E’ lui o non è lui?“, ha commentato ieri ironico Enrico Mentana nel suo Tg con una citazione presa in prestito da Ezio Greggio che pronunciò questa frase nel film Yuppies, un vero e proprio cult degli anni ’80. “Non è lui“, hanno in pratica risposto i legali di Beppe Grillo i quali – di fronte alla querela arrivata da Francesco Bonifazi del Pd – hanno negato ogni responsabilità in capo al fondatore del MoVimento 5 Stelle. Nonostante le accuse mosse al Partito democratico – e in particolare a Matteo Renzi e Maria Elena Boschi – ai tempi dell’affaire Tempa Rossa siano partite proprio dal blog di Grillo (consultabile, a scanso di equivoci, all’indirizzo internet www.beppegrillo.it).

LA DIFESA DEGLI AVVOCATI

Gli avvocati del comico divenuto leader politico – il nipote Enrico Grillo, Guido Torre e Michele Camboni – ieri hanno messo nero su bianco la loro risposta. Beppe nazionale – secondo la loro versione – “non è responsabile, quindi non è autore (suo sinonimo), né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del blog, né degli account twitter (corsivi nostri), né dei tweet e facebook, non ha alcun potere di direzione né di controllo sul blog né sugli account twitter, né dei tweet o facebook, e tanto meno di, e su, ciò che ivi viene postato“. In sostanza – ad avviso dei legali di Grillo – non possono essere imputati a Grillo i post e i commenti pubblicati sul blog e ritenuti lesivi della dignità di Renzi e Boschi (mai neppure sfiorati dalle indagini su Tempa Rossa), a tal punto da aver causato una querela per diffamazione con annessa richiesta di risarcimento.

LO STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE

Una ricostruzione che non sembrerebbe in linea con quanto affermato nell’atto costitutivo dell’associazione Movimento 5 Stelle (qui il documento) stilato a Genova il 14 dicembre del 2012. All’articolo 4 del documento si afferma testualmente che “Giuseppe Grillo, in qualità di titolare effettivo del blog raggiungibile all’indirizzo www.beppegrillo.it mette a disposizione dell’Associazione Movimento cinque stelle la pagina del blog”. Con una conclusione piuttosto chiara: “Spettano quindi al signor Giuseppe Grillo titolarità, gestione e tutela del contrassegno; titolarità e gestione della pagina del blog www.beppegrillo.it/movimento5stelle“. Quest’ultima, però, – come si può facilmente ricostruire sul web – non è la stessa che viene comunemente utilizzata dal M5S, bensì una sorta di sito riepilogativo sull’attività dei pentastellati e sulla loro organizzazione in Parlamento e non solo.

LA VERSIONE (DI OGGI) DI GRILLO

Lo stesso Grillo, ieri, è intervenuto sulla vicenda con un post pubblicato, neanche dirlo, sul suo blog: “Il Blog beppegrillo.it è una comunità online di lettori, scrittori e attivisti a cui io ho dato vita e che ospita sia i miei interventi sia quelli di altre persone che gratuitamente offrono contributi per il Blog. Il pezzo oggetto della querela del Pd era un post non firmato, perciò non direttamente riconducibile al sottoscritto. I post di cui io sono direttamente responsabile sono quelli, come questo, che riportano la mia firma in calce“. Nessuna firma e, quindi, nessuna responsabilità, secondo l’attuale versione di Grillo. Il quale, peraltro, non risulta neppure essere il titolare formale del dominio intestato fin dal 2001 a Emanuele Bottaro, un vecchio amico del leader pentastellato.

LA VERSIONE (DI IERI) DI GRILLO

Qualunque sia la verità legale della faccenda, pare certo, comunque, che Grillo non sia sempre stato dello stesso avviso di oggi. Prova ne è un post pubblicato sul blog nel 2012 intitolato “Il M5S è morto, viva il M5S” e firmato dal leader pentastellato: “Vorrei ricordare, ancora una volta, che la responsabilità editoriale del blog è esclusivamente mia“.

LA REPLICA DI BONIFAZI

Durissima su Facebook la replica del tesoriere del Partito Democratico Francesco Bonifazi che ha presentato la querela: “Vigliacco e bugiardo. Non hai il coraggio di assumerti la responsabilità di quello che scrivi e pensi. E poi non dici la verità quando affermi che il Pd ha perso la causa: il processo deve ancora cominciare”. Un’affermazione, quest’ultima, confermata oggi da Jacopo Iacoboni su La Stampa: “La causa, contrariamente agli alternative facts esposti ieri sul blog, è in piedi. È stata solo riassunta da Genova a Roma, da qui a tre mesi“.

L’ULTIMA STAFFILATA DI MENTANA

Nel frattempo – dopo l’ ironia della prime ore – anche la posizione di Enrico Mentana, noto per le sue staffilate via Facebook, si è fatta molto più netta. Ecco che cos’ha scritto il direttore del Tg di La7 nella tarda mattinata di oggi: “Credo che sia interesse del m5s fare esercizio di trasparenza. Il blog è il luogo della propaganda dei 5 stelle, del dibattito interno, degli annunci, dei calendari interni, delle votazioni, delle candidature. È importante per tutti che non sia il luogo di nessuno. Se nel mio tg un servizio non è firmato ne sono responsabile io, formalmente e sostanzialmente. Non è Grillo? No problem. Uno vale uno; purché entrambi abbiano un nome. Senza prestanome“.

Condividi tramite