Nomi, fatti e curiosità

La storia d’amore di Emmanuel Macron, nuovo presidente della Repubblica in Francia, e la moglie Brigitte Trogneux (qui il ritratto di Formiche.net) ha conquistato la stampa internazionale e l’opinione pubblica. I due si sono conosciuti in una scuola privata di gesuiti a Providence en Amiens, al nord della Francia. Macron, adolescente, era uno studente, mentre lei aveva 39 anni ed era professoressa di letteratura.

Il giovane Macron propose all’insegnante di scrivere insieme una sceneggiatura per uno spettacolo teatrale. Così hanno cominciato a frequentarsi ogni venerdì. Il marito di Brigitte, André-Louis Auzière, non si era opposto: era abituato a vedere gli studenti della moglie in casa. Nel suo libro Revolution, Macron confessa che “parlavamo di tutto. Lo spettacolo era solo una scusa. Sentivo che ci conoscevamo da sempre”.

Brigitte, 24 anni più grande di lui, sembrerebbe essere la mente dietro la strategia politica del candidato di En Marche. Tuttavia, l’ex professoressa di letteratura non è l’unica donna nello staff della campagna elettorale di Macron. “Sono femminista – ha dichiarato Macron a Vanity Fair -. Lo dico da pentito. Sono femminista perché credo al confronto con chi è diverso da sé. E per un uomo, il diverso da sé è prima di tutto la donna”.

Ecco chi sono le donne chiavi del suo staff elettorale, che potrebbe avere un ruolo determinante al governo in caso di trionfo il 7 maggio.

TIPHAINE AUZIÈRE, LA FIGLIA DELLA MOGLIE

Oltre la moglie Brigitte, a consigliare Macron c’è anche la figliastra, Tiphaine Auzière (qui il ritratto di Formiche.net). Avvocato, 33 anni, è la più piccola di Brigitte con Auzière. È cresciuta ad Amiens e ha frequentato la stessa scuola del candidato. Tiphaine è entrata nel team della campagna elettorale dopo avere chiesto un permesso di lavoro e ha fondato un comitato di sostegno per En Marche nella regione Hauts-de-France. Incontra direttamente i cittadini ed è portavoce del programma di governo di Macron. Tiphaine svolge il ruolo di capo di gabinetto del partito e avrà sicuramente un ruolo attivo nel governo in caso di vittoria di Macron. Suo marito, Marc Ferracci, è il migliore amico di Macron: si sono conosciuti a 22 anni, e sono stati l’uno per l’altro testimone di nozze. Condividono la passione per la corsa.

CATHERINE BARBAROUX, LA MENTE DELLA SINISTRA

Catherine Barbaroux ha 68 anni ed è l’ex presidente dell’Associazione per il diritto all’iniziativa economica. Secondo l’Obs, è “la figura discreta della sinistra, con 40 anni di lavoro, che sostiene Emmanuel Macron dalla creazione del partito”. È lei la promotrice di una proposta di revisione delle qualifiche professionali necessarie per esercitare alcuni mestieri. È stata direttrice del gabinetto di Michel Crépeau nel 1981, delegato generale nel mondo del lavoro e della formazione professionale di Martine Aubry nel 1999. Si era ritirata nel 2010, ma nel 2015 è tornata in politica per sostenere alcune iniziative sull’economia sociale e l’imprenditorialità popolare. Barbaroux è stata anche delegato all’impiego e alla formazione sotto quattro ministri, compreso Francois Fillon, e il suo nome è stato fatto come possibile premier in caso di vittoria di Macron. Ma lei ha ribadito: “Non se ne parla. Spazio ai giovani”.

LAURENCE HAIM, LA CORRISPONDENTE DI GUERRA

Un’altra figura chiave nel team di Macron è Laurence Haim. Nata nel 1966 a Parigi, questa giornalista ha la doppia cittadinanza: israeliana e francese. È stata corrispondente di Canal+ e l’agenzia CAPA a Washington tra il 1992 e il 2017. È uno dei pochi accreditati nelle conferenze stampa della Casa Bianca e il Pentagono. Ha seguito come inviata per la Cbs il conflitto iracheno dal 2002 al 2006. A gennaio del 2017, ha lasciato il canale I-Tele per entrare nel team di Macron.

MARLÈNE SCHIAPPA, LA GIOVANE BLOGGER

MARLÈNE SCHIAPPA“Ultimo giorno di campagna elettorale. Scambi emozionanti con Martine Storti, storico, filosofo, scrittore ed esperto dei diritti delle donne di lunga data. Nonostante la volontà politica, alcune situazioni non cambiano per le donne a partire dagli anni ’70. Vogliamo cambiare le cose, faremo il cambiamento con #MacronPrésident!”. Con questo post pubblicato su Facebook Marlène Schiappa, giovane blogger, esprime il sostegno al candidato di En Marche. Schiappa ha 34 anni, è nata a Ajaccio ma vive a Le Mans. Si è laureata all’Università Paris 3 e  ha lavorato a Euro RSCG Worldwide, Mairie du Mans, Lagardere, Indépendante, Yahoo ! Ecotidien e Pampa Presse.

È esperta di comunicazione digitale. Ha fondato il blog “Mamma lavora” e tiene numerose conferenze sulla comunicazione politica. È molto impegnata nei problemi delle donne nelle imprese e Macron l’ha nominata responsabile delle tematiche che riguardano l’uguaglianza tra uomini e donne.

AXELLE TESSANDIER, L’ESPERTA IN DIGITAL

“Sono una pensatrice, un’operatrice, un’istigatrice e una mediatrice. Sono fotografo, giornalista, speaker  e ascoltatrice. E molto di più. I miei interessi sono diversificati e profondi. Se la generazione Y è il tuo obiettivo, lavoriamo insieme”. Questo l’incipit della presentazione di Axelle Tessandier sul sito della sua agenzia di comunicazione, Axl agency. È lei la responsabile del digitale della campagna di Macron. Ex blogger, ex creatrice di startup, Tessandier (nella foto con Brigitte Trogneux, dal profilo Facebook di Tessandier) ha un master in management dell’audiovisivo alla Sorbona, ha fatto esperienza per cinque anni nella Silicon Valley. Rientrata in Francia, è subito andata a lavorare per il candidato di En Marche dopo un colloquio lo scorso luglio con lui. Da quanto si legge su Les Echos Tessandier aveva una sua azienda alla Silicon Valley, ma dopo sei anni ha preferito tornare nel suo Paese per impegnarsi in politica.

Tessandier non fa parte soltanto della cerchia magica di Macron. È anche il  “Meteoric” Axelle Tessandier non fa parte della ristretta cerchia di Emmanuel Macron, ma ha il suo orecchio. E anche il braccio destro di Ismaël Emelien (“il miglior stratega di di Parigi”, secondo Laurent Bigorgne, direttore del think tank liberale Institut Montaigne).

Per Emelien, Axelle “è una macchina di intuizioni, parla sempre con la testa […] Una parola per descriverla? Un Meteorite”. Proprio come la carriera politica di Macron.

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