In principio era lo stop totale dei finanziamenti alle scuole paritarie, poi si è trasformato in uno stop parziale che esclude le scuole dell’infanzia e i nidi, “perché per questa fascia d’età (0-6 anni) le scuole private paritarie nella maggior parte dei casi suppliscono alla mancanza di scuole pubbliche statali”. Il Movimento 5 Stelle, che da settimane lavora sul programma di governo per le prossime politiche, sta definendo in questi giorni la parte sull’istruzione. Dapprima aveva proposto l’eliminazione dei contributi statali alle scuole paritarie (e della stessa parità scolastica), poi ha virato verso una linea più morbida, perlomeno sulla carta.

IL PRINCIPIO DEI FINANZIAMENTI

Pubblicato il 15 maggio sul blog di Beppe Grillo, il primo post introduttivo del Movimento 5 Stelle sul Programma Scuola chiariva la posizione sui temi dell’istruzione dei pentastellati: taglio dei finanziamenti alle paritarie (senza distinzioni), possibile eliminazione del principio di parità scolastica, smantellamento delle riforme Gelmini e Buona Scuola, fino all’introduzione di nuovi sistemi di formazione per i docenti e nuove discipline per gli studenti. Si delineavanp, in quel primo post, i 5 quesiti che verranno sottoposti agli iscritti al Movimento durante la votazione su Rousseau, ultimo passaggio del processo di formulazione del programma, in cui alla base pentastellata si chiede di esprimersi su quesiti fissi e non modificabili.

IL CAMBIO DI ROTTA

Al primo post generale, ne sono seguiti altri più specifici, firmati da esperti del settore e introdotti da una premessa a firma “Movimento 5 Stelle”. Il primo approfondimento riguardava i finanziamenti alle scuole paritarie ed è firmato da Pietro Rapisarda, dirigente scolastico torinese. È in questo post di approfondimento che si trova il primo passo indietro del Movimento rispetto allo stop dei finanziamenti alle paritarie. “Il quesito – si legge nell’introduzione all’intervento di Rapisarda firmato “Movimento 5 Stelle” – non riguarda le scuole dell’infanzia e i nidi, perché per questa fascia d’età (0-6 anni) le scuole private paritarie nella maggior parte dei casi suppliscono alla mancanza di scuole pubbliche statali sul territorio e rappresentano dunque una scelta obbligata per le famiglie”. Il perché dello slalom lo ha spiegato il deputato pentastellato Gianluca Vacca sentito da Annalisa Cuzzocrea per Repubblica: “Negli anni ci siamo accorti che era necessario tutelare quella fascia d’età. Non si tratta di scuola dell’obbligo, ma di un servizio sociale che potrebbe venire a mancare”, escludendo che si tratti di un tentativo di andare incontro ai vescovi che, dopo la pubblicazione del primo post, avevano reagito dalle pagine di Avvenire. Come ricordato da Giuseppe Frangi, direttore di Vita non profit magazine e del sito www.vita.it. che in passato ha lavorato per le riviste il Sabato e 30 Giorni vicine a Comunione e liberazione, “prima di Grillo e del suo dirigente scolastico era arrivata la giunta di Torino guidata da Chiara Appendino che aveva tagliato del 25% i contributi comunali alle scuole primarie paritarie” (qui l’articolo di Formiche.net sulla situazione di Torino).

E LE SCUOLE PRIVATE…

Ancora, nel post generale del 15 maggio, il Movimento metteva in discussione la legge 62 del 2000 istitutiva della parità scolastica, introducendo un quesito specifico sul tema a cui risponderanno gli iscritti su Rousseau (“È giusto rimettere in discussione la legge del 2000 che ha istituito la parità scolastica?”). Per approfondire l’argomento è intervenuto sul blog il costituzionalista Massimo Villone, introdotto da un breve testo a firma del Movimento: “Il quesito su cui sarete chiamati a votare non vuole impedire che siano istituite scuole private – si legge nel corsivo introduttivo -. La nostra Costituzione prevede espressamente la libertà per chiunque di istituire strutture d’istruzione private. Il quesito investe soltanto il tema della parità scolastica come definita dalla legge 62 del 2000”.

L’ultima parola, però, resta in mano agli iscritti certificati della piattaforma Rousseau, che entro questa settimana si esprimeranno sui temi della scuola mettendo, quindi, la firma, al programma di governo del Movimento 5 Stelle sull’istruzione e le scuole paritarie.

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