Siamo in clima natalizio, ma le notizie che leggiamo, vediamo e sentiamo in questi giorni ci inducono ad alcune riflessioni, pacate ma di sostanza.

Renzi aveva preparato un grande “bluff”: il Sì al referendum come momento fondamentale per il risorgimento morale ed economico del Paese. “Senza di me….il diluvio“. Ma la gente normale – giovani, adulti e vecchi; disoccupati, lavoratori o pensionati- non gli ha creduto ed ha voluto vedere le carte, annullando il bluff e costringendo il toscano a passare un po’ di giorni a casa sua.

Ma, dopo 72 ore di campagna toscana, Renzi ha cercato di rimettersi in gioco, sia dentro al Pd che nel Paese. Dal suo partito ha avuto una risposta interlocutoria. Da Mattarella la nomina a premier di un personaggio apparentemente minore come Gentiloni.
Ma, attenzione, solo Renzi poteva e può credere che questo sia un governo di transizione.

Salvo poche eccezioni (Tambroni) anche quei governi-ponte, durati pochi mesi, (come Renzi, augurerebbe a Gentiloni) hanno assunto decisioni pesanti e sono rimasti in piedi giusto il tempo per fare dimenticare il premier del governo precedente.

Oggi e nel prossimo futuro Renzi risulta uno sconfitto.
Ha preso una batosta micidiale, che ha tentato invano di far passare per un successo individuale, personalizzando il 40% dei Sì.

Mattarella non ha posto limiti alla durata del governo Gentiloni. Governo quasi-bis rispetto a quello precedente.

I mass media, già osannanti il regime renzista, hanno subito preso le distanze dal renzismo. In parlamento, il varo di una nuova legge elettorale avrà tempi lunghissimi e comunque la discussione partirà dopo la sentenza della Consulta, che non arriverà prima del 24 Gennaio. Nel frattempo, la stessa Consulta deciderà sull’ammissibilità dei 3 referendum  della Cgil sul Jobs Act.

Se li dichiarerà ammissibili, andremo a votare su questi, con ovvio spostamento delle politiche alla fine di settembre 2017 o all’inizio del 2018. Si accettano scommesse, su questo.

Nel frattempo, Renzi sarà cucinato a fuoco lento dai post-democristiani in carica, dalla minoranza del Pd (forte in periferia e fuori da Firenze) e da tutti i senatori, che temono per la loro poltrona.

Che l’aria sia cambiata, lo dicono le cronache di questi ultimi giorni. Inchieste molteplici riguardano persone legate, direttamente od indirettamente, al giglio magico, che ha incominciato ad appassire.

La magistratura, in più sedi, ha avviato parecchie indagini su molti personaggi, nominati da lui o con evidenti rapporti politici con lui.

Renzi diventerà uno stracotto?

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