ai lavoratori e, così come ci propone Federmeccanica, il recupero dell’inflazione andrebbe solo al 5% dei degli addetti del settore. Resterebbe senza aumenti salariali il restante 95%. Una cosa illogica ed improponibile per un Paese civile. La visione di Federmeccanica in verità è ormai logorata e consunta, dato che è stata presentata per la prima volta più di due anni all’assemblea generale degli imprenditori metalmeccanici, tenuta a Bari. Federmeccanica farebbe bene a rimodulare sua proposta rispetto al contesto attuale. Abbiamo il dovere di aumentare i salari attraverso il contratto dei metalmeccanici perchè sono i più bassi d’Europa: è questo il vero investimento.
Il prossimo primo luglio il vertice delle imprese del nostro settore compia un gesto di responsabilità e riveda la propria posizione. Se si rispettano i due livelli contrattuali,garantendo ruolo e funzioni, il contratto dei metalmeccanici si può rinnovare. Ma siamo in attesa di ascoltare dall’assise di Brescia un’idea nuova che vada in tal senso”.

Date le premesse, più che un autunno caldo, per i metalmeccanici si prefigura un mese di luglio rovente, dove ogni minuto, ogni ora, ogni giorno, potrebbero rappresentare il momento giusto per ritrovare la strada del negoziato, rispetto al braccio di ferro in atto. Dal 2 luglio se ne saprà di più.

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