L'articolo di Antonello Di Mario

L’editoriale di “Fabbrica Società”, il giornale della Uilm che sarà on line martedì 11 ottobre

 

Un Paese obbligato a crescere. Si tratta di un imperativo categorico che il mondo dell’industria e quello sindacale considerano da tempo un impegno comune. Anche gli imprenditori e i sindacati metalmeccanici lo hanno fatto proprio, soprattutto nei giorni in cui stanno tentando di rinnovare il contratto nazionale di lavoro.

IL 12 OTTOBRE INCONTRO PER IL CCNL METALMECCANICO

Dopo l’incontro tra le parti, previsto in Confindustria per il 12 ottobre, ne seguiranno altri, ma è percezione diffusa che entro l’anno possa determinarsi un epilogo positivo per il negoziato in questione. Se così sarà, il nuovo contratto dei metalmeccanici potrebbe aiutare non solo il settore specifico che lo riguarda, ma spingere in avanti l’intero sistema che gli gira intorno. Si tratta di una fase in cui i pezzi che muovono l’Italia non possono permettersi di star fermi ed il mondo metalmeccanico è, per sua stessa natura, in perenne movimento. Se il senso di marcia è questo, può davvero verificarsi quell’effetto moltiplicatore utile alla congiuntura economica, tuttora in difficoltà.

PRODI E IL CROLLO DEL COMMERCIO ESTERO

Il 2017 non sarà un anno facile, perché si avvertiranno gli effetti del crollo del commercio mondiale. “Tuttavia” – spiega l’ex premier Romano Prodi – “il nostro punto più debole non è il commercio estero: la mancata crescita trova soprattutto la sua spiegazione nella debolezza dei consumi e degli investimenti interni. I consumi, fatta eccezione per una piccola fascia alta, sono statici,o in diminuzione. Gli investimenti, che prima oscillavano intorno al 22% del Pil, sono ora al di sotto del 17%”.

PADOAN E LA LEGGE DI BILANCIO

Nei giorni a venire sarà approvata la Legge di Bilancio. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan ha assicurato che i provvedimenti governativi saranno concentrati per sostenere gli investimenti privati e che sarà dato uno spazio crescente a quelli pubblici. Significa che lo sviluppo sostenibile in Italia dovrà poggiare su programmi di riforme riguardanti le infrastrutture immateriali, quelle immateriali e tutto ciò che riguarda il piano Industria 4.0. L’industria e la manifattura potrebbero, quindi, tornare davvero al centro della politica economica del Paese.

IL PIANO INDUSTRIA 4.0 DI CALENDA

Il piano nazionale,presentato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, riguardante proprio “investimenti, produttività, innovazione”, mette a disposizione dei privati: il superammortamento che passa dal 140% al 250%; il credito d’imposta raddoppiato e il credito massimo per contribuente quadruplicato; le detrazioni fiscali al 30% per investimenti fino ad un milione di euro l’anno in ‘start up’ e Pmi innovative. Il piano stesso conta su risorse pubbliche di 13 miliardi di euro in incentivi fiscali per i prossimi sette anni e su 10 miliardi di euro in investimenti a partire dal prossimo anno; cerca, inoltre, di stimolare risorse private per almeno 24 miliardi di euro, in particolar modo verso il settore manifatturiero. “Sugli investimenti” – spiega Calenda – “serve un vero e proprio ‘New deal’.Gli investimenti pubblici incrementali, cioè quelli in più rispetto all’anno precedente, e gli incentivi per quelli privati vanno tenuti fuori dai vincoli europei”. Il ministro, però, avverte: “Bisogna aprire il dibattito. E anche accelerare l’europeizzazione delle politiche esterne: sicurezza,difesa, commercio e migrazioni”.

PINOTTI E IL VERTICE DI BRATISLAVA

Roberta Pinotti, ministro della Difesa, per esempio, ha ribadito più volte che “l’unico modo per costruire l’Europa della Difesa è fare progetti industriali comuni, ma anche missioni insieme”. Proprio lei, a fine settembre, ha partecipato a Bratislava al vertice informale dei ministri Ue dove si è discusso su come rafforzare la cooperazione europea in materia di difesa anche attraverso misure da adottare e risorse da trovare in materia di ricerca e tecnologia, incentivi fiscali e finanziari, approvvigionamenti .Una novità in assoluto! L’ulteriore possibilità che il Paese può crescere in ricchezza grazie alle potenzialità della propria industria.

TORINO E IL G7 DELL’INDUSTRIA

Rinnovare bene il contratto dei metalmeccanici rappresenterebbe, quindi, conquistare una delle prime tappe di una giro a cui partecipiamo al momento senza il favore dei pronostici. Il fatto che Torino ospiterà nel 2017 il G7 dell’industria è almeno un segnale di buon auspicio

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