L'analisi di Silvia Castagna, esperta di analisi sociale e comunicazione politica

Adesso mi spiace dire “io l’avevo detto” ma io l’avevo detto e in tempi non sospetti. Nel lontano 2015, all’inizio delle primarie, indicai Trump come il vincitore al 90% sia delle primarie sia delle presidenziali. Venivo guardata con sospetto e costernazione e paura (è pazza?). Invece no, si capiva a occhio nudo quale fosse la situazione.
 
Poi l’ho confermato varie volte, durante questi mesi, anche perché i sondaggi erano palesemente sballati. In America molto spesso i pre-elettorali non ci azzeccano, più spesso sono filo governativi (rivedere mio post salvato, è sempre lo stesso istituto che tira la volata a sinistra sia in Uk che in USA, dissi: diffidare!)
 
I mercati sono un indicatore? Si, ma al contrario! Se la borsa crolla la “gente”, quella che non viene considerata dai giornali, che non ha voce, che non vince mai, pensa che al limite sia un segnale positivo, il calo sta colpendo quelli giusti: le lobbies che affamano il mondo e, come dice Papa Francesco, sono pronti ad aiutare una banca in crisi ma non una comunità bisognosa. Con oggi gli USA hanno chiuso con la politica del ‘900. Presto accadrà in Europa.
 
Invito i politici a cui in questi mesi ho detto che hanno le caratteristiche per vincere un’elezione a sindaco, diventare Premier, ecc.., a credermi. Candidatevi con fiducia.  Cosa succederà in Italia? Più facile vinca il No, per lo stesso motivo per cui le popolazioni inglese, americana, spagnola e tra poco anche austriaca, francese e tedesca hanno ribaltato i governi. Sono tutti stanchi di questa situazione.
 
L’economia non va, è inutile raccontare le favole. La stagnazione non può essere sempre secolare, diamoci una mossa! Di mezzo ci sono persone in difficoltà, famiglie sfibrate dalla disoccupazione e dagli esodi anche dolorosi dei giovani, che vanno all’estero per disperazione, le disuguaglianze sono troppo forti.
 
Le tasse troppo alte. Le riforme fatte finora non sono percepite come incisive, esattamente come quelle cui siamo chiamati a votare. Io lo ripeto: la riforma che voteremo il 4 non sfama la gente. Più chiaro di così non so come altro dirlo. Volete la prova? La fiducia in questo governo è bassa e scende. Perché continua a non sintonizzarsi sul messaggio che arriva dagli Italiani, forte e chiaro? Non si capisce.
 
Andremo a votare anche per la “stabilità” ma è da mesi che, proprio a causa del referendum del 4 dicembre, l’Italia è instabile. È tutto bloccato, in America direbbero “non girano soldi”. Invece che concentrarci sulle riforme del fisco e del lavoro parliamo di Senato e Cnel. Bene. Ma poi non meravigliatevi dell’esito del voto.

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