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Vi racconto cosa è successo alla Stazione Termini di Roma

Ieri, alla stazione Termini di Roma, la stazione principale della Capitale d’Italia, per ore c’è stata una confusione micidiale.
No, non si è trattato del solito caos estivo, provocato da migliaia di turisti in fuga per le vacanze e da migliaia di professionisti che sono costretti ad arrivare a Roma ed a partire da Roma, per ferrovia. No, nessun collegamento con la strage ferroviaria di Andria. No, nessun collegamento con i “lavori perpetui” sulla linea tra Bologna e Roma e sui “controlli tecnici perpetui” sulla linea Bologna-Padova e sul tratto Bologna-Firenze, con i consueti stop in galleria, la scomparsa della luce artificiale e “nessuna spiegazione decente”. No, si è trattato di un BLOCCO TOTALE del SISTEMA INFORMATICO che provvede all’informazione elettronica sui TRENI IN ARRIVO e sui TRENI IN PARTENZA.
Orari dei treni in questione, eventuali ritardi, binario di partenza/arrivo, elenco delle stazioni intermedie, posizione della prima classe. Capite, nella stazione capitolina NON FUNZIONAVA IL SISTEMA ESSENZIALE PER GESTIRE IL TRAFFICO PASSEGGERI. Non funzionava e non ha funzionato per ore. Le uniche, rare, informazioni erano date dall’altoparlante, in due lingue: italiano-romanesco ed inglese.
Abbiamo assistito di persona a centinaia di passeggeri che (erano le 15.30) sono stati dirottati dal 4° binario prima al 10° binario ed infine (ed in fretta ed in furia) al secondo binario. Una frotta di gente che doveva andare nel TRIVENETO e che è stata costretta a correre di qua e di là, con bambini piccoli, carrozzine varie, valigie voluminose. Grandi e piccoli, uomini-donne-bambini, autonomi o sorretti da badanti. Uno schifo, con passaggi frettolosi in mezzo a frotte di altri passeggeri diretti al SUD, anch’essi dirottati qua e là. Ovviamente, fretta e paura di essere derubati.
Direte: l’elettronica può fare le bizze. VERO. Ma non è concepibile che, in un paese civile, il SISTEMA INFORMATICO CHE GESTISCE LE INFORMAZIONI SUI TRENI NON PREVEDA la presenza e l’attivazione (istantanea) di UN SISTEMA INFORMATICO di EMERGENZA, che intervenga se il primo va in panne. NON E’ CONCEPIBILE!
Per decenni ho fatto il Primario in un Centro di Emodialisi, in cui la computerizzazione gestisce il trattamento dell’acqua di dialisi, il monitoraggio continuo dei pazienti, l’efficacia delle macchine di dialisi, la documentazione ” momento per momento” del trattamento dialitico. Ebbene, nel mio Reparto, era previsto che – in caso di avaria del sistema principale – entrasse in funzione il “sistema  di emergenza”, che partiva dalla produzione di energia elettrica (gruppo elettrogeno che si attivava in 7 secondi) per estendersi ad ogni singola apparecchiatura. Ovviamente, a tutela delle decine di pazienti dializzati.
Questo, in un ospedale ed in sanità…..
Nelle ferrovie NO. Qualcuno ci darà una spiegazione ? O, ancora una volta, si cercherà di stendere un velo pietoso sullo stato delle ferrovie italiche, incluse quelle dell’alta velocità?
Ieri pomeriggio, se fossi stato un po’ più vecchio di quanto non sia, avrei perso il treno, per la confusione mastodontica in atto. Avrei potuto farmi del male, in mezzo alla folla che spingeva. Avrei potuto essere derubato, nel caos.
Come quella che mi ha visto sfortunato viaggiatore, all’aeroporto di Nairobi, nel lontano 1999.
Nairobi, Kenia. Termini, Italia. 17 anni dopo.
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