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Così Farnesina, Fca e Altagamma diffonderanno il made in Italy nel mondo

Passa attraverso la strada della valorizzazione del Made in Italy nel mondo il rilancio del sistema economico italiano. Le nostre eccellenze sono già note e apprezzate ovunque nel pianeta, ma non bisogna fermarsi, per non perdere la posizione di mercato ottenuta e, possibilmente, per migliorarla ancora.

IL PROTOCOLLO D’INTESA

A questo obiettivo rispondono i due protocolli d’intesa siglati martedì scorso dalla Farnesina: il primo con Fiat Chrysler e il secondo con la Fondazione Altagamma, l’organizzazione che dal 1992 riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana. A rappresentare quest’ultima al momento della firma c’era il presidente Andrea Illy, patron dell’omonima azienda di produzione di caffè. Insieme a lui c’erano anche il padrone di casa, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, e Alfredo Altavilla, il direttore operativo di Fca per l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

L’accordo comprende una serie di iniziative congiunte tra cui, innanzitutto, lo svolgimento di eventi di valorizzazione dello stile italiano organizzati dal ministero e dalla sua rete diplomatico-consolare. E, ancora, incontri in Italia e all’estero, aperti al pubblico e ai media, su temi legati allo sviluppo e alla cultura d’impresa e ai territori di origine dei prodotti. E poi anche attività di cooperazione tra i centri di ricerca delle imprese coinvolte e gli addetti scientifici del ministero.

IL MADE IN ITALY NEL MONDO

Secondo una ricerca illustrata anni fa nel corso di un seminario della società di consulenza KPMG, il Made in Italy è in terza posizione tra i marchi più noti al mondo: un patrimonio di inestimabile valore che pure nei momenti più bui della crisi economica ha dato prova di grande vitalità sui mercati internazionali. Le performance migliori, da questo punto di vista, si registrano nei settori tradizionali che gli esperti definiscono delle “quattro A”: alimentare, automazione, arredamento e abbigliamento. Ottimi riscontri però arrivano anche dai settori emergenti nei quali l’Italia si sta sempre più affermando soprattutto dal punto di vista dell’innovazione tecnologica.

L’INDUSTRIA CULTURALE E CREATIVA 

Tra i vari settori un discorso a parte lo merita l’industria culturale e creativa che la fondazione Altagamma presieduta da Illy rappresenta. Secondo un recente studio di Frontier Economics, il settore vale per l’industria italiana circa 100 miliardi di euro, con una quota sul mercato mondiale del 10% e un’occupazione diretta e indiretta che raggiunge le 500.000 persone, in buona parte donne e giovani. Un comparto che, numeri alla mano, gioca quindi un ruolo fondamentale per la crescita e la competitività del nostro Paese.

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