Tutto è pronto per la partenza delle due offerte concorrenti per mettere le mani su Rcs, il gruppo editoriale del Corriere della Sera. Da una parte, quella di Urbano Cairo, che prenderà il via lunedì 13 giugno per chiudersi l’8 luglio e che mette sul piatto 0,12 azioni della Cairo Communication per ogni azione della Rizzoli. Uno scambio che, sulla base dei prezzi di Borsa di venerdì 10 giugno, implica un valore di 0,54 euro per ogni titolo Rcs, contro i 77 centesimi abbondanti di Piazza Affari. Dall’altra parte, l’offerta tutta in contanti da 70 centesimi ad azione – e dunque anche in questo caso inferiore al prezzo del mercato azionario – promossa da Andrea Bonomi insieme con Mediobanca, Diego Della Valle, Pirelli e Unipol. In questo caso, l’operazione prenderà il via il 20 giugno per poi terminare il 15 luglio, in pratica una settimana dopo rispetto a quella di Cairo.
LE NOVITA’ DI BONOMI E SOCI
Sabato Bonomi e i quattro soci storici hanno pubblicato il prospetto informativo dell’offerta da cui emergono un paio di novità. Innanzitutto, la cordata è pronta a investire ulteriori risorse nella società, rispetto all’aumento di capitale da 150 milioni già annunciato, per “consentire la creazione di uno dei principali gruppi multimediali internazionali“. La seconda novità è rappresentata dal fatto che la cordata si riserva di rinunciare alla condizione del raggiungimento del 66,7% del capitale di Rcs. Bonomi e soci fanno, infatti, sapere che potranno ritenere valida l’operazione anche se riceveranno il 30% più un’azione a patto che con tali voti riescano a controllare l’assemblea ordinaria e nominare il cda. Poiché la cordata parte da una quota complessiva del 22,6% di azioni Rcs che verranno conferite a International Media Holding (il veicolo che lancerà l’Opa e sarà partecipato a maggioranza da Bonomi), puntare al 30% di adesioni più una significa ambire ad arrivare oltre il 52% del capitale, comandando comunque a prescindere dal risultato raggiunto da Cairo. Da ricordare che l’editore de La7, invece, che al momento ha in portafoglio il 4,6% di Rcs, nel prospetto informativo pubblicato alla fine di maggio, fa sapere di puntare idealmente ad almeno il 50% ma si dice disposto a rinunciare a questa condizione pur di avere in mano una quota non inferiore al 35% del gruppo del Corriere della Sera.
GLI OBIETTIVI
La cordata di Bonomi nel prospetto fa riferimento all’importanza di incrementare una politica di investimento per accelerare il processo di crescita del gruppo in modo da “creare una piattaforma globale nel settore multimediale”. Particolare interesse sarà rivolto, tra gli altri, al “mondo degli eventi sportivi, quali ad esempio il Giro d’Italia o la Milano City Marathon“. Anche Cairo guarda con interesse al Giro d’Italia. L’editore e pubblicitario nato in Piemonte ritiene, infatti, che l’evento sportivo possa fruttare almeno il doppio dei 25 milioni attuali.
E’ importante considerare che, al di là del prezzo che come visto è più basso di quello offerto dalla Borsa, Cairo punta molto sul fatto che gli azionisti di Rcs possano sceglierlo in quanto “editore puro” e poiché promette per il gruppo Rizzoli un progetto nuovo, con l’ingresso in un gruppo robusto qual è la Cairo Communication e tutte le sinergie in questo modo raggiungibili. Inoltre, Cairo non esclude una fusione tra le due società, cosa che consentirebbe all’indebitata Rcs (il fardello del debito, dopo la cessione della divisione Libri alla Mondadori, è sceso intorno ai 400 milioni) di beneficiare degli oltre 100 milioni di liquidità che ha in cassa la Cairo Communication. Proprio per fornire la loro risposta a questa eventualità, secondo alcune interpretazioni, Bonomi e soci, che rappresentano per lo più il mantenimento dello status quo per il gruppo Rizzoli, avrebbero deciso di alzare l’asticella delle risorse da iniettare in Rcs al di sopra dei 150 milioni già previsti.
COSA PENSA IL CDA DI RCS
A questo punto, ora che è disponibile anche il prospetto informativo della cordata, sull’Opa dovrà esprimersi il consiglio d’amministrazione di Rcs che dovrà riunirsi entro il 17 giugno. Venerdì scorso, il cda ha già detto la sua sull’offerta di scambio promossa da Cairo, bocciandola nuovamente (la aveva già definita a sconto). In particolare, il cda di Rcs, nominato dagli attuali soci, all’unanimità ha valutato “non positivamente” l’offerta della Cairo Communication e ha ritenuto che “il corrispettivo dell’Ops non sia congruo per i possessori di azioni“. Il consiglio ha tratto le proprie conclusioni dopo l’esame della valutazione dell’esperto indipendente Roberto Tasca, e di quelle di Citi, Unicredit e degli amministratori indipendenti. Sul prezzo del titolo sono state esaminate tre valutazioni: tra 0,80 e 1,13 per l’esperto indipendente sulla base del metodo dei flussi di cassa (metodo dcf), tra 0,93 e 1,31 per Citi e tra 0,86 e 1,26  per Unicredit. E il concambio proposto da Cairo risulta attribuire alle azioni Rcs un valore inferiore alla media aritmetica delle tre valutazioni.
C’E’ TEMPO PER I RILANCI
Ma la data del 17 giugno non è importante solo perché il cda di Rcs dovrà esprimersi sull’offerta di Bonomi. Cairo, infatti, ha tempo fino a quel giorno per un rilancio. Rilancio da lui finora sempre smentito ma su cui il mercato sembra puntare molto. E rilancio a cui la cordata di Bonomi e soci può rispondere nella settimana successiva. Insomma, la battaglia per il Corriere della Sera è aperta; può ancora succedere di tutto.
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