L’orrore del terrorismo colpisce ancora. Questa volta in Québec, Canada, Paese che dagli anni Settanta porta avanti politiche di accoglienza di immigrati. Sei persone sono morte e altre 19 sono rimaste ferite in un attacco all’interno della moschea Centro Culturale Islamico di Québec, nel quartiere Sainte-Foy, a pochi passi del centro della città. Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha condannato “l’attacco terrorista contro musulmani che si trovavano in un centro di culto e rifugio”.

UOMINI MASCHERATI AL GRIDO DI “ALLAH AKBAR”

“Era una persona che sapeva controllare l’arma perché era molto calmo. È stato terribile”, ha spiegato alla stampa locale uno dei sopravvissuti. La sparatoria è avvenuta domenica sera, quando due persone vestite di nero, con il volto coperto da maschere da sci, sono entrate nella moschea e hanno cominciato a sparare. Uno degli attaccanti urlava “Allah Akbar” (Allah è grande).

CHI È IL KILLER DELLA MOSCHEA

Secondo la polizia canadese, si chiama Alexander Bissonnette il presunto killer della strage. Dopo 30 minuti dal massacro, il ragazzo telefonò al numero di emergenza perché voleva “parlare di quello che aveva fatto”. Si è consegnato alla polizia senza fare resistenza. È imputato di sei assassinati e cinque tentati omicidi. La prima udienza sarà il 21 febbraio e la procura molto probabilmente formalizzerà l’accusa per terrorismo.

STUDENTE DI ANTROPOLOGIA E SCIENZE POLITICHE

Bissonnette ha 27 anni e secondo il profilo Facebook è nato a Québec. È studente di Antropologia e Scienze politiche all’Università di Laval, che si trova a pochi passi dal Centro Culturale Islamico di Québec. La polizia ha ricordato che la moschea era sotto sorveglianza, dopo che durante il Ramadan era stata trovata la testa di un maiale con la scritta “Bon appetit”.

COSA SI DICE IN RETE

Secondo alcuni screenshot del profilo Facebook di Bissonnette, il giovane aveva festeggiato per l’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti.

“Con dolore e rabbia possiamo dire che è stato identificato il terrorista. Si tratta di Alexandre Bissonnette, purtroppo conosciuto da molti a Québec per le sue posizioni nazionaliste, favorevole alla leader francese Marine Le Pen e gli anti-femministi dell’Università Laval e nei social netwoork”, ha scritto su Facebook il collettivo “Benvenuti rifugiati. Città di Québec”.

“UN NERD IMPOPOLARE”

Da quanto si legge sul sito Heavy, Bissonnette viveva a Cap-Rouge. Recentemente si era trasferito in un appartamento a Québec City, vicino alla moschea, ma stava quasi sempre a casa dei genitori. Il quotidiano Le Journal de Québec sostiene che Bissonnette ha un fratello gemello. “A parte il fratello gemello, non l’ho mai visto con altre persone. È un nerd impopolare. Non è mai stato preso sul serio dai compagni di classe. Rispondeva sempre con insulti, ma mai con la violenza”, ha raccontato Mikael Labrecque Berger a Le Journal de Québec.

IDEE NAZIONALISTE 

Un altro compagno di classe, Jean-Michel Allard-Prus, ha dichiarato che il ragazzo aveva idee politiche di destra, a favore di Israele e contro l’immigrazione. Aveva avuto molte discussioni con lui su Trump. Un altro amico, Vincent Boissoneault, sostiene che “era affascinato dal movimento nazionalista, con idee razziste borderline”.

IL COSTUME DA SOLDATO

Secondo Heavy, nella sua pagina Facebook si potevano vedere fotografie della sua famiglia, di feste di Halloween in costume (lui si era travestito dal killer del film “Scream”) e di viaggi al Parco Nazionale Monti Torngat. Ad ottobre del 2015 postò una foto delle medaglie del nonno. In una foto da bambino era vestito da soldato della Royal Canadian Army.

DA PRESUNTO COMPLICE A TESTIMONE

Un altro studente canadese di origini marocchine, Mohamed Khadir, è stato arrestato perché scappava dalla moschea. L’uomo ha dichiarato al quotidiano La Presse che aveva paura, ma non era coinvolto nell’attentato. Adesso sarebbe stato rilasciato dalla polizia e identificato come semplice testimone.

LE VITTIME CON DOPPIA CITTADINANZA

Il vicepresidente del Centro Culturale Islamico di Québec, Mohamed Labidi, ha confermato che tutti i morti erano cittadini canadesi con doppia cittadinanza (un marocchino, due algerini, un tunisino e due guineani). Una delle vittime, Khaled Belkacemi, era professore di Ingegneria agroalimentare all’Università di Laval, la stessa che frequentava Bissonnette.

LA POLITICA DI ACCOGLIENZA DEL CANADA

Il Canada è noto per essere un Paese accogliente e aperto alla diversità. Ha ospitato circa 40mila rifugiati siriani in un anno. Negli anni Settanta, quando il padre di Trudeau era premier, ha ricevuto 60mila cambogiani e vietnamiti. Dei 36 milioni di abitanti del Canada, circa 1,1 milioni sono musulmani.

L’AVVERTIMENTO DI DONALD TRUMP JR. 

Donald Trump jr. figlio del presidente americano, ha commentato su Twitter l’attentato: “Il fallimentare leader del Canada, Justin Trudeau, vi sta portando nello stesso cammino che abbiamo iniziato noi otto anni fa. Preghiamo per il Canada”. Sotto, il retweet del messaggio di Trudeau confermando che il Paese continuerà a ricevere rifugiati nonostante l’attacco. Il massacro al Centro Culturale Islamico è avvenuto dopo l’offerta del governo canadese di accogliere i rifugiati ed immigrati musulmani respinti dagli Stati Uniti a causa del provvedimento del presidente Trump.

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