Paloma Garcia Ovejero, chi è e cosa pensa la vice di Greg Burke alla Sala stampa vaticana

Paloma Garcia Ovejero, chi è e cosa pensa la vice di Greg Burke alla Sala stampa vaticana

Sarà la prima donna a ricoprire un incarico di vertice all’interno Sala Stampa Vaticana. Paloma García Ovejero sarà la vice di Greg Burke, l’americano di 56 anni – membro dell’Opus Dei e attuale vice direttore della Sala Stampa Vaticana – chiamato a sostituire Padre Federico Lombardi: l’uomo che negli ultimi dieci anni ha accompagnato Benedetto XVI prima e Jorge Bergoglio dopo, il prossimo primo agosto lascerà il suo incarico per dedicarsi alla Congregazione della Compagnia di Gesù di cui fa parte.

UNA SPAGNOLA ALLA SALA STAMPA VATICANA

Una spagnola ai vertici della Sala Stampa Vaticana, a conferma che, con il pontificato del primo pontefice sudamericano della storia, lo sguardo della Chiesa è sempre più rivolto oltreoceano e all’America Latina in particolare (ad esempio lo sostiene Rocco Buttiglione in questa intervista a Formiche.net). Garcia Ovejero è nata, infatti, a Madrid il 12 agosto del 1975: Monsignor Dario Viganò, il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, ha proposto il suo nome direttamente al Santo Padre. Laureata in giornalismo all’Università Complutense di Madrid nel 1998, Garcia Ovejero – che fa parte del movimento dei neocatecumenali – ha poi ottenuto un master nel 2001 in Studi Baschi presso la Uned – l’università telematica spagnola – e una specializzazione in Management Strategies and Communication alla New York University nel 2006.

IL LAVORO DA GIORNALISTA

Nel frattempo però – mentre proseguiva negli studi – cominciava anche a lavorare come giornalista. Dal suo curriculum vitae (consultabile sul social network “professionale” Linkedin) può essere ricostruita la sua carriera: inizia nel 1998 come redattrice e conduttrice per la radio spagnola Cadena Cope di proprietà della Conferenza Episcopale Spagnola. Un ruolo che ricopre ininterrottamente fino al 2010, quando – per quasi due anni – si occupa dei rapporti con la stampa in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid dell’agosto 2011. Quindi il rientro in radio e la nomina dal settembre del 2012 a corrispondente per l’Italia e per la Città del Vaticano. Oltre allo spagnolo, Garcia Ovejero parla anche l’inglese, l’italiano e il cinese.

ESSERE VATICANISTI 

Abbastanza frequenti le sue apparizioni in televisione, durante le quali si è anche interrogata sulla professione di giornalista e su quali siano gli elementi e le caratteristiche di cui devono essere in possesso i vaticanisti. In questa intervista – rilanciata da Repubblica Tv – Garcia Ovejero afferma che “bisogna conoscere molto bene la Chiesa Cattolica per poterne parlare” in modo professionale. “Soprattutto” – aggiunge – “è necessario rispettare la professione e non cadere nella propaganda o nell’autodifesa“.

GARCIA OVEJERO A ROMA

Nel 2014 Garcia Ovejero è intervenuta all’evento conclusivo del premio Giuseppe De Carli, istituito in onore di uno dei decani dei vaticanisti italiani – fondatore e primo capo di Rai Vaticano – scomparso nel luglio 2010 a 58 anni. In quell’occasione il nuovo vice direttore della Sala Stampa Vaticana fu chiamata a parlare del tema: “Comunicare il Vaticano al di fuori dell’Italia: alcune esperienze. Una tavola rotonda alla quale parteciparono anche il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione monsignor Rino Fisichella e l’esperto di Vaticano del Corriere della Sera Gian Guido Vecchi.

LA FAMIGLIA SECONDO GARCIA OVEJERO

Lo scorso ottobre, intervistata a Tv2000, la televisione della Conferenza Episcopale Italiana, commentando l’esito del Sinodo sulla Famiglia (la relazione finale è consultabile per intero a questo link), il nuovo vice direttore della Sala Stampa Vaticana ha sottolineato la volontà del Santo Padre di essere inclusivo e di rivolgersi non solo ai cattolici praticanti: “Parla alle famiglie dei fedeli ma non esclude nessuno: ad esempio c’è una parte della relazione che si rivolge a chi non si è sposato“. “Al termine del Sinodo il voto è stato segreto ma c’è stata comunque l’unanimità assoluta. Vuol dire che la Chiesa non era così divisa com’è stata descritta“, ha aggiunto. A conclusione della conversazione – alla domanda su quale fosse il messaggio di fondo arrivato dal Sinodo sulla Famiglia – Garcia Ovejero ha risposto così:  “Né lassisti né rigoristi, ha vinto la Chiesa mamma. Dio ci vuole a tutti, cattivi e buoni. Cristo è venuto per dire io: <Vi amo>. Pertanto, la Chiesa deve dire: <Siamo qui per amarti>. Questo è il messaggio fondamentale del Sinodo: “Se Dio è amore, la Chiesa non può fare altro che la mamma“.

ultima modifica: 2016-07-12T09:06:24+00:00 da Andrea Picardi

 

 

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