L'approfondimento di Emanuele Rossi

Wilbur Ross sarà il prossimo segretario al Commercio americano e Todd Ricketts sarà il suo vice. Fonti interne al team di transizione che si sta occupando di traghettare il presidente eletto Donald Trump verso la Casa Bianca, dove sarà operativo il 20 gennaio prossimo, hanno riferito al Washington Post e al New York Times altri due nomi di quelli che andranno a comporre la squadra di governo dopo l’approvazione del Senato – in queste settimane le spifferate uscite sono tutte state affidabili, una sorta di anticipo per la stampa, nel caso a Nyt e WaPo che sono due giornali importanti anche se non amati da Trump.

IL RE DELLA BANCAROTTA

Ross lo chiamano “King of bankruptcy”, il re della bancarotta, perché nei primi anni Duemila ha legato le attività imprenditoriali del suo fondo di private equity W.L. Ross & Co all’acquisto di società in fase di dissolvenza per poi ristrutturarle e venderle con ampi margini di profitto. Operazioni che hanno rimesso in piedi aziende soprattutto nel Midwest, area chiave per la vittoria elettorale di Trump. Su di lui i pareri sono discordanti, chi lo considera un eroe per aver salvato diverse aziende (178 in tutto) che avrebbero chiusi i battenti, come per esempio due società siderurgiche in Pennsylvania e Ohio, a proposito degli Stati chiave per la vittoria. Altri lo criticano perché per rimettere in piedi le aziende acquisite sull’orlo del baratro ha bruscamente tagliato salari, pensioni e diritti dei lavoratori, tutto col fine di guadagnarci – sempre seguendo l’esempio, le due società di cui sopra sono state poi vendute con profitti clamorosi al colosso indiano Mittal. Nel 2006 fu coinvolto in una storiaccia quando la miniera di carbone di Sago, in West Virgina, di cui era proprietario, è esplosa uccidendo 13 lavoratori: furono tirati in ballo 208 capi di accusa per violazioni delle condizioni di sicurezza; Ross disse di essere a conoscenza di quelle violazioni, ma la direzione della miniera lo aveva rassicurato.

L’EROE CHE HA RIPORTATO LE WORLD SERIES A CHICAGO

Quello che con ogni probabilità sarà il suo vice, Ricketts, è il proprietario dei Chicago Cubs, la squadra che ha storicamente vinto, dopo un “digiuno” di 108 anni, le ultime World Series di baseball. Ricketts è anche il figlio del fondatore della TD Ameritrade, società di brokeraggio che a fine ottobre ha annunciato una maxi operazione per inglobare la rivale Scottrade Financial Services, che controlla Scottrade Bank, e ottenere così un portafoglio di asset dei clienti per 944 miliardi di dollari. Entrambi sono membri della “donor class” repubblicana, il termine dispregiativo con cui le ali più estreme del trumpismo definiscono i miliardari finanziatori del partito come Betsy DeVos, la prossima segretario all’Istruzione.

FALCO SUL COMMERCIO

Ross è proprietario di una collezione d’arte del valore di oltre 100 milioni dollari che comprende anche opere del surrealista belga René Magritte. Si è laureato a Yale, dove poi ha impegnato 10 milioni per aiutare a costruire la scuola di management. Per 24 anni ha lavorato come banchiere per la Rotschild. Ha 78 anni, ed era stata proprio l’età a far commentare a John Moulton di Better Capital che sceglierlo sarebbe stato “molto strano”: “Sarebbe fare come i cinesi”, aveva commentato a proposito delle indiscrezioni che giravano sul nome durante un programma della Nbc una settimana fa. Forbes stima il patrimonio personale del futuro segretario al Commercio intorno ai 2,9 miliardi di dollari. Ross è stato uno dei principali consiglieri economici durante la campagna elettorale di Trump. I due condividono le visioni sull’importanza di rivedere gli accordi commerciali americani, “una schiavitù” li ha definiti Ross, sostenendo anche la necessità di alzare le tariffe verso il mercato cinese (anche se “non ci sarà una guerra commerciale” ha detto), di abbassare l’imposta sulle società al 15 per cento (dal 35 attuale), di ridurre tasse e normative sulle ditte che si occupano del settore energetico, di investire nelle infrastrutture, di studiare incentivi per favorire il rientro delle aziende americane che hanno piazzato profitti all’estero – completa linea Trump. “Non c’è niente in contrasto con l’essere un sostenitore del commercio e tuttavia dire che devi fare offerte che abbiano un senso” ha detto a inizio anno in un’intervista del Wall Street Journal. Ross condivide con Trump anche una casa nella stessa zona della Florida, a Mar-a-Lago (la parte esclusiva dell’esclusiva Palm Beach), dove il presidente eletto ha passato il Thanksgiving; la dimora trumpiana dovrebbe diventare il buen retiro del Prez nei giorni tranquilli lontani dalla Casa Bianca.

TUTTO TRUMP IN UN TWEET

Se ci saranno giorni tranquilli! Nel giorno della festa del Ringraziamento Trump ha scritto su Twitter di essere al  lavoro nonostante la festa, “working hard, even on Thanksgiving”, per permettere alla Carrier AC Company di non spostare duemila posti di lavoro dall’Indiana al Messico.

Un annuncio in cui c’è tutto il trumpismo: l’iper produttività di un presidente che lavora per i cittadini anche nei giorni sacrissimi di festa, la vicinanza alla Rust Belt (la fascia geografica che più delle altre ha dato la vittoria a Trump, con l’Indiana che è tra l’altro lo stato del suo vice presidente Mike Pence), la volontà di tenere la ditta in America contro le possibilità concesse dai trattati commerciali continuamente criticati (le scelte della società di condizionatori, e della casa madre United Technologies, di decentralizzare un paio di stabilimenti erano state più volte citate in campagna elettorale per spiegare quanto gli accordi, nello specifico il Nata, fossero “pessimi”); il tutto condito con il sale nazionalista contro lo spostamento, in Messico poi.

L’INNER CIRCLE DOVE CONTA

Secondo il Financial Times la nomina di Ross è un segno evidente che Trump non ha nessuna intenzione di rivedere le posizioni centrali del suo programma economico e commerciale. Ross, conosciuto per il suo stile schivo (non proprio tipico dello squalo di Wall Street), avrà in mano un potere reale a Washington, come quello che potrebbe avere Steven Mnuchin, ex boss di Goldman Sachs e in predicato per il Tesoro. Questo significa che, nonostante le nomine di DeVos e Nikki Haley (ambasciatrice all’Onu) sembrassero pescate al di fuori del proprio inner circle e più vicine ai piaceri del partito, per quel che conta davvero, sicurezza nazionale, commercio, tesoro, per il momento Trump sta attingendo ai suoi collaboratori più vicini.

(Foto: Video Associated Press, Wilbur Ross, Donald Trump, Mike Pence)

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