Mentre il Monte dei Paschi di Siena prosegue la ricerca di azionisti per diminuire l’ammontare dell’aumento di capitale da 5 miliardi, i riflettori della finanza italiana sono proiettati su Carige, la piccola banca genovese che negli ultimi anni ha spesso condiviso le difficoltà di quella senese. Anche questa volta, sono parecchi i punti in comune tra i due istituti di credito.

LA LETTERA DELLA BCE
Che la situazione sia molto complessa per Carige è emerso chiaramente dal comunicato stampa del 27 ottobre, dove si annunciava “di avere ricevuto nei giorni scorsi dalla Banca centrale europea una lettera di trasmissione di due bozze di decisioni, l’adozione delle quali potrebbe seguire in esito alle osservazioni della Banca da sottoporsi alla Bce entro il 3 novembre 2016”. A parte l’espressione contorta, emerge fin da subito che la Bce, cui è passata la vigilanza sulle banche europee, stia muovendo qualche critica all’istituto. Da ricordare che anche le difficoltà dell’istituto senese guidato da Marco Morelli erano emerse, all’inizio di luglio, in tutta la loro importanza con l’arrivo di una lettera della Bce che chiedeva di ridurre entro una certa data la mole di sofferenze. E infatti il comunicato stampa spiega che una delle due bozze “prevede che entro il 31 gennaio 2017 la banca proceda a sottoporre alla stessa Bce, come intervento precoce, un piano strategico e operativo in merito alla riduzione degli npl (crediti deteriorati, ndr), valutandone anche gli impatti in termini di adeguatezza patrimoniale”.

GLI STRESS TEST SUGLI ISTITUTI MINORI
Mentre l’altra bozza, spiega ancora l’istituto ligure guidato da Guido Bastianini e presieduto da Giuseppe Tesauro (nella foto), “ha ad oggetto gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory review and evaluation process, Srep)”. Si tratta, in sostanza, degli esami in corso sulle banche europee, dopo che alla fine dello scorso luglio sono stati resi noti i risultati su quelle di maggiori dimensioni, compresa Mps, unica tra le italiane a non averli superati. Il timore, quindi, è che anche Carige, se non riesce a risolvere il problema delle sofferenze in tempi stretti, possa essere costretta ad avviare un nuovo aumento di capitale. Anche in questo caso, come per Mps, si tratterebbe dell’ennesimo, dopo quello da 850 milioni dell’anno scorso e quello da 800 milioni del 2014.

LA DIALETTICA CON L’EUROPA
Nella medesima nota stampa, la banca genovese fa sapere che “intende, entro il termine fissato per il 3 novembre, formulare alla Bce – con la quale sono già intervenute specifiche interlocuzioni – le proprie osservazioni che potranno concernere sia il merito dei contenuti delle bozze che il quadro normativo al quale le bozze prevedono che le
decisioni si riferiscano”. La banca comunica inoltre “di avere comunque già in corso, anche in relazione ai recenti favorevoli sviluppi relativi a cartolarizzazioni di npl, analisi volte alla definizione, nei più brevi tempi possibili, di più incisive opzioni, rispetto a quelle individuate nel piano industriale 2016-2020 approvato lo scorso giugno ed attualmente in fase di implementazione, per conseguire una rilevante riduzione dell’incidenza degli npl sul bilancio”. Non è la prima volta che Carige si confronta in maniera vivace con la Bce (qui l’articolo di Formiche.net)

IL CONTENUTO DELLA MISSIVA DI REPLICA
Ma cosa ha scritto l’istituto guidato da Bastianini nella missiva indirizzata all’Europa? Come si legge sul Sole 24 ore del 3 novembre, “si articola sulla possibilità di ottenere un abbassamento del coverage ratio sui non performing loans (il tasso di copertura sui crediti deteriorati, ndr), dal 42 per cento richiesto al 25-30 per cento, la lettera che i vertici di Carige si apprestano a spedire alla Banca centrale europea. Missiva in cui, a quanto risulta, si direbbe anche che la prima tranche di npl sarà ceduta a gennaio 2017, cioè con qualche settimana di ritardo rispetto alle previsioni (dicembre 2016), ma per un valore maggiore di quello previsto: circa un miliardo anziché 900 milioni”. Si vedrà che cosa risponderà la Bce. Intanto, c’è attesa per i numeri al 30 settembre che Carige annuncerà dopo la riunione del consiglio di amministrazione dell’8 novembre.

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