E’ questo il titolo che è stato assegnato all’incontro organizzato a Orvieto, sabato 10 e domenica 11 Dicembre prossimi, dagli amici Giovanardi, Quagliariello e il sottoscritto a nome dei Popolari Liberali, Idea e ALEF.

Un primo passo verso la ricomposizione dell’area popolare e liberale dopo la vittoria del No al referendum.

Trattasi di movimenti e associazioni che si sono ritrovati uniti nella battaglia del No al referendum e che, esattamente un anno fa, proprio ad Orvieto, avevano condiviso e sottoscritto con i Popolari per l’Italia, il documento finale con il quale decisero:

a) di dar vita al Coordinamento dei movimenti Popolari, liberali, conservatori e riformisti di tutti i partiti, associazioni, gruppi e persone che sono interessati a sviluppare nel Paese la nascita di un soggetto politico laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista, transnazionale, ispirato ai valori dell’umanesimo cristiano, inserito a pieno titolo nel Ppe, da far tornare ai principi dei padri fondatori, alternativo al socialismo trasformista renziano, ai populismi estremi e alla sinistra post comunista; un coordinamento paritetico, inclusivo e aperto a tutte le forze che condividendo gli stessi valori intendono parteciparvi; coordinamento da organizzare ed estendere in tutte le realtà territoriali del Paese e nelle sedi istituzionali locali e parlamentari;

b) di condividere e sostenere gli stessi orientamenti e obiettivi in politica estera, immigrazione, integrazione sociale e sicurezza, fisco ed economia, giustizia e Stato e sulle questioni etiche che attengono al primato della persona e della famiglia,

c) di sostenere e cooperare ad ogni iniziativa che vada verso il recupero e la valorizzazione della nostra cultura politica e dei nostri valori di riferimento;

d) di favorire la nascita sull’intero territorio nazionale di gruppi civici territoriali del coordinamento che, aperti alla partecipazione e al coinvolgimento e ricorrendo anche ai moderni sistemi di comunicazione, facciano rifiorire le specificità dei loro territori in un contesto di armonia e di sintesi con le grandi scelte del Paese;

e) di promuovere ad ogni livello (comunale e regionale), in occasione delle prossime elezioni amministrative, liste civiche territoriali, aperte e caratterizzate da programmi concreti ed innovativi;

f) di sollecitare, un Forum Nazionale di partiti, associazioni, movimenti e semplici cittadini da tenersi entro la primavera del 2016, che dia vita ad un nuovo grande soggetto politico che si ponga come obiettivo di offrire un proprio contributo al riscatto della comunità italiana e internazionale: di favorire l’emergere di una nuova classe dirigente che, a partire dalle prossime elezioni amministrative, sappia raccogliere il testimone delle migliori tradizioni politico culturali della storia repubblicana italiana

Erano degli ottimi propositi che, come accade da oltre vent’anni, dovettero fare i conti con le solite difficoltà, gli egoismi degli uomini, le inerzie e le resistenze derivate dalle antiche e assai poco commendevoli abitudini.
Tutto ciò è stato miracolosamente superato dall’unità ritrovata dai popolari, liberali e riformisti nella difesa dei valori costituzionali e nell’impegno svolto insieme a sostegno del No al referendum costituzionale.

Dopo il No alla deforma renziana a Orvieto ci ritroveremo uniti nel Sì all’impegno per l’attuazione dei principi indicati dalla nostra Costituzione, in una fase delicatissima della vita politica italiana ed europea.

ALEF parteciperà nella convinzione che vada sostenuta ogni azione che punti alla ricomposizione delle culture politiche che sono state alla base del patto costituzionale; culture che si sono ritrovate espresse e riconfermate dalla volontà largamente maggioritaria degli elettori.

Nel deserto della politica, dominata da un trasformismo senza valori e dalla mera ricerca della sopravvivenza di una casta non più credibile e ormai respinta nella coscienza civile dei cittadini, guardiamo con interesse alla ricomposizione dell’area popolare, liberale e riformista aperta al dialogo con quanti sono disponibili a battersi per l’attuazione integrale dei principi costituzionali, come indicato dagli amici della Confederazione di sovranità popolare cui partecipiamo convintamente.

Rispetto alle manovre tattiche e di corto respiro che sembrano ispirare i quattro raggruppamenti oggi in campo: Pd, M5S, Forza Italia e Lega, crediamo che si debba volgere lo sguardo su orizzonti più vasti di quelli a breve termine, impegnati a elaborare una piattaforma programmatica per l’Italia e l’Europa in grado di offrire una nuova speranza alle nuove generazioni e alle attese della povera gente.

Un ruolo essenziale spetterà a noi, indegni eredi della grande tradizione popolare e democratico cristiana, cui compete l’onere di inverare nella città dell’uomo gli orientamenti pastorali della dottrina scoiale della Chiesa, aperti alla collaborazione con tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

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