Nomi, numeri e fatti

È tempo di telecamere. I dibattiti televisivi tra i vari candidati, in vista dei ballottaggi, s’intensificano. Piero Fassino (Pd) e Chiara Appendino (M5s), che domenica si contenderanno la poltrona di sindaco di Torino, si sono incrociati prima su Sky e poi su Rai Tre, a In mezz’ora. Clima elettorale, frecciatine, programmi, promesse. Dietro lo schermo, però, ci sono le alleanze coi candidati e coi partiti che sono stati tagliati fuori al primo turno. E che al ballottaggio, in un senso o nell’altro, potrebbero essere decisivi per il risultato finale.

APPOGGI LEGHISTI

Alle spalle di Appendino, e quindi contro Fassino, si sono raggruppati rappresentanti di mondi opposti. Come quelli della Lega Nord e dei centri sociali. Paradossale, se si pensa agli episodi di cronaca che spesso hanno coinvolto il leader del Carroccio, Matteo Salvini, e i gruppi di estrema sinistra. A scendere in campo per la Lega è stato l’europarlamentare Mario Borghezio. “Dobbiamo liberare Torino”, ha spiegato, “e dico agli elettori della Lega di puntare sull’unica alternativa a Fassino. Che, al ballottaggio, è Appendino”. La Lega, nel capoluogo piemontese, ha preso il 6 per cento. Voti che farebbero comodo ai grillini, che partono in svantaggio rispetto a Fassino (40,2 per cento contro 36,1 per cento). “Borghezio mi vota? È un cittadino come un altro”, s’è limitata a dire Appendino. La quale, all’interno del Movimento, potrà contare anche su esponenti vicini ai centri sociali, come la seconda eletta dei grillini in Comune, Maura Poli. Che, come ha scritto l’edizione locale della Stampa, nella sua esperienza da consigliere di circoscrizione ha appoggiato battaglie di occupanti e di famiglie sgomberate.

LA STRANA COPPIA

Lega Nord e centri sociali. La strana coppia che, per primo, ha incuriosito Fassino. “Ogni partito è libero di fare quel che ritiene, ma penso che Appendino debba interrogarsi su quale schieramento stia mettendo in campo”, ha spiegato il sindaco in carica. “Avere, da un lato, eletto in consiglio comunale una persona vicina ai centri sociali e, dall’altro, essere sostenuti da Borghezio, è una contraddizione”. Appendino ha incassato anche l’appoggio di quella parte del centrodestra rappresentata da Roberto Rosso, che porta in dote un 5 per cento di preferenze. “Bisogna schierarsi e combattere il nemico più pericoloso”, ha sottolineato Rosso in riferimento a Fassino. “Come fecero gli americani durante la seconda guerra mondiale, che appoggiarono gli stalinisti contro il nazismo”. Il paragone ha suscitato polemiche. Tanto che l’esponente del centrodestra ha dovuto chiarire: “Ho fatto questo esempio solo per motivare la mia scelta”.

TENTAZIONI AZZURRE

Con Appendino, per conto di Forza Italia, s’è schierato anche il capogruppo degli azzurri alla Camera, Renato Brunetta. “Mi auguro che a Torino vinca Appendino”, ha annunciato. Il candidato di Sinistra italiana, Giorgio Airaudo, ha invece dato libertà di voto ai suoi elettori, rappresentati dal 3,7 per cento del primo turno. Dietro Appendino si muovono universi paralleli e in contrasto fa loro. Dalla parte di Fassino resta il partito di governo, col ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, che è entrata prepotentemente nel dibattito elettorale e ha polemizzato con Appendino a proposito dei finanziamenti del governo per un nuovo complesso sanitario denominato Città della salute. Domenica, a Torino, la sfida sarà tra il Pd di Fassino e un M5s allargato.

(Pubblicato su Italia Oggi, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

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