L’approfondimento di Rossana Miranda

Dalla biologia al perché bisogna portare la barba, passando da come uccidere una donna per tradimento. Questi sono gli argomenti trattati nei libri utilizzati nelle scuole dello Stato islamico, a Raqqa e Mosul. L’obiettivo: istruire i minori per la guerra santa (qui l’articolo di Formiche.net).

UNA SCUOLA JIHADISTA

In un video trasmesso da Piazza Pulita su La7 giovedì scorso, l’insegnante Samira spiega al reporter cosa contengano i testi che sono costretti a utilizzare nelle scuole dei territorio sotto assedio: “Qui si dice ai bambini che è giusto uccidere una donna che tradisce il marito. E si spiega come fare per ucciderla […] tra gli esercizi di grammatica c’è l’esempio: ‘Il kamikaze si fa esplodere per la causa di Allah’”. Samira, nonostante i rischi, cerca di strappare i bambini di Raqqa dalle mani di Isis.

IL CAMMINO FACILE DEL MARTIRIO

A questi libri il giornalista free-lance Mikel Ayestaran ha dedicato molte ricerche. Nel libro La felicità di giungere al martirio, uno dei best-seller che i jihadisti distribuiscono appena prendono possesso di un territorio (e che Ayestaran ha visionato a Palmira), si legge: “Il martirio di Allah è il momento desiderato da qualsiasi musulmano. I fedeli sempre l’hanno sognato perché permette di vedersi faccia a faccia con Allah. Sorride solo per te”. “Allah perdonerà i tuoi peccati – continua il testo -, ti garantirà un posto in paradiso, ti benedirà con la fede, ti farà sposare 72 vergini e darà il perdono a 70 membri della tua famiglia il giorno del giudizio finale”.

In La felicità di giungere al martirio ci sono citazioni del Corano e aneddoti di Maometto: “L’autentico fedele non soffre al momento di morire. È come un pizzicotto, non si sente nulla […] Il martirio è il cammino più breve per arrivare in paradiso”.

MATEMATICA E KALASHNIKOV

Qualsiasi sia la materia, nei libri utilizzati a scopo didattico nel Califfato i primi capitoli sono dedicati ai concetti cardini dell’Islam: “Un’oasi fresca [il Califfato] in mezzo a una regione invasa da diavoli […] Il Califfato ha come obiettivo allontanare ideologie come il socialismo o il capitalismo”. Nei testi di matematica i bambini imparano a contare con disegni di pallottole di Kalashnikov. La casa editrice si chiama “Biblioteca Al-Hima” e ha come logo la bandiera nera dell’organizzazione terroristica.

REGOLE DI ABBIGLIAMENTO

Ci sono anche i manuali di abbigliamento, con regole controllate dalla polizia religiosa (come accade anche in Arabia Saudita): “Non bisogna sbottonarsi e i pantaloni non possono essere portati né sopra né sotto le caviglie perché questo significa esprimere orgoglio nei confronti di Allah” (qui l’articolo di Formiche.net sul burkini per i maschi) e “le donne devono coprirsi cinque dita sotto la caviglia e anche braccia e mani” (qui il foto-racconto sul burkini: moda, religione e polemiche).

COME E PERCHÉ PORTARE LA BARBA

Per l’Isis, gli uomini rasati sono “crociati, secolari e democratici”. I jihadisti considerano la barba un segno di solennità e forza, che distingue gli uomini dai bambini e dalle donne. Ma un vero jihadista non può portare una barba qualsiasi: questa deve essere almeno lunga un pugno, perché “senza barba l’Islam non protegge più il tuo collo”. Tutte le istruzioni – e le pene inflitte a chi non le segue – sono spiegate in un manuale dedicato al tema.

I LIBRI ANTI-ISIS

A novembre del 2015, per celebrare il Giorno dei veterani militari americani, la casa editrice Really Big Coloring Books ha pubblicato un libro da colorare intitolato Isis: Una cultura del male. Il testo illustra graficamente i metodi spietati adottati dagli estremisti islamici e si propone come un’alternativa alle pubblicazioni propagandistiche diffuse dall’organizzazione terroristica. Il ceo della casa editrice, Wayne Bell, ha ammesso che si tratta di un libro crudele, molto forte per il pubblico infantile “ma molte persone ci hanno chiesto nel corso degli anni qualcosa sul tema, anche se duro”. Nelle pagine da colorare di Isis: Una cultura del male ci sono torture con bastoni, donne su cui viene versato l’acido, aggressioni e attentati.

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