Il punto di Antonello Di Mario

 

Domani in Confindustria nuovo incontro a delegazioni ristrette tra Fim, Fiom e Uilm, da una parte, e Federmeccanica-Assistal, dall’altra. Si tratta di una riunione di livello politico-sindacale per sbloccare la vertenza sul rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, mentre un’altra, di natura puramente tecnica, è già programmata per il 10 novembre.

LE POSIZIONI DI FIM, FIOM, UILM E FEDERMECCANICA

I leader dei sindacati metalmeccanici, nonostante qualche distinguo sulla previsione di come andrà a finire, si dimostrano abbastanza fiduciosi. Ieri, il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, ha parlato alla Leopolda di Firenze, spiegando alla platea renziana che il sindacato deve “far vincere i lavoratori, non crogiolarsi in eroiche sconfitte che hanno invaso le televisioni, insieme ai populisti”. Il dirigente sindacale ha ricordato come il sindacato molto spesso sia stato “l’unico soggetto a cui aggrapparsi quando 600 mila lavoratori dell’industria sono rimasti senza lavoro”. La scorsa settimana Maurizio Landini, il capo della Fiom, aveva detto di non vedere segnali per un accordo e a stretto giro, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso era stata ancora più dura: far passare l’idea che il rinnovo del contratto dei metalmeccanici sia in dirittura d’arrivo “non fa bene” perché “c’è ancora della strada da fare“. Rocco Palombella, invece, nel corso dei lavori della Conferenza d’Organizzazione Uil, si era dimostrato ottimista sul buon esito di un contratto “che resterà nella storia e che firmeremo unitariamente”. La posizione del sindacato metalmeccanico rispetto alla controparte imprenditoriale è nota: “Dopo venti ore di sciopero – ha sottolineato Palombella, sabato scorso – puntiamo al riconoscimento del 100 per cento dell’inflazione ‘ex post’ sui salari per tre anni, al riconoscimento del doppio livello contrattuale, quello centrale e quello decentrato; a mantenere gli scatti di anzianità; ad un pacchetto ‘welfare’ a carico delle aziende affinchè si possa anche estendere il fondo di sanità integrativa a lavoratori e familiari”. Nello stesso giorno, il Direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi ha ribadito, dopo esser stato interpellato dall’AdnKronos, la posizione degli industriali del settore: “Noi restiamo coerenti con la nostra impostazione di rinnovamento contrattuale. L’obiettivo è e resta quello di rendere marginale la parte retributiva nel contratto nazionale che porta pochi benefici ai lavoratori e in proporzione costa troppo alle imprese rendendo centrale, invece, il welfare che risponde ai reali bisogni delle persone con un costo sostenibile per le aziende“.

BARBAGALLO SUI CONTRATTI

Nonostante le schermaglie tattiche tra le parti, è diffusa la percezione che ormai l’intesa contrattuale dei metalmeccanici sia in dirittura d’arrivo. E ai contratti ha fatto riferimento anche Carmelo Barbagallo nel discorso di chiusura della nona Conferenza d’organizzazione Uil, conclusa a Roma l’altro ieri: “Spero che si trovi l’intesa con Federmeccanica, perché, poi ci ne sono altri 24 contratti da sottoscrivere. Siamo pronti a lanciare la sfida sulla produttività: dobbiamo discutere tutti insieme del benessere dei lavoratori. Se, invece, non ci fosse alcune risultato, né per il pubblico né per il privato, allora noi siamo pronti a fare le lotte“. Barbagallo non ha avuto esitazioni proprio sul versante dei contratti pubblici: “Se ci sono le risorse e le condizioni – ha detto – siamo pronti a fare quello del pubblico impiego anche da soli”.

ATTILI SULLA LEGGE DI BILANCIO

Nel corso della tre giorni di assise della Uil nella capitale, il segretario generale dell’organizzazione in questione ha valorizzato le risorse disponibili nella legge di bilancio dopo le intese col sindacato sui temi della previdenza, degli ammortizzatori sociali, degli esodati. In un post pubblicato ieri sera su Facebook anche il tesoriere della Uil, Benedetto Attili ha insistito su questo punto: “Con 7 miliardi sulle pensioni (che, tra le altre cose, con l’azzeramento del costo delle ricongiunzioni, significa mettere in sicurezza la pensione di molte decine di migliaia di lavoratori) se si riesce a trovare i fondi per un contratto dignitoso del pubblico impiego diventa difficilissimo per un sindacato confederale serio spiegare perché questa legge di stabilità va bocciata. C’è forse un secondo fine? Se si perseguono interessi politici a danno della tutela dei pensionati e dei lavoratori non si fa sindacato, si fa altro”. Evidente il riferimento al dibattito scaturito proprio nella conferenza della Uil tra i tre segretari generali delle confederazioni sindacali. Da una parte, il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che aveva più volte in passato prospettato la possibilità di uno sciopero dei lavoratori del pubblico impiego e di tutti quelli in attesa del rinnovo contrattuale, ha proposto una tregua a fronte dell’emergenza del terremoto. Appello al quale ha risposto la segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan, secondo cui la sospensione della manifestazione dei dipendenti pubblici, prevista per il 12 novembre, rappresenta un atto di responsabilità. Contraria invece la stessa Camusso: “Un’emergenza non ne cancella un’altra”.

IL DIECI NOVEMBRE LA CONFERENZA D’ORGANIZZAZIONE DELLA UIL LIGURE

Per quanto riguarda la Uil su tutto il territorio nazionale si avvia la fase di attuazione delle decisioni prese in ambito nazionale che saranno dettagliate nelle conferenze regionali delle prossime settimane. Il primo appuntamento è fissato a Genova, giovedì prossimo presso il “Galata Museo del mare”, per la Conferenza d’Organizzazione della Uil ligure, dove per l’occasione saranno presenti lo stesso Carmelo Barbagallo ed il segretario organizzativo della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

BOMBARDIERI E LE PROSSIME CONFERENZE REGIONALI DELLA UIL

Potenziamo i rapporti con enti, organismi e associazioni con cui l’organizzazione sta intrecciando rapporti e azioni e con le quali sono in comune alcuni obiettivi: dalla legalità alla lotta alle mafie, dalla cooperazione internazionale ai diritti civili, dall’accesso e produzione culturale alla tutela dell’ambiente“, ha spiegato Bombardieri che poi ha aggiunto: “Il mondo, corre veloce e noi teniamo il passo. Dobbiamo immaginare un Sindacato sempre più integrato nella società e nel territorio e tanto più lo sarà, tanto più produttivo risulterà, se si avvarrà di un forte rapporto con il mondo della cultura, del volontariato organizzato, dei mondi dove pulsano energie nuove. Diventiamo luogo, spazio aperto di socializzazione, di incontro, di formazione e di cultura. Riferimento per la cittadinanza, per i territori, come portatori di tutele, ma anche come fautori, promotori di iniziative di cultura e conoscenza, costruttori di un futuro migliore.E mettiamo, a salvaguardia di ognuno ma soprattutto dell’Organizzazione, un’impostazione organizzativa coerente e affidabile“.

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