L'articolo di Giancarlo Salemi

La Cina fa sul serio e vuole comprarsi Milano. Non la Madonnina però, ma le due squadre di calcio che da sempre dividono i milanesi e non solo: l’Inter e il Milan. E le luci a San Siro, che cantava Roberto Vecchioni, rischiano così di spegnersi per sempre e diventare le luci di Pechino. Eh già quelli che fino a qualche settimana fa erano solo dei rumors ora sono avvalorati da notizie pubblicate dal China Daily, uno dei principali quotidiani cinesi controllato dal Partito Comunista.

CINESI ROSSONERI

Fuori dalle Coppe e lontana anni luce dai tempi d’oro di Gullit e Van Basten il destino del Milan sembra segnato. Un consorzio cinese, di cui ancora non si conosce il nome – segno evidente che è più un’iniziativa del governo di Pechino che sta spingendo molto per fare del calcio uno sport nazionale – è pronto a rilevare inizialmente il 70% delle quote della società rossonera con Silvio Berlusconi che resterebbe presidente per i prossimi due anni, fino a quando la cordata non rileverà anche il restante 30%. Questa parte dell’operazione sarebbe però ancora oggetto di trattativa così come la clausola per il resto delle quote da comprare da parte degli imprenditori cinesi.

LE PAROLE DEL CAV.

E’ lo stesso Berlusconi in tono quasi mesto a dare la notizia: “L’ultima decisione dopo 30 anni di gestione è di trovare una continuazione adeguata per portare il Milan ad essere protagonista – ha detto in un’intervista rilasciata ad un’emittente lombarda -.  Stiamo negoziando con una nuova proprietà solo perché oggi con i costi a cui si è arrivati nel calcio i prezzi sono impossibili da sostenere per una famiglia. Sono ottimista, spero di essere arrivati al momento giusto. Abbiamo trattato con una decina di gruppi, questo è quello che si è dimostrato più serio e deciso di fare del Milan una squadra di livello mondiale. In Cina il calcio è diventato uno sport centrale, lo stato ha deciso che nelle scuole ci saranno due ore di insegnamento alla settimana dedicate al calcio. I gruppi con partecipazione dello stato sono interessati ad acquistare una squadra come il Milan“.

 

COSA SUCCEDERA’ ALL’INTER

Ma anche quello dell’Inter sembra un film che avrà come finale quello di un colosso cinese, Suning che inizialmente aveva deciso di entrare gradualmente nella società rilevando solo il 20% delle quote azionarie ma che adesso sarebbe disponibile da subito a rilevare l’intero pacchetto, mettendo fine così a tre anni di gestione non certo entusiasmante dell’indonesiano Erik Tohir. Un’operazione che comporterebbe un investimento di 600 milioni e che farebbe principalmente contento proprio il tycoon indonesiano che entrò nell’Inter versando 360 milioni, debiti inclusi ed il Suning Group gli garantirebbe pure una buonuscita da 100 milioni di euro. L’affare potrebbe concretizzarsi a novembre, quando scadranno i 36 mesi di presidenza Thohir e conseguentemente il periodo a disposizione per portare a compimento alcuni passaggi economici nei quali il gruppo cinese s’inserirebbe per l’acquisto del club, solo che il tutto avverrebbe a campionato di calcio iniziato e potrebbe prefigurare un’altra stagione “di transizione” per la squadra neroazzurra dopo il magro quarto posto ottenuto quest’anno.

LA MAPPA CINESE IN EUROPA

I tifosi di entrambe le squadre stanno a guardare, anche perché la mano straniera non sempre vuol dire maggiori investimenti e sicure vittorie. L’avanzata cinese è comunque una realtà sperimentata già nel calcio inglese, l’ultimo club a cadere nelle mani dell’ex Celeste Impero è stato lo storico Aston Villa retrocesso nella serie cadetta mentre l’anno prima era toccato al Manchester City cedere il 13% ad una cordata di imprenditori cinesi per 400 milioni di euro; per non parlare della Spagna dove anche la finalista di Champions, l’Atletico Madrid ha tra i suoi soci con il 20% il gruppo Wanda, altro colosso che ha le mani in pasta nel calcio mondiale attraverso Infront controlla proprio i diritti del calcio in televisione mentre anche la famiglia Pozzo, la proprietaria dell’Udinese ha deciso di cedere per 37 milioni di euro il Granada al gruppo Desports, colosso del marketing sportivo con sede a Shanghai.

Un’invasione quella cinese nel calcio che difficilmente si fermerà qui e chissà se in un futuro non troppo lontano la stracittadina di Milano non si celebrerà sotto il cielo di Pechino, ultimo schiaffo di un calcio sempre più globalizzato.

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