Il commento di Marino Longoni, condirettore del quotidiano Italia Oggi

Gianni e Piero, due vicentini di 56 anni il primo, 70 il secondo, forse non lo sanno, ma hanno dato avvio a un nuovo business. L’uso della legge Cirinnà per lucrare la pensione di reversibilità. I due amici, infatti, sabato prossimo, a Schio, si presenteranno davanti al sindaco per celebrare la loro unione, ma hanno già chiarito che, pur coabitando da 15 anni, non sono omosessuali. Solo amici.

La Cirinnà è utilizzata solo per accedere ai benefici garantiti alle coppie unite civilmente. Una scelta originale che non sembra avere nessuna controindicazione. La legge infatti non prevede l’obbligo di fedeltà, né tantomeno può imporre alle parti sentimenti da fidanzatini o qualsiasi forma di attività sessuale: questi sono campi preclusi al legislatore, che si limita a richiedere l’espressione di una volontà di convivenza e a prevedere, per il futuro, l’obbligo di mutua assistenza.

I vantaggi sono di non poco conto, legati all’uso della casa comune, alla possibilità di acquistare la cittadinanza, in alcuni reati anche alla riduzione delle sanzioni penali. Ma soprattutto, nel caso di morte di una delle parti, l’altra acquisisce il diritto alla pensione di reversibilità. Ed è probabilmente questo il vero obiettivo di Gianni e Piero. Che potrebbero aver inaugurato la prima di migliaia di unioni civili tra persone dello stesso sesso non omosessuali.

Quanti milioni di pensionati o pensionate hanno un amico o un’amica al quale magari li lega anche un vincolo di riconoscenza per qualche aiuto concreto ricevuto, o semplicemente per qualche buon consiglio o un poco di attenzione? Sdebitarsi potrebbe essere semplicissimo. Basta presentarsi davanti al sindaco, una formalità di pochi minuti per garantire all’amico/a una rendita vitalizia che durerà vita natural durante. Pagata dall’Inps.

Tutto molto semplice e soprattutto senza le complicazioni e le controindicazioni legate a un matrimonio. Ora gli ospizi diventeranno meta di baldi giovanotti e giovinette che si ricorderanno tutte le settimane di andare a trovare il lontano parente o l’amica dell’amica di cui nessuno più si ricordava? Una cortesia di poco conto che potrebbe garantire, in futuro, un assegno vitalizio. A carico dei contribuenti italiani.

(Articolo pubblicato su Italia Oggi, il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

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