Hanno sfiorato i 16 miliardi di euro nel 2016 gli incentivi per l’energia da fonti rinnovabili. Una cifra, alimentata dagli italiani con il pagamento delle bollette, che si è ridotta a 14,4 miliardi grazie agli 1,5 miliardi ricavati dal Gestore per i Servizi Energetici (GSE) che ha collocato sul mercato 36,3 TWh, in calo rispetto ai 40 TWh del 2015. A partire da quest’anno si stima una graduale riduzione degli oneri in bolletta per incentivare l’uso delle rinnovabili che nel 2016, con circa 600 mila impianti, hanno coperto circa un terzo dei consumi elettrici totali: per ogni 10 KWh consumati, più di 3 sono “verdi” per un totale di quasi 106 TWh. In pratica, i consumi elettrici di cinque regioni come il Lazio. Sono alcuni dei dati forniti dal GSE nel suo rapporto sulle attività svolte nel 2016 che è stato presentato stamattina alla presenza, fra gli altri, del presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti. Il rapporto è disponibile sul sito gse.it.

INCENTIVI

In particolare, per quanto riguarda gli incentivi la parte del leone l’hanno fatta quelli per il fotovoltaico, pari a poco più di 6 miliardi di euro, destinati a 550.587 impianti che hanno prodotto 20,7 TWh di energia. Oltre 5,5 miliardi, invece, sono stati erogati agli impianti di energia alimentati da fonti rinnovabili (IAFR) diverse da quella fotovoltaica. A fine dicembre scorso gli impianti in esercizio qualificati IAFR erano 4.751 di cui il 34% idroelettrici, il 30% a biogas e il 21% eolici, che in termini di potenza producono il 42% del totale dell’energia rinnovabile. Per quanto riguarda i Certificati Bianchi, ovvero i titoli di efficienza energetica (TEE), nel 2016 sono arrivate al GSE 12.524 richieste a fronte delle quali il Gestore ha riconosciuto circa 5,5 milioni di TEE, il 56% in relazione ad interventi in ambito industriale e il 40% in ambito civile, per un risparmio di energia primaria di 1,9 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). C’è da sottolineare che, rispetto al 2015, l’anno scorso i titoli e i risparmi riconosciuti sono aumentati di circa il 10% e il numero delle istanze presentate del 4%. Sul fronte del Conto Termico, altro meccanismo di incentivazione che promuove l’uso delle rinnovabili termiche e dell’efficienza energetica, nel 2016 sono state presentate 14.955 richieste, quasi il doppio delle 8.263 del 2015. Si è trattato soprattutto di interventi che prevedono l’installazione di generatori a biomassa e di impianti solari termici per cui si sono impegnati 68,3 milioni di euro di incentivi.

ATTIVITA’ DI CONTROLLO

Proseguita anche l’attività di controllo per verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per poter beneficiare degli incentivi per le fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica: sono stati condotti 4.240 accertamenti (il 59% tramite sopralluoghi e il 41% documentali), il 22% in più rispetto al 2015. Concluse 2.147 istruttorie delle quali il 35,4% ha avuto esito negativo per cui si sono adottati provvedimenti di decadenza o riconfigurazione degli incentivi e determinazione degli importi che erano stati percepiti indebitamente, pari a circa 183 milioni di euro.

PRODUZIONE STATISTICA

Sempre nel 2016 il GSE ha continuato la sua attività nell’ambito della produzione statistica e ha rilevato che nel 2015 il 17,5% dei consumi finali di energia in Italia è stato coperto dalle fonti rinnovabili. Le prime stime per l’anno in corso indicano un valore intorno al 17,6%.

LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Infine, un accenno al sistema europeo dell’Emission Trading relativo allo scambio delle quote di emissione per ridurre i gas a effetto serra: il Gestore ha messo all’asta sulla piattaforma comune europea oltre 77 milioni di quote di emissione, destinate agli impianti fissi, ottenendo un ricavo totale destinato al bilancio dello Stato di 412 milioni di euro, in calo rispetto al 2015.

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