Il commento di Giorgio La Malfa, economista ed ex ministro

È scoppiato un caso intorno al modo in cui la vigilanza bancaria europea ha condotto il recente esercizio volto a misurare l’adeguatezza dei mezzi propri delle maggiori banche. I fatti sembrano piuttosto incontrovertibili: la Vigilanza aveva stabilito che eventuali operazioni di rafforzamento dei mezzi propri – come la vendita di attività patrimoniali – valevano purché perfezionate entro il 31 dicembre 2015. Sembra che a una banca (spagnola) sia stata rifiutata questa possibilità, ma non alla tedesca Deutsche Bank, alla quale è stato consentito di dare per conclusa una vendita a tutt’oggi non ancora perfezionata.

Perché questo trattamento? Probabilmente la vigilanza ha temuto che comunicare al mercato che la Deutsche Bank era quasi sotto il limite di sicurezza avrebbe potuto innescare una crisi generale. E tuttavia, così non si può fare.

La vicenda suggerisce tre riflessioni. L’Italia è spesso accusata di presentare dati, per così dire, artificiosi; ora si vede che la pratica non riguarda solo noi. Secondo, credevamo fosse un vizio italiano quello che a suo tempo Giolitti descrisse col dire che le leggi per gli amici si interpretano e ai nemici si applicano. Terzo, hanno ragione le autorità italiane a lamentare un’ansia di alzare sempre più l’asta del rigore; lo ha detto qualche giorno fa il presidente dell’Abi, Patuelli, vi hanno accennato vari esponenti della Banca d’Italia. Quella preoccupazione era a tal punto fondata che si è dovuto fare uno sconto alla Deutsche Bank perché probabilmente il rischio una crisi generale suggerisce la prudenza. Ma se si deve essere prudenti con la Germania, come si può non esserlo con tutti i paesi europei?

Più in generale, la vicenda conferma una preoccupazione che ho esposto altre volte: l’Europa ha commesso un errore drammatico nel lanciare l’unione monetaria e ora l’unione bancaria prima di avere accertato che vi fossero le condizioni per fare dell’Europa uno stato federale vero e proprio. Gli Stati usano la discrezionalità di fronte alla complessità dei problemi. In un condominio litigioso si può impongono regole rigide, ma poi si scopre che è impossibile applicarle indiscriminatamente.

Può darsi che non abbia sbagliato la vigilanza europea a muoversi con prudenza, ma questo deve indurre a riflettere molto seriamente se si possa continuare lungo una strada che porta a esiti sbagliati sia che si applichi a tutti il rigore teutonico, sia che si facciano delle eccezioni. Perché così si finisce in un groviglio di contraddizioni.

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