Ignazio Marino non era il mio sindaco, in quella elezione amministrativa avevo votato Sandro Medici, perché ci conosciamo da tanti anni e l’ho sempre stimato molto. Ricordo bene però quei giorni di Marino. Un uomo solo, sordo, scaricato prima da Sel (il siluramento del vicesindaco Nieri), poi dal Pd (con il ritiro della fiducia dei consiglieri formalizzata dal notaio). Il marziano, appunto, nelle luci e nelle ombre.

Ricordo il suo cortocircuito con la popolazione, l’insofferenza dei cittadini contro l’amministrazione. Ricordo anche i nostri commenti ironici su di lui. Medici sul Manifesto scrisse addirittura: “E’ davvero difficile trovare un sindaco più obbediente e zelante di lui nell’applicare le politiche economiche dettate dal governo e conformarsi acriticamente alle misure di austerità e ai piani di rientro imposti dall’amministrazione statale“.

Ricordo la città sporca, lo sciopero continuo dei mezzi, le inchieste, il can can quotidiano dei mass media, la panda rossa, i famosi funerali dei Casamonica mentre era in vacanza e il mancato rientro, lo sputtanamento con Papa Francesco, il suo falso “non è vero che sono indagato“, le urla volgari e sguaiate delle opposizioni.

Oggi sono felice per lui. E’ ristabilita la verità su quegli scontrini. Ma non era un buon sindaco. Purtroppo, non è detto che una persona anche onesta sappia svolgere in maniera utile per la città il ruolo di primo cittadino.

(Commento tratto dal profilo Facebook di Giuseppe D’Agata)

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